Maratona di Berlino, due influencer squalificate per aver barato sul percorso
La Maratona di Berlino 2026 è al centro di una polemica dopo la squalifica di due influencer, una cinese e l’altra belga. La prima è stata fotografata sul retro di una bicicletta durante la gara, mentre la seconda ha ammesso di aver preso una scorciatoia. Due casi venuti alla luce grazie ai social e ai dati di gara.
La Maratona di Berlino è stata protagonista di un episodio imbarazzante pochi giorni dopo l’edizione del 27 settembre. Due partecipanti, seguite sui social, sono state squalificate dopo che alcuni utenti hanno evidenziato irregolarità nei loro percorsi. Nel giro di pochi giorni, le loro prestazioni sono state messe in discussione, i loro post hanno suscitato numerose reazioni e una di loro ha perso la sponsorizzazione con un marchio di abbigliamento tecnico.
In bici al 38° chilometro, influencer cinese colta sul fatto
Sun Yuanyuan, conosciuta sui social con lo pseudonimo Abeeeer, sosteneva di aver stabilito il proprio record personale alla Maratona di Berlino, chiusa in 4h53’46. Seguita da oltre 500.000 persone sulla piattaforma cinese Xiaohongshu, nota anche come RedNote, l’influencer del fitness aveva raccontato la propria esperienza di gara alla sua community.
Ma alcune immagini pubblicate dall’account Instagram Official Marathon Time Integrity Unit (OMTIU), specializzato nell’analisi delle prestazioni sospette nel running, hanno fatto rapidamente sorgere dei dubbi. Nelle immagini si distingue la partecipante seduta sul retro di una bicicletta intorno al 38° chilometro. I dati cronometrici hanno rafforzato i sospetti. Tra il 35° e il 40° chilometro, Sun Yuanyuan ha corso il suo parziale sui cinque chilometri più veloce della gara, in 30’49. Un’accelerazione particolarmente insolita rispetto ai suoi precedenti passaggi.
Il 3 ottobre, l’influencer ha infine ammesso di aver violato il regolamento e si è scusata pubblicamente. Ha spiegato di essersi sentita male durante la gara, riconoscendo però che questo non giustificava il suo comportamento. Ha anche ammesso di aver deliberatamente omesso l’episodio nel raccontare la propria maratona. Le conseguenze sono arrivate rapidamente. Brooks China, che le forniva il materiale nell’ambito della sponsorizzazione, ha annunciato il 4 ottobre la fine della collaborazione. Il marchio ha inoltre riconosciuto di non aver verificato a sufficienza le condizioni in cui era stata portata a termine la gara, in particolare i dati dei passaggi intermedi.
Un’influencer belga avrebbe tagliato quasi 10 chilometri
La vicenda non finisce qui. Anche una seconda partecipante, la belga Ginger Jesson-Macduff, è stata squalificata dopo l’analisi del suo percorso. Secondo la stampa tedesca, l’influencer sportiva avrebbe abbandonato il tracciato ufficiale intorno al 22° chilometro, nella zona di Rathaus Schöneberg, per rientrare in gara circa dieci chilometri più avanti, nei pressi di Nollendorfplatz. Il suo GPS avrebbe registrato una distanza totale di 31,22 km, ben lontana dai 42,195 km previsti dal regolamento. Ancora più sorprendente il fatto che avesse accompagnato il suo post su Strava con la dicitura «Berlin marathon (shortcut)», ovvero «maratona di Berlino (scorciatoia)».
Dopo la gara aveva anche pubblicato una foto con la medaglia da finisher. Il post è stato successivamente cancellato. Secondo il media tedesco B.Z., ha spiegato di aver sofferto di dolori addominali durante la prova e ha riconosciuto che non avrebbe dovuto presentarsi come una partecipante che aveva completato la maratona. Il suo risultato ora risulta come squalificato nella classifica ufficiale.
I social sono i nuovi arbitri del running?
Questi due casi mostrano il ruolo crescente delle comunità di runner nella verifica delle prestazioni pubblicate online. L’account OMTIU, creato da due corridori australiani, si occupa in particolare di risultati sospetti, passaggi intermedi incoerenti e discrepanze tra le prestazioni dichiarate e i dati disponibili. In entrambi i casi berlinesi, immagini, tracce GPS e tempi hanno fatto emergere elementi difficilmente compatibili con il completamento integrale del percorso a piedi.
L’organizzatore della Maratona di Berlino, SCC Events, ha dichiarato che le segnalazioni vengono esaminate e che i partecipanti le cui violazioni vengono accertate possono essere squalificati, con eventuali ulteriori sanzioni a seconda delle circostanze.
Al di là della polemica, questi episodi ricordano un principio fondamentale della corsa su strada. Una maratona non si riduce a un tempo pubblicato sui social o a una medaglia mostrata in una foto. La prestazione si fonda sul rispetto di un percorso e di regole comuni a tutti i partecipanti. A Berlino, due influencer ne hanno appena pagato il prezzo, con conseguenze sportive, pubbliche e, nel caso di Sun Yuanyuan, anche commerciali.