Nicolas Duplàa vince i 100 km del Marathon des Sables Jordanie... in espadrillas
Sotto il sole rovente del Wadi Rum, un basco ha fatto parlare di sé... correndo in espadrillas. Al Marathon des Sables Jordanie, Nicolas Duplàa, 39 anni, ha vinto la prova di 100 km in tre tappe in 10h21’34, unendo prestazione estrema, minimalismo e orgoglio basco in una gara fuori dagli schemi.
Nel deserto del Wadi Rum, sotto un sole implacabile e tra dune rosse a perdita d’occhio, Nicolas Duplàa ha scritto una pagina tutta sua nella storia del Marathon des Sables Jordanie. 100 km, tre tappe, condizioni estreme. E per attraversare quell’inferno di sabbia, il 39enne non ha scelto l’ultima generazione di scarpe tecniche, ma un paio di espadrillas. Sì, avete capito bene: espadrillas.
Originario di Orthez, dove lavora come project manager e formatore in un’azienda informatica, Duplàa corre da vent’anni. Ha già affrontato diversi trail estremi e partecipato tre volte al Marathon des Sables, prima dell’impresa in Giordania: a Fuerteventura, in Perù e nell’edizione «Legendary» del 2021.
L’atleta originario della Soule, nei Paesi Baschi, ha concluso la sua avventura giordana in 10h21’34, conquistando la vittoria sul filo di lana. Il risultato colpisce, ma il gesto va oltre la semplice statistica. In un mondo dello sport sempre più equipaggiato, qui minimalismo e radicamento prendono il posto della tecnologia.
Correre nel deserto, in modo diverso
Il Wadi Rum non fa sconti. Sabbia instabile, rocce, caldo soffocante e vento rovente rendono incerto ogni appoggio. La maggior parte dei concorrenti si affida a scarpe ipertecniche, intersuole ammortizzanti e suole adatte a ogni tipo di terreno. Nicolas Duplàa, invece, affronta questo MDS Jordanie con quello che si potrebbe considerare un accessorio anacronistico.
Attratto dagli spazi sconfinati e dal calore del deserto, Nicolas Duplàa aggiunge: «Queste distese di sabbia fine, le rocce maestose, i colori... I paesaggi erano mozzafiato. Il Marathon des Sables mi ha permesso di vivere una vera settimana di vacanza sportiva!». Sul piano puramente fisico, correre in questo modo richiede un adattamento totale. L’appoggio diventa più naturale, quasi istintivo. «Sulla sabbia, la differenza rispetto alle scarpe classiche è minima, spiega. Sul terreno duro, invece, è più impegnativo: l’appoggio deve essere più minimalista, sollecitando maggiormente polpacci e tendini d’Achille.»
L’arte di tracciare la propria strada
La vittoria di Nicolas Duplàa non è soltanto sportiva. Racconta una filosofia. La sua filosofia. Nel mondo dell’ultratrail, dove ogni grammo e ogni millimetro di drop contano, ricorda che la prestazione può convivere con la semplicità.
«Corro in espadrillas per promuovere il mio territorio, i Paesi Baschi, e in particolare la Soule, la mia provincia d’origine. È un modo per dimostrare che i nostri prodotti sono di qualità, resistenti e autentici.»
«Correre in espadrillas attira sempre l’attenzione e crea un legame con gli altri concorrenti. Persino le mie orme sulla sabbia erano diverse dalle loro: i miei compagni potevano seguirmi sulle tracce!», racconta con ironia. Le espadrillas diventano così un simbolo. Bisogna avere il coraggio di essere diversi, restare fedeli alle proprie radici e conservare intatto il piacere.
Una prestazione fuori dagli schemi
Con 10h21’34 sui 100 km, in condizioni del genere, Nicolas Duplàa entra nella categoria dei grandi. Nelle tre tappe, il basco ha combinato resistenza, strategia ed esperienza. Ogni tratto del percorso ha richiesto la massima attenzione: gestire il caldo, la sabbia, le rocce e la fatica accumulata. E con le espadrillas, ogni tappa si è trasformata in una sfida aggiuntiva.
Ma la forza di questo racconto sta nella sua semplicità. Nicolas Duplàa non cercava soltanto di migliorare il cronometro: voleva raccontare una storia, portare un territorio dentro il movimento e ricordare che correre può restare un gesto naturale e simbolico. «Corro in espadrillas per promuovere il mio territorio, i Paesi Baschi, e in particolare la Soule, la mia provincia d’origine. È un modo per dimostrare che i nostri prodotti sono di qualità, resistenti e autentici.»
Una vittoria che ispira
Per il runner amatoriale o per chi ama la corsa su strada, la storia di Nicolas Duplàa offre una prospettiva rinfrescante. Dimostra che volontà, esperienza e connessione con l’ambiente possono fare la differenza. Ricorda che correre può essere tanto un’espressione personale quanto una prestazione atletica.
Presidente del club Xiberotarrak e dell’associazione La Grande Espadrouille, lavora tutto l’anno per promuovere lo sport accessibile a tutti e la cultura basca. Anche nelle condizioni più estreme, la corsa può quindi restare un gesto autentico e fonte di piacere.
Nel silenzio del deserto, tra dune e canyon, un basco in espadrillas ha corso a modo suo. Ha impresso il proprio ritmo, il proprio stile e il proprio territorio su 100 km di sabbia. Nicolas Duplàa non firma soltanto una vittoria: lascia un segno duraturo sul modo di concepire l’ultradistanza. In un mondo in cui tutto è calibrato e standardizzato, ricorda che un passo fuori dai sentieri battuti può arrivare molto lontano.