Nike Pegasus 42: test e opinioni dopo 100 km
La Pegasus è probabilmente la scarpa da running più conosciuta al mondo. Con 44 anni di storia, è la linea più iconica di Nike: di corridori ne ha visti passare parecchi. Negli ultimi anni, però, il marchio americano ha perso terreno e la linea ha accusato il colpo di fronte a una concorrenza sempre più agguerrita. La Pegasus 42 è ancora all’altezza della sua leggenda e, soprattutto, delle rivali? Il nostro giudizio è piuttosto contrastato. Fa il suo dovere nei lenti ma, nonostante alcune novità interessanti sulla carta, come la nuova unità Air Zoom, non ci ha convinti fino in fondo. La scarpa non trasmette grande dinamismo e l’intersuola non restituisce davvero energia. Forse è proprio questo il DNA della Pegasus: una scarpa che fa il suo lavoro e lascia lavorare il piede. Ma non chiedetele di più.
Le novità della Pegasus 42
➜ Unità Air Zoom a tutta lunghezza: addio alle due unità Air Zoom sotto il tallone e l’avampiede. Ora c’è una sola unità Air Zoom incurvata per tutta la lunghezza, che agisce quasi come una piastra?
➜ Schiuma ReactX: il materiale resta lo stesso, TPE/EVA, ma Nike promette il 15% di dinamismo in più. Spoiler: la differenza non si sente davvero.
➜ Geometria rivista: la Pegasus 42 propone un rocker leggermente più pronunciato sotto le dita e Nike ha aggiunto 3 mm di ammortizzazione sotto l’avampiede, senza aumentare l’altezza complessiva della suola altrove. Sotto il tallone restano 37 mm, con un drop di 10 mm.
➜ Ampiezza: la scarpa è un po’ più larga nell’avampiede, anche se resta piuttosto stretta, in linea con gli standard del marchio americano. Esiste comunque anche una versione wide.
➜ Comfort: il punto forte della scarpa. La tomaia in mesh tecnico di nuova generazione aumenta il comfort mantenendo una buona ventilazione del piede durante lo sforzo.
➜ Suola esterna: qualche cambiamento anche sotto la scarpa, con una mescola in gomma meno massiccia e distribuita meglio, per aumentare protezione e durata.
Scheda tecnica – NIKE PEGASUS 42
Categoria: daily trainer
Utilizzo: corse facili e moderate, fino alla mezza maratona
Schiuma: ReactX (TPE/EVA)
Unità Air Zoom incurvata a tutta lunghezza
Suola esterna in gomma waffle
Mesh tecnico di nuova generazione
Superficie: strada
Livello: tutti
Peso: 300 g (uomo)
Altezza suola: 37 mm (tallone) / 27 mm (avampiede)
Drop: 10 mm
Prezzo: 140 €
Modelli simili: Asics Novablast 6, Puma Velocity 4
Condizioni del test
➜ Clément: corridore esperto attualmente in off-season, con qualche sessione a soglia e un po’ di velocità, ma soprattutto parecchie corse facili. Ho percorso quasi 150 chilometri con la Nike Pegasus 42, principalmente su strada. L’ho utilizzata soprattutto per le uscite di corsa lenta e per le ripetute in salita, inserendo anche qualche lavoro a soglia per capire come rispondesse su intervalli più lunghi.
Calzata e comfort
Appena la si indossa, il comfort si fa sentire. Il mesh di nuova generazione è piacevole al piede. Il tallone resta ben fermo grazie a una struttura leggermente rigida nella parte posteriore, senza creare fastidi. Anzi, c’è anche uno strato aggiuntivo di schiuma che protegge il tallone da eventuali sfregamenti. La linguetta piuttosto imbottita contribuisce alla sensazione da ciabatta. In sintesi, la scarpa è ben costruita: ho scelto il mio numero abituale e non ho avuto problemi. I lacci sono classici, ma fanno il loro lavoro.
Prestazioni
La Pegasus è la scarpa che si sceglie per le corse quotidiane, le uscite a ritmo tranquillo, i run senza troppi pensieri. In questa categoria svolge bene il suo compito. Ma, onestamente, non bisogna chiederle molto di più. La scarpa è terribilmente poco dinamica: sotto il piede non si percepisce davvero il lavoro dell’unità Air Zoom. Con un ritorno di energia limitato, si sente che il piede deve lavorare di più a ogni appoggio. Per un corridore amatoriale come me, le sensazioni lasciano un po’ a desiderare. Non è tanto la rigidità della schiuma a infastidirmi, quanto il ritorno di energia piuttosto scarso. È vero, durante le corse facili non è un problema: ci si abitua. Ma appena si aumenta il ritmo, l’assenza di rimbalzo diventa evidente e per correre forte bisogna spingere di più. Soprattutto se si è abituati a modelli più dinamici. Questa schiuma ReactX non è chiaramente pensata per le prestazioni. Ma è davvero sorprendente quando si parla di una Pegasus? Negli ultimi anni la linea è cambiata poco, restando ben ancorata alla categoria delle scarpe da allenamento, senza una vera tecnologia orientata alla performance. Nonostante la nuova unità Air Zoom, la sensazione sotto il piede è tutt’altro che eccezionale. E il drop di 10 mm non basta a compensare una schiuma con così poco rimbalzo.
Detto questo, questa assistenza ridotta potrebbe piacere ad alcuni corridori, quelli che preferiscono sentire il terreno e lasciare lavorare di più il corpo. Perché tutto ciò che una scarpa fa al posto nostro, dall’assorbimento dell’impatto al ritorno di energia fino alla propulsione, è proprio ciò che il piede smette di fare. Con un modello come la Pegasus 42, lo stress meccanico è maggiore e può portare a più adattamenti. Un aspetto che potrebbe convincere gli atleti ben allenati. Sappiamo che il modello spopola tra gli studenti universitari americani che macinano giri in pista e amano da sempre la Pegasus, proprio perché è una scarpa vicina al terreno e abbastanza protettiva. La popolarità del modello tra gli studenti americani e i neofiti della corsa è stata sottolineata da Nike durante la presentazione del prodotto. Questa Pegasus è come scegliere Mario in Mario Kart: non eccelle in nulla, ma se la cava in tutto…
Stabilità
La scarpa è relativamente stabile. Anche sulla ghiaia trasmette sicurezza. L’ho provata anche sotto la pioggia e non sono scivolato. Il nuovo disegno del grip sotto la suola fa il suo lavoro. Il sistema di allacciatura è semplice ma efficace e il piede resta ben fermo all’interno della scarpa.
Durata
La durata sembra essere un vero punto di forza. Fedele al DNA della linea Pegasus, il modello macina chilometri senza battere ciglio e probabilmente può arrivare fino a 1000 km, a seconda della falcata e della corporatura. Va detto che la scarpa non perderà molto dinamismo con l’usura… visto che in partenza ne ha quasi zero.
Traspirabilità
La tomaia è realizzata con un nuovo materiale a due strati, molto traspirante e confortevole. Si ritrova la sensazione da ciabatta e, anche durante un’ondata di caldo, il piede respirava bene sotto sforzo. Nessuna vescica e nessuno sfregamento da segnalare.
Peso
Uno dei principali punti deboli di questa Pegasus 42 è il peso. Sulla bilancia segna 300 grammi, diventando così una delle daily trainer più pesanti sul mercato. E, insieme alla scarsa dinamicità della schiuma, si sente a ogni passo. D’accordo, non è pensata per le prestazioni, ma resta comunque leggermente più pesante del modello precedente. Mentre tutti i marchi propongono modelli sempre più leggeri, Nike va nella direzione opposta, aggiungendo grammi sulla bilancia.
Il confronto con la concorrenza
Guardando alla storia della linea, la Pegasus 42 è probabilmente all’altezza della sua reputazione. Ma contro la concorrenza non riesce più a competere davvero. Da qualche anno il marchio con lo Swoosh perde quote nel running, superato da brand estremamente dinamici che lanciano regolarmente nuove tecnologie. Il loro punto di forza è che non esitano a inserire tecnologie premium anche nelle daily trainer. Il risultato sono scarpe divertenti e capaci di fare tutto. Pensiamo, per esempio, alla Asics Novablast 6, alla adidas EVO SL o alla Puma Velocity 4. Questi modelli hanno una schiuma reattiva e una durata notevole. Ed è proprio questo che oggi cercano i corridori. Anche durante una corsa facile vogliamo divertirci, e il rimbalzo sotto il piede è ormai diventato un requisito nel running. Inoltre, questi modelli diventano sempre più leggeri a ogni versione, mentre la Pegasus 42 aumenta di peso e fatica a reinventarsi. Insomma, farà fatica a trovare spazio tra i corridori appassionati che vogliono portare la propria pratica a un altro livello. Anche nella rotazione Nike, verrebbe da preferire la linea Vomero, più performante grazie alla schiuma ZoomX.
Rapporto qualità-prezzo
La Pegasus 42 costa 140 €. Un prezzo corretto, ma a essere sinceri è una scarpa che compreremmo in saldo. In questa fascia si trovano infatti modelli più dinamici e costruiti altrettanto bene, come la Puma Velocity 4 o la Asics Novablast 6, capaci di offrire più sensazioni con un budget molto simile o persino inferiore. La Pegasus 42 recupera terreno su aspetti come il comfort della tomaia, ma non basta. Sul piano delle sensazioni di corsa non gioca più nella stessa categoria delle rivali dirette.
Per chi?
✔ I corridori che cercano una daily trainer piuttosto classica
✔ I runner affezionati che corrono da sempre con la Pegasus
✔ Chi cerca un modello vicino al terreno, che lasci lavorare il piede
✔ I puristi che vogliono evitare daily trainer troppo rimbalzanti
Verdetto finale sulla Nike Pegasus 42
Non sono deluso da questa Pegasus 42, perché non mi aspettavo nulla di particolare… È un po’ triste dirlo parlando di una delle linee storiche del marchio con lo Swoosh. Ma, con la massima trasparenza, Nike deve proporre più novità se vuole conquistare un mercato sempre più esigente. Come detto, questa nuova versione fa il suo dovere nelle corse tranquille, ma uscirà presto dalla mia rotazione perché non riesce a competere con le daily trainer della concorrenza. La schiuma ReactX offre troppo poco dinamismo e, se si è davvero fan di Nike, viene più naturale scegliere una Vomero, che regala sensazioni molto più divertenti e prestazionali. Questa Pegasus 42 ha comunque il merito di provare qualcosa di nuovo, con l’unità Air Zoom a tutta lunghezza e il rocker più pronunciato. Nike potrebbe aver trovato una strada interessante, ma per rilanciare davvero la linea dovrà probabilmente abbandonare la schiuma ReactX.
Punti di forza:
✔ Mesh confortevole e traspirante
✔ Buon supporto del piede
✔ Durata all’altezza delle aspettative
✔ Grip affidabile
Punti deboli:
X Peso elevato
X Scarsa dinamicità
X Assenza di propulsione
X Versatilità limitata
Voto: 6,5/10
La Pegasus 42 non è eccezionale, ma Nike ha il merito di aver portato una novità nella sua linea storica con questa unità Air Zoom a tutta lunghezza. Nonostante il risultato contrastato, resta una scelta affidabile e quasi indistruttibile per chi vuole un solo paio senza farsi troppe domande. Non è più, però, la scarpa che consiglierei a chi cerca di migliorare o di ritrovare il piacere di correre. A 44 anni dal primo modello, la leggenda è ancora in piedi, ma comincia a mostrare seriamente la sua età di fronte a una concorrenza che non smette di avanzare.
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