Orange Vélodrome Trail 2025: quando lo stadio si trasforma in un vero parco giochi urbano

Dorian Vuillet
Da Dorian Vuillet

Pubblicato il gio 10 settembre 2026

Aggiornato il gio 10 settembre 2026

Orange Vélodrome Trail 2025: quando lo stadio si trasforma in un vero parco giochi urbano
© Orange Vélodrome Trail

Domenica 16 novembre il Vélodrome non ha visto soltanto palloni e porte: 3.500 corridori hanno preso d’assalto lo stadio, trasformando tribune e corridoi in un percorso fuori di testa. L’Orange Vélodrome Trail ha fatto bruciare le gambe, ansimare i polmoni e sorridere i volti, sui 4 e 8 km individuali o nelle staffette a squadre. Tra scalinate, curve strette e risate nei passaggi più angusti, lo stadio simbolo di Marsiglia è stato il teatro di una mattinata in cui fatica e divertimento sono andati di pari passo.

3.500 marsigliesi si sono riversati nel mitico Orange Vélodrome domenica 16 novembre. Tribune inondate di luce, corridoi che risuonavano sotto i passi dei corridori, il manto erboso splendente nel sole del mattino: il Vel’ si è trasformato in un percorso urbano unico nel suo genere e lo slogan « Vivi un’esperienza unica nel cuore dell’Orange Vélodrome » non è stato tradito neanche per un istante. La sesta edizione dell’Orange Vélodrome Trail ha riunito numerosi tifosi dell’OM, pronti ad affrontare i 4 e gli 8 km individuali, senza dimenticare le staffette a squadre.

Una mattinata in cui ritmo, fatica e divertimento si sono mescolati, creando ricordi memorabili. Le scalinate e le circa 2.000 gradini dell’impianto olimpico hanno presentato il conto ai jogger. « È stato davvero, davvero duro», raccontava un partecipante dopo aver tagliato il traguardo. « Ho scoperto solo un mese prima della gara che c’erano tutte quelle scale. Tantissime scale. Ma alla fine ce l’ho fatta in 42 minuti e sono davvero contento di me». Una frase che riassume bene lo spirito di questa edizione, tra sfida e scoperta. Sempre con Jul nelle cuffie.

Anche altri hanno raccontato le loro prime impressioni sul Vélodrome: « All’inizio avevo un po’ paura, non mi alleno molto, quindi mi sono buttata nell’ignoto… ma è andata benissimo, tranne le salite!» oppure « È stato incredibile! Ho fatto gli 8 km ed era la prima volta che venivo allo stadio: scoprire questo posto ha reso la gara ancora più memorabile». Anche il carattere insolito del luogo ha conquistato i partecipanti. « Ho adorato questo momento. Fare gli 8 km e poter scoprire l’interno del Vélodrome, vedere la piscina e tutti gli angoli in cui passano i giocatori… non me l’aspettavo, è stato fantastico!». Una sorpresa davvero riuscita.

© L’Orange Vélodrome Trail ha riunito quasi 3.500 corridori quest’anno. © Orange Vélodrome Trail

Jules Giraudon-Paoli e Audrey Armelin dominano gli 8 km individuali

Per alcuni fadas, il cronometro era soltanto un dettaglio. Per altri, valeva la pena soffrire. Jules Giraudon-Paoli è partito con una determinazione evidente. Ogni gradino superato, ogni curva affrontata era un passo verso la vittoria. Al traguardo il cronometro segnava 30’08”. Una dimostrazione di regolarità e di lettura perfetta del percorso, che gli è valsa il primo posto e il titolo tra gli uomini della categoria speranze.

Alle sue spalle è andato in scena un duello fratricida. Mathis Deschamps ha tagliato il traguardo in 31’37”, seguito da Raphaël Deschamps ad appena due secondi (31’39”). Due secondi che raccontano un duello intenso e tutto in famiglia, su un percorso in cui la minima esitazione può costare cara. I due fratelli hanno dato vita a un finale palpitante, facendo vibrare tribune e corridoi.

Tra le donne, Audrey Armelin ha imposto il proprio ritmo in 34’29”, chiudendo al 15° posto assoluto e prima tra le donne. Pauline Martin si è presa il secondo posto in 34’55”, seguita da Isabelle Daveau in 36’68”. I tempi ravvicinati dimostrano che la gara femminile sugli 8 km è stata serrata ed emozionante quanto il duello tra i fratelli Deschamps.

I 4 km incoronano Éric Camguilhem e Stella Quelenn

I 4 km hanno concentrato tutta l’adrenalina in una distanza più breve, ma tutt’altro che semplice. Éric Camguilhem ha preso il comando fin dai primi metri, tagliando il traguardo in 18’25”. Damien Clanet (18’57”) e Aaron Penalver Debee (19’01”) hanno chiuso praticamente appaiati, con falcate nervose e respiri affannosi che risuonavano nei corridoi dello stadio.

Nella gara femminile, Stella Quelen ha dimostrato una padronanza perfetta del percorso in 24’32”, precedendo Pauline Roustan (24’50”) e Perrine Pistouley (25’37”). Su questo formato breve, ogni curva e ogni gradino hanno fatto la differenza, e le prime tre hanno mostrato grande regolarità e una solida tenuta mentale.

Le gare a squadre tra condivisione, strategia e risate complici

Anche gli 8 km e i 4 km a squadre hanno aggiunto una dimensione collettiva alla sfida. Ogni cambio era un’occasione per sentire il peso della responsabilità e il piacere di correre per i propri compagni. Le strategie si sono moltiplicate: chi parte forte, chi conserva le energie, chi rilancia… e, nei passaggi più stretti, non sono mancate le risate. Questi format hanno dimostrato che il piacere del Vélodrome non si misura soltanto in velocità, ma anche nello spirito di squadra e nella complicità lungo il percorso. Una mentalità figlia della Canebière, in fondo.

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