Nike After Dark Tour 2025: un evento di running tutto al femminile
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Nike After Dark Tour 2025: un evento di running tutto al femminile

EB
Da Emma Bert

Pubblicato il mer 9 settembre 2026

Aggiornato il mer 9 settembre 2026

Il running è uno degli sport di punta del brand dalla virgola. Nike conquista per la sua storia, il suo status iconico, il design e l’incessante ricerca di innovazione. Negli ultimi anni gli eventi dedicati alla corsa organizzati dal marchio si sono moltiplicati, diventando sempre più ambiziosi e spettacolari. L’After Dark Tour ne è un esempio: un circuito pensato per mettere al centro le runner e il loro equipaggiamento.

Nike ha colpito ancora con un circuito internazionale di grande respiro, composto da gare riservate esclusivamente alle donne. Seoul, Sydney, Shanghai, Città del Messico, Los Angeles, Mumbai e Londra: ogni tappa ha celebrato la comunità delle runner. Più che una competizione, l’After Dark Tour si è affermato come un’esperienza immersiva a tutti gli effetti.

10 km o mezza maratona: atlete di ogni livello si sono ritrovate per conquistare le strade delle più grandi città del mondo. Il brand ha puntato sull’inclusività, incoraggiando un numero sempre maggiore di donne a correre, soprattutto in un momento della giornata in cui il buio può diventare un ostacolo. Il movimento ha invitato le donne a infilare le scarpe da running e a riprendersi gli spazi pubblici, siano esse principianti o runner esperte. Un modo per rafforzare l’impegno di Nike nello sviluppo dello sport femminile.

La tappa finale a Londra

L’ultima tappa del Nike After Dark Tour si è svolta nel cuore della capitale britannica domenica 23 novembre. L’appuntamento si è distinto anche per la mostra Rebel by Design, dedicata a capi pensati per unire sicurezza ed eleganza. Cinque città erano rappresentate: Milano, Barcellona, Berlino, Londra e Parigi. Ogni collettivo ha ricevuto un completo da gara su misura, ispirato al tema Rebel Runner e ideato da due designer del proprio Paese. Cinque creator e runner hanno rappresentato la Francia, indossando creazioni che valorizzavano il savoir-faire francese nel campo della corsetteria.

Capi pensati per valorizzare il running femminile

La runner originaria della Réunion è rimasta colpita dalla trasferta londinese, a partire dalla consegna dell’outfit unico. «Questi capi fanno sentire più sicure quando si corre di notte. È un modo per riprendersi gli spazi pubblici», sottolinea la giovane, che ha una formazione da operatrice video e motion designer. «Sono tante le donne che non osano correre da sole o in gruppo la sera, per paura o per senso di insicurezza.»

Gli outfit francesi sono stati ideati dalle designer e stylist Georgie Salama (@gigiecouture) e Iris Gonzales (@irisgzs). L’obiettivo era proporre un completo confortevole per la gara, capace di esprimere lo spirito anticonformista e la storia del corsetto. Le due creative hanno reinterpretato alcuni capi Nike disponibili nei negozi, aggiungendo dettagli parigini. «Gli outfit erano magnifici e pratici, con un tocco ribelle davvero riuscito», si entusiasma Onille Hoareau.

Una gara tutta al femminile

Il giorno successivo si è disputata una 10 km articolata in tre batterie per livello, su un circuito di 2,5 km. Un chilometro di qualificazione aveva permesso di distribuire le 5.000 partecipanti nelle diverse ondate. «È una novità che non siamo abituate a vedere nelle competizioni tradizionali», analizza l’appassionata. Un modo per permettere a ciascuna di non correre mai da sola, grazie al circuito breve e alla suddivisione del gruppo. «Alcune erano lì per vincere, altre alternavano camminata e corsa. Ci sostenevamo a vicenda e incoraggiavamo i gruppi che superavamo. L’atmosfera era immersiva, con tanta energia, musica e luci». Tutte le runner hanno trovato il proprio spazio, che fossero lì per ottenere un risultato o per vivere un’esperienza memorabile. «Nike sa organizzare molto bene gli eventi, mi è piaciuto tantissimo», racconta la giovane, che corre e va in bici da tre anni.

La premiazione affidata alla campionessa olimpica Keely Hodgkinson

Alcune erano arrivate per puntare alla vittoria, come la specialista dei 10 km Charline Heu, accreditata di un personale di 33’53”. In gara con il running club Eight Lines, l’atleta puntava al primo posto. Ha preso il comando dopo appena 500 metri. «Ho dettato il ritmo gestendo l’andatura, stare davanti non è mai facile. Mi hanno superata nell’ultimo chilometro e ho chiuso seconda. Il circuito era impegnativo, con una successione di curve e passaggi all’interno di alcuni capannoni. La gara si è svolta nell’enorme complesso e centro congressi Excel London».

L’atleta dell’Entente Oise Athlétisme ha apprezzato un programma ricco, sostenuto da una forte identità visiva e da un’atmosfera intensa. Gli spettatori, raccolti lungo il circuito, hanno garantito un tifo continuo. L’evento è stato curato in ogni dettaglio, dalla premiazione all’atmosfera notturna, passando per la medaglia da finisher, concepita come un gioiello. «È stata la regina Keely Hodgkinson a consegnarci i trofei», sorride Charline Heu.

È un movimento incentrato sulle donne e, soprattutto, sul nostro ruolo nello sport. È bello vedere che oggi i brand ci rappresentano sempre di più. Il concept è fantastico: ho trascorso un weekend magico tra donne, insieme a una squadra fantastica.

Charline Heu

Unire le donne attraverso lo sport

Il Nike After Dark Tour puntava a valorizzare lo sport femminile e, allo stesso tempo, a riunire le donne intorno a una passione comune. Un’occasione per correre con le amiche, ma anche per conoscere altre runner. «Era un luogo di confronto, sia sulla linea di partenza sia durante la nostra preparazione», racconta Onille Hoareau.

Il messaggio è forte. Lo sport femminile riceve ancora troppo poca attenzione. Dobbiamo riprenderci la strada e la notte, grazie a eventi come l’After Dark Tour o la 10 km della Parisienne. Molte donne esitano ancora a correre in gruppo o a iscriversi a un club. Quando possiamo muoverci insieme e abbiamo uno spazio in cui farlo, è un’iniziativa preziosa.

Onille Hoareau

Per le appassionate di running come Onille Hoareau, partecipare a eventi di questo tipo è un modo per valorizzare la spinta femminile che anima la pratica, in un contesto accogliente e memorabile. «Partecipare significa dimostrare che vogliamo correre e praticare il nostro sport senza essere giudicate per come ci vestiamo o per il modo in cui ci muoviamo», riassume la content creator.

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