Trionfo per la sesta edizione de La Grande Course du Grand Paris!

SL
Da Sabine Loeb

Pubblicato il mer 9 settembre 2026

Aggiornato il mer 9 settembre 2026

Trionfo per la sesta edizione de La Grande Course du Grand Paris!
© La Grande Course du Grand Paris

«16.000 grazie», e non c’è altro da aggiungere. Playground, organizzatore dell’evento, ha fatto ancora una volta il pieno per la nuova edizione de La Grande Course RATP du Grand Paris Saint-Denis, domenica 30 marzo. Con il leggendario arrivo allo Stade de France e le novità di quest’anno, la gara che attraversa l’est di Parigi ha riunito più di 16.000 partecipanti, a prescindere dalla distanza e dal tempo impiegato.

La nostra giornalista Sabine era sul percorso e all’arrivo per raccogliere a caldo le emozioni dei finisher!


Distanze per tutti i gusti

Le gare in programma erano quattro. Principianti e runner esperti potevano scegliere tra una mezza maratona con partenza dall’ippodromo di Paris-Vincennes, una 10 km con partenza storica da Place de la République, una 5 km non cronometrata per le strade del quartiere Pleyel e una corsa per bambini. Inaugurata proprio quella mattina, la 5 km Matmut, i cui proventi sono stati interamente devoluti all’associazione Premiers de Cordée, puntava a riunire tutti i partecipanti in un’esperienza comune e in uno sforzo fisico collettivo, senza concentrarsi sulla prestazione. Così runner e camminatori hanno affrontato la prova al proprio ritmo, in un’atmosfera conviviale e solidale.

Grandi e piccoli insieme alla 5 km Matmut #NésPourBouger

Dopo le imprese nella corsa per bambini, Lola e il fratellino Pablo erano ancora lì, felici di prolungare l’esperienza. Anche altre runner avevano la stessa idea. Maryse ed Elodie, due sorelle riunite a Parigi per un concerto nel fine settimana, una arrivata da La Réunion e l’altra dalle Landes, ne hanno approfittato per infilarsi le scarpe da corsa. All’estremo opposto, due tesserate della RMA, Marie-Amélie e Victoire, concentrate sul riscaldamento, si sono schierate nelle prime posizioni per fare da lepri e puntare a un tempo sotto i 20 minuti. In un clima più rilassato, Mario e Luigi erano pronti ad accompagnare una persona a loro vicina nella sua prima gara in assoluto.


Una mezza maratona inedita tra luoghi simbolo

Venuti soprattutto per vivere Parigi da dentro, Adrien e Maxence hanno dovuto attingere a tutte le loro risorse, proprio come gli altri 8.000 concorrenti. «È stata dura, come tutte le gare», raccontavano. I due parigini hanno avuto la sensazione di attraversare «un tunnel interminabile prima di entrare nello stadio», ma la vista iconica del luogo, la musica e gli incitamenti del pubblico hanno dato loro l’energia necessaria per accelerare e chiudere sotto l’ora e 25 minuti. Anche Romane era al via sui 21,1 km e a ogni passo era felice di avvicinarsi allo stadio. «È stato davvero fantastico!», esclamava insieme all’amico Pierre, ripensando all’arrivo in quel luogo mitico. Iscritti all’ultimo momento, i bordolesi Julie e Clément hanno perso la partenza della loro griglia senza farsene un problema. Marie, arrivata dal sud della Francia, ha invece tagliato il traguardo proprio davanti al fidanzato Mathis. I due marsigliesi hanno adorato il percorso, anche se la sfida era impegnativa: era «la prima volta» che correvano una distanza simile.

Vittorie a sorpresa e giovani promesse nella 10 km

Laëticia non era l’unica a vivere la gara in compagnia: ha chiuso al secondo posto nella 10 km grazie al «fidanzato che l’ha sostenuta fino alla fine», un prezioso pacer. Corre da appena un anno e arrivava da un recente infortunio, ma si è sorpresa da sola battendo il proprio record e «sentendosi una star» nello stadio, con il tempo di 38’49”. La vincitrice, Lison, una giovane promessa già esperta che «corre tutti i giorni», non si aspettava minimamente di conquistare la gara quella mattina in 37’32”. Abituata a «vincere le piccole gare di paese», la ventunenne di Bourges era venuta apposta per l’occasione e ha fatto bene. Tra gli uomini, Théo, al via per il secondo anno consecutivo, si è dovuto arrendere ad avversari più forti, riuscendo comunque a migliorare il proprio record. Il livello dei suoi rivali, Lahoucine, 22 anni, e Saddam, gli ha permesso di fermare il cronometro a 31’25”, dopo la vittoria dell’anno precedente in 32’40”. Primo e secondo classificato, i due battistrada si sono detti «contenti» nonostante «un tempo nella media». Per altri, la vittoria conta poco, «l’importante è raggiungere l’obiettivo». Romane e Quentin, invece, si sono motivati a vicenda, dando il meglio l’uno dell’altra. Sono felicissimi di essere tra i 6.000 finisher della 10 km, animata da numerose fanfare lungo tutto il percorso.

RATP, un nuovo partner di prestigio

In qualità di title partner, RATP si è fatta notare fin dall’inizio: tutti i suoi rappresentanti indossavano magliette azzurre con la scritta «Groupe RATP» in grandi lettere. Viziati dalle attenzioni, sfoggiavano con orgoglio i pettorali omaggio e i loro grandi sorrisi sui diversi percorsi. Cyril era uno di loro, felice di rappresentare l’ASB Course à pied e di ottenere un buon risultato in un contesto ideale per godersi la giornata. Per loro c’erano persino un «piccolo stand» e uno spazio dedicato agli effetti personali nel camion adibito a «guardaroba». Ci dà appuntamento tra due settimane alla Marathon de Paris, dove potrà nuovamente approfittare dei vantaggi offerti dalla sua azienda. Tanto vale approfittarne!

Amore, condivisione e gran finale

Il sole che faceva capolino, i sorrisi spalancati: i finisher si sono goduti il momento insieme! Due amiche sono state viste tagliare il traguardo mano nella mano, mentre due uomini, padre e figlio, si sono distinti arrivando con le spalle incollate l’una all’altra. Fist bump, abbracci interminabili e gesti di festa hanno scandito l’evento. Un ultimo rettilineo sulla pista dei campioni meritava di essere celebrato come una vittoria, dopo l’entusiasmo dell’estate olimpica. Anche i tifosi meritano un applauso: presenti dalle 8 del mattino, erano pronti a incitare i partecipanti e a provare a passare dall’altra parte. Hanno dato tutto. Gli eroi della giornata sono stati celebrati in mille modi: mazzi di fiori per salutare i loro sforzi, cartelli e striscioni pieni di messaggi di sostegno, grida d’incoraggiamento e applausi a non finire, per festeggiarli come meritavano.


Senza dubbio, il record di partecipanti sorprende solo se si dimentica l’adrenalina dei finisher quando percorrono la pista viola negli ultimi metri.