I 10 maratoni più importanti del Belgio

Dorian Vuillet
Da Dorian Vuillet

Pubblicato il gio 10 settembre 2026

Aggiornato il gio 10 settembre 2026

I 10 maratoni più importanti del Belgio
© SOFICO Gent Marathon

Nel Paese della pioggia cordiale, della birra capace di mettere tutti d’accordo e delle cittadine dal fascino irresistibile, il Belgio serve le sue maratone come si gusta una buona gauffre: senza pretese, ma con un sapore inconfondibile. Poca hype rumorosa, ancora meno storytelling XXL. Eppure, ogni anno, migliaia di runner raggiungono i nostri vicini per correre tra canali, vicoli medievali, dune costiere e fieri beffroi. Un calendario in cui il ritmo si regola tanto sull’orologio quanto sull’entusiasmo del pubblico, sospeso tra fiamminghi scherzosi, francofoni loquaci e patatine croccanti fuori e morbide dentro.

1. Maratona di Bruxelles

La cartolina XXL nel cuore d’Europa

La capitale europea propone una maratona collinare, mai monotona, che scivola dal centro città ai parchi verdeggianti del Sud prima di tornare a far vibrare i ciottoli. Un’atmosfera cosmopolita, corridori arrivati da ogni parte del mondo e un percorso che impone di conservare un po’ di energie prima della lunga risalita verso il traguardo.

© Brussels Airport Marathon & Half Marathon 2025

Un’edizione record del Marathon de Bruxelles nel 2014, con circa 12.000 partecipanti complessivi su tutte le distanze, un risultato che l’evento prova regolarmente ad avvicinare. Sul piano cronometrico, l’etiope Shura Kitata ha dimostrato nel 2022 quanto questa gara possa essere veloce, chiudendo in 2h13’... nonostante qualche salita, patatine e birra post-gara opzionali. Atmosfera premium, meteo variabile, finale muscolare. Una certezza.


2. Maratona di Bruges

Tra canali, merletti e un cronometro che corre

Bruges, museo a cielo aperto, offre uno scenario da film per una delle maratone più affascinanti del Paese. Canali tranquilli, centro storico patrimonio dell’UNESCO, ciottoli che raccontano secoli di commercio e l’aroma intenso del cioccolato lungo il percorso. Nelle sue annate migliori, l’evento ha attirato circa 6.500 partecipanti su tutte le distanze, con una maratona che scorre bene, a patto di saper gestire le inevitabili soste contemplative.

© Athora Bruges Marathon

Il record non ufficiale si aggira intorno alle 2h21’, prova che anche in uno scenario principesco si può correre forte. Bruges fa brillare gli occhi, poi bruciare le cosce. Una maratona da gustare tanto quanto da correre.


3. Maratona di Anversa

Spettacolo alla fiamminga

Rotta verso nord, direzione il più grande palcoscenico portuale del Paese. Anversa propone la sua maratona a ottobre, spesso sotto una luce limpida che corre lungo le banchine e la Schelda, prima di tuffarsi nei grandi viali cittadini. Atmosfera moderna, business e moda sono nel menu. Pochi giorni fa, Nicolas Saké ha fatto parlare di sé in casa, tagliando il traguardo in 2h21’16 alla sua quinta partecipazione, mentre Loes Rönne si è imposta tra le donne in 2h47’19.

© TREK Antwerp Marathon 2025

Con oltre 20.000 partecipanti complessivi, di cui 5.500 sulla maratona, l’evento è stato segnato da un record mondiale non ufficiale sulla distanza regina, confermando l’attrattiva crescente della gara belga. Qui si corre tra grattacieli, porto, comunità variopinte e caffè che non dormono mai. L’equazione belga, in piena vibrazione.


4. Baloise Marathon de Namur

La Mosa, compagna silenziosa

Meno celebre, più raccolta, la gara di Namur segue il corso della Mosa e delle strade tranquille. I dislivelli contenuti invitano a correre, più che a lottare. Un appuntamento ideale per chi vuole emozionarsi senza subire la densità di una grande maratona cittadina.

Nelle sue migliori edizioni, ha raccolto circa 2.000 partecipanti su tutte le distanze. I migliori sfiorano le 2h25’ al traguardo, prova che c’è spazio per esprimersi senza inseguire per forza il tempo assoluto. Un teatro di provincia che si trasforma in un campo da gioco sportivo, semplice e caloroso


5. Marathon International de Charleroi

Il Circuito dell’Acciaio

Nel cuore della metropoli vallona, la Marathon International de Charleroi, soprannominata il Circuito dell’Acciaio, trasforma ogni passo in un omaggio alla storia industriale della città. Lanciata nel 2024, la gara attira già quasi 2.800 maratoneti e 7.500 partecipanti complessivi, a conferma dell’entusiasmo locale. Il percorso, un anello tra strade urbane, vecchi quartieri industriali e comuni immersi nel verde, impone un mix sottile di tecnica e spettacolo: ogni salita ricorda che qui correre non è una formalità.

© J.T.

I top runner fanno segnare tempi intorno alle 2h25’ tra gli uomini e alle 2h50’ tra le donne, mentre l’atmosfera del villaggio maratona e la mobilitazione dei volontari creano un ambiente conviviale e festoso. Charleroi dimostra che una maratona può diventare molto più di una semplice sfida sportiva: una vera vetrina del territorio, dove fatica e patrimonio si incontrano e ogni corridore riparte con la sensazione di aver scoperto la città sotto una luce nuova.


6. Marathon de Gand

Il fascino discreto delle Fiandre storiche

A Gand, la Sofico Gent Marathon si snoda tra canali, piazze storiche e modernità fiamminga. Inserito in primavera, l’evento ha assunto una nuova dimensione negli ultimi anni. Nel 2024 erano già più di 15.000 a calcare l’asfalto; nel 2025 il limite è saltato: tutto esaurito, con oltre 20.000 runner al via. Tra loro, 5.300 maratoneti hanno affrontato i 42,195 km domenicali, mentre altri 14.700 hanno scelto il percorso della mezza.

© Tomas Sisk / Golazo

Questa crescita conferma il posto di Gand tra i giganti della corsa nel Paese. Un percorso noto per essere scorrevole, un’atmosfera calorosa e una città che vive al ritmo dei passi... La Marathon de Gand ha tutto per conquistare sia chi insegue il cronometro sia chi cerca una scoperta sportiva.


7. Marathon de Spa-Francorchamps

Una grande boccata d’aria nelle Ardenne

Nel cuore delle Ardenne belghe, la Marathon de Spa‑Francorchamps trasforma l’asfalto in un Gran Premio. Correre sul mitico tracciato della Formula 1, affrontare il leggendario Raidillon de l’Eau Rouge e infilarsi tra curve iconiche regala un’esperienza unica, lontanissima dai percorsi classici. La maratona si corre su 6 giri da 7 km, con un dislivello significativo che mette alla prova le gambe fin dalle prime salite. L’atmosfera mescola adrenalina e convivialità: gli spettatori circondano il circuito, i box diventano punti di incitamento e il traguardo davanti alle tribune regala a ogni finisher la sensazione di salire sul podio.

© Circuit de Spa-Francorchamps

Anche se per molti il cronometro non è la priorità, i corridori ripartono con ricordi fuori dal comune e una medaglia che ricorda come qui correre faccia rima con forti emozioni. Nelle edizioni migliori, circa 1.500-2.000 partecipanti su tutte le distanze si sono lasciati coinvolgere. I più veloci hanno già corso intorno alle 2h30’-2h40’, nonostante un profilo meno «autostradale» rispetto alla costa o alle Fiandre.


8.  In Flanders Fields Marathon

La memoria sullo sfondo

A Ypres, la “In Flanders Fields Marathon” assume una dimensione quasi cerimoniale. È impossibile attraversare queste terre senza percepirne lo spessore storico, né ignorare l’impronta della Prima guerra mondiale sulle Fiandre occidentali. Ogni passo si inserisce tra paesaggi agricoli pacifici e monumenti commemorativi disseminati nella campagna.

La partenza si svolge in un’atmosfera raccolta, dove la memoria si intreccia con l’atletica moderna. I corridori si lanciano su piccole strade aperte, a volte battute dal vento, a volte silenziose, ma sempre cariche di storia. Questo contrasto crea una prospettiva intensa: lo sport va avanti, ma non può separarsi dal passato.

La maratona riunisce circa 1.500 partecipanti, corridori curiosi e sensibili tanto alla storia quanto al movimento. I migliori si attestano intorno alle 2h30’-2h35’. Qui l’interesse va ben oltre i numeri: non si viene soltanto per correre forte, ma per capire il territorio e ripartire con qualcosa in più.

© Flanders Fields Marathon

9. Maratona di Lovanio

Il Nastro Blu e Oro

A Lovanio, l’atmosfera universitaria e festosa invade l’asfalto. Dopo il successo dei primi Campionati europei di corsa su strada, disputati lo scorso aprile con 28.000 partecipanti e quasi 160.000 spettatori, la città non lascia raffreddare l’entusiasmo: dal 2026 lancerà il suo grande appuntamento annuale, ogni aprile. Spazio alla Leuven Marathon, con tre distanze: 42,195 km, mezza maratona e 10 km. Sono attesi diverse migliaia di corridori.

Il tracciato, molto simile a quello degli Europei, combina il centro storico di Lovanio, le facciate antiche e le strade acciottolate con un nuovo anello nei boschi del Brabante fiammingo, per un’esperienza a metà tra città e natura. Spinti dall’energia di numerosi studenti, dalla musica dal vivo e da una folla compatta dalla partenza all’arrivo al Parkpoort, i corridori entrano in un vero festival della corsa. Lovanio dimostra che anche una città di medie dimensioni può ospitare una maratona con tutti i tratti di un grande appuntamento europeo.


10. Maasmarathon de la Basse Meuse (Liegi – Maastricht)

Il viaggio oltre confine

Nel sud-est del Paese, la Maasmarathon racconta una storia a due Paesi: Belgio da una parte, Paesi Bassi dall’altra, la Mosa nel mezzo. La gara parte da Liegi, attraversa ponti e campagne prima di dirigersi verso Maastricht, capitale olandese dal grande fascino. Poi, come guidati dalla corrente del fiume, i corridori rientrano in territorio belga.

Questa danza oltre confine regala alla gara un sapore unico. I paesaggi alternano rive tranquille, villaggi curati e zone rurali più aperte, dove a volte il vento decide di unirsi alla festa. Niente di austero, niente di opprimente: solo una lunga corsa lungo il fiume, che chiede di mantenere la regolarità più che di spingere sulla forza.

L’evento riunisce circa 2.500 partecipanti su tutti i formati e propone tempi intorno alle 2h20’-2h22’ per i più veloci, confermando che il terreno resta preciso e sfruttabile. L’atmosfera è condivisa dal pubblico belga e olandese, in un delizioso intreccio di culture, lingue e sorrisi.

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Dorian VUILLET
Giornalista