Mondiali di corsa su strada 2026: Jimmy Gressier crolla nell’ultimo chilometro, Dawit Seare campione sui 5 km a Copenaghen

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Da Dorian Vuillet

Pubblicato il sab 19 settembre 2026

Aggiornato il sab 19 settembre 2026

Mondiali di corsa su strada 2026: Jimmy Gressier crolla nell’ultimo chilometro, Dawit Seare campione sui 5 km a Copenaghen
© Timothey Guillon

Dawit Seare è campione del mondo dei 5 km su strada a Copenaghen in 12'56", approfittando del crollo di Jimmy Gressier e di un breve passaggio a vuoto di Jakob Ingebrigtsen. Tra le donne si impone l’etiope Likina Amebaw in 14'41". Il racconto di un pomeriggio ad alta intensità.

Jimmy Gressier ha fatto l’andatura, Jakob Ingebrigtsen ci ha provato, Dawit Seare ha vinto. In 12'56" (record nazionale), l’eritreo è diventato campione del mondo dei 5 km su strada a Copenaghen, a tre secondi dal norvegese (12'59", record norvegese) e davanti al connazionale Saymon Amanuel (13'00", primato personale). Il francese, a lungo al comando, è crollato nell’ultimo chilometro e ha chiuso 14° in 13'17". Gressier aveva tutte le carte in regola per sognare. Il record europeo di 12'51" firmato a Lille ad aprile, a due secondi dal primato mondiale. Il titolo iridato dei 10.000 metri conquistato l’anno scorso a Tokyo. E la prima sfida su strada contro Jakob Ingebrigtsen, sei giorni dopo la vittoria del norvegese nei 5000 metri all’Ultimate Championship di Budapest. Copenaghen gli ha dato la testa della gara. Non la medaglia. Tra le donne, l’etiope Likina Amebaw ha fatto il vuoto in 14'41", davanti alla keniana Caroline Makandi Gitonga (14'48") e all’australiana Rose Davies (14'50").

Dieci minuti di ritardo e una lepre tricolore

La partenza è stata data dieci minuti dopo l’orario previsto delle 14:40, facendo salire ulteriormente la tensione. La prima immagine della gara è arrivata già nei metri iniziali, con il francese Flavien Szot nelle prime posizioni, subito davanti a Jimmy Gressier. Poche ore dopo il record francese del miglio su strada (3'53"44), il transalpino aveva un compito preciso: dettare il ritmo per il connazionale. Lo ha svolto alla perfezione. Passaggio sotto i 2'40" al 1° km, poi in 5'17" al 2°. A quel punto Szot ha lasciato strada a Gressier. Missione compiuta.

Il campione del mondo dei 10.000 metri ha quindi preso il comando di un gruppo di una dozzina di atleti. Alle sue spalle, Jakob Ingebrigtsen risaliva senza forzare, metro dopo metro, fino a sistemarsi in coda al gruppo. Il campione olimpico dei 5000 metri, tornato ai massimi livelli dopo l’operazione al tendine d’Achille, occupava una posizione d’attesa ideale. Al 3° km il norvegese era ancora a portata di mano, mentre il corridore del Nord guidava la gara. Lo scenario ricordava quello di un mese prima a Birmingham, quando Gressier aveva imboccato il rettilineo finale dei 5000 metri al comando prima di vedere Ingebrigtsen involarsi verso il quarto titolo europeo consecutivo. A Copenaghen i due, che si stimano e amano le gare spettacolari, stavano per scrivere un’altra storia.

Poi il colpo di scena di Dawit Seare

Ma Dawit Seare aveva altri piani. Sotto la pressione del norvegese, l’eritreo ha temuto di essere superato negli ultimi 100 metri, prima di approfittare di un breve passaggio a vuoto del rivale e conquistare il titolo, con appena tre secondi di vantaggio su Ingebrigtsen. Con Saymon Amanuel, terzo, l’Eritrea piazza due atleti sul podio. Alle loro spalle, l’australiano Ky Robinson (4°, 13'04") e l’ugandese Keneth Kiprop (5°, 13'04", primato personale) completano la top 5, davanti agli etiopi Addisu Yihune (13'07") e Mezgebu Sime (13'08", miglior prestazione stagionale), al keniano Mathew Kipchumba Kipsang (13'11", miglior prestazione del 2026), al burundese Egide Ntakarutimana (13'12", primato personale) e al sudafricano Maxime Chaumeton (13'13"), non ancora naturalizzato francese, anche se sembra ormai questione di tempo. In gara sono caduti ben otto record nazionali, tra cui quelli dell’olandese Mike Foppen (12°, 13'15") e dell’irlandese Darragh McElhinney (16°, 13'22").

Un crono amaro per Gressier

Jimmy Gressier ha chiuso 14° in 13'17", a 21 secondi dal vincitore e con lo stesso crono del norvegese Narve Gilje Nordås (15°). Lontano dal 12'51" di Lille e soprattutto dall’ambizione dichiarata. Il francese lascia Copenaghen senza medaglia dopo la prima sfida su strada con Ingebrigtsen, ma sa come rialzarsi: a Birmingham aveva conquistato il bronzo nei 10.000 metri subito dopo il quarto posto nei 5000. Flavien Szot, invece, è 48° in 14'47", dopo il lavoro da lepre.

Top 5 - 5 km uomini

1) Dawit Seare (Eritrea): 12'56"

2) Jakob Ingebrigtsen (Norvegia): 12'59"

3) Saymon Amanuel (Eritrea): 13'00"

4) Ky Robinson (Australia): 13'04"

5) Keneth Kiprop (Uganda): 13'04"

Amebaw, padrona di Copenaghen

Le donne sono partite alle 14:10 e non ci è voluto molto per capire chi avrebbe dettato legge. Dopo due minuti di gara, l’etiope Likina Amebaw ha preso il comando del gruppo, con la sicurezza di chi aveva dominato i 5000 metri dell’Ultimate Championship di Budapest appena sei giorni prima. « Arrivo direttamente da Budapest, ma il passaggio dalla pista alla strada non è stato difficile, perché mi alleno su entrambe nello stesso periodo, ha spiegato dopo la gara. La pista era un po’ complicata per me, quindi correre oggi questi 5 km è stato meglio e mi sentivo bene perché avevo preparato la gara su strada. » Al 2° km si è formato un terzetto, con la connazionale Aleshign Baweke e la keniana Caroline Makandi Gitonga al suo fianco, mentre l’australiana Rose Davies restava agganciata alle migliori, decisa a non lasciar scappare il gruppo di testa. Intorno ai dieci minuti di gara, Baweke ha finito per perdere contatto e la lotta per il titolo si è ridotta a un duello tra l’etiope e la keniana.

Il duello ha premiato Amebaw. Nell’ultimo chilometro ha fatto la differenza, mentre Gitonga faticava a tenere il passo. Ha vinto in 14'41", con 7 secondi di vantaggio sulla keniana (14'48"). Il piano era chiaro. « Sapevo di dover spingere fin dall’inizio e ha funzionato come previsto, ha raccontato la regina del pomeriggio. C’era un po’ di vento, ma non era un problema e sono riuscita a trovare i punti migliori del percorso. » Alle sue spalle, Davies ha completato una grande gara per strappare il bronzo in 14'50" (quello che sembra essere il record d’Oceania), con un secondo di vantaggio sulla sudafricana Tayla Kavanagh (14'51", primato personale). Baweke è quinta in 14'53", mentre la spagnola Marta García (14'59", primato personale) chiude sesta, davanti all’australiana Georgia Griffith (15'01", primato personale).

I pronostici indicavano una sfida tra Amebaw e la keniana Caroline Nyaga, la più veloce del lotto con il suo 14'19", ma Nyaga ha chiuso 13ª in 15'17". L’olandese Diane van Es, primatista europea (14'33"), è arrivata 16ª in 15'24", mentre le statunitensi Allie Ostrander (12ª, 15'10") e Courtney Frerichs (17ª, 15'25") non hanno trovato la chiave. La keniana Beatrice Chebet, autrice della miglior prestazione di sempre (14'13"), non era iscritta, lasciando la gara molto aperta. E, come previsto, nessuna francese era al via sulla distanza.

Top 5 - 5 km donne

1) Likina Amebaw (Etiopia): 14'41"

2) Caroline Makandi Gitonga (Kenya): 14'48"

3) Rose Davies (Australia): 14'50"

4) Tayla Kavanagh (Sudafrica): 14'51"

5) Aleshign Baweke (Etiopia): 14'53"

Domenica tocca alla mezza maratona

Appuntamento a domenica per la mezza maratona (9:10 per le donne, 9:45 per gli uomini), con la keniana Agnes Ngetich grande favorita, una squadra femminile francese a caccia di un buon piazzamento nella classifica a squadre, guidata da Mekdes Woldu, e una gara maschile molto aperta, nella quale Etienne Daguinos potrà giocarsi le sue carte.