Attraversare la Francia correndo per 100 km al giorno: la folle sfida di Duncan Perrillat
Ci sono sfide che impongono rispetto. Quella di Duncan Perrillat è una di queste. Maratoneta francese di altissimo livello, sta per lanciarsi in un progetto fuori dagli schemi: fare il giro della Francia correndo, passando per i mercati del Paese. 3.400 km in 30 giorni. Una media di 115 km al giorno. Tutti i giorni. Per un mese intero. Con un record mondiale di ultraresistenza nel mirino. Una sfida audace, perfettamente in linea con il suo carattere, tra prestazione fisica estrema e ricerca di significato. A pochi giorni dalla partenza, abbiamo avuto la fortuna di parlare con lui.
Un progetto che gli girava in testa da tempo
Duncan è una figura ben nota nell’atletica francese. Maratoneta di altissimo livello, vanta un personale di 2h09’05 realizzato a Siviglia all’inizio del 2025. Ma oltre alla prestazione, è una personalità fuori dagli schemi: autentica, appassionata, innamorata della strada e delle lunghe distanze. Se è abituato all’asfalto, non esita a spingersi fuori dai sentieri battuti, soprattutto sui trail, come nel 2023, quando ha vinto il Trail du Saint-Jacques by UTMB (126 km / 5.250 m D+).
Duncan è un atleta curioso e il tesserato del Neuilly-Plaisance Sports ama variare le distanze. Ma questo nuovo progetto va oltre il semplice ambito sportivo. Nasce da più lontano. Molto più lontano.
« Ho vissuto quattro anni negli Stati Uniti e la Francia mi è mancata tantissimo. Quando sono tornato, avevo voglia di riscoprirla, di attraversarla davvero, non soltanto in aereo o in macchina. Volevo sentirla. »
All’inizio era un’idea per una vacanza in run & bike con suo fratello, rimasta chiusa in un cassetto. Poi il progetto ha continuato a crescere in un angolo della sua mente, fino a prendere forma di recente, dopo la sua prestazione alla Marathon de Séville a febbraio: « Ho questo progetto in testa da diversi anni. Mi ero detto che, se fossi sceso sotto le 2h10, mi sarei lanciato in questa avventura. È il momento giusto. »
Una preparazione costruita soprattutto sulla resistenza
L’idea di correre più di 100 km al giorno può sembrare folle, ma se c’è un atleta capace di riuscirci, quello è proprio Duncan Perrillat. È abituato a grandi volumi di allenamento, con settimane che arrivano a 240 km durante la preparazione per la maratona. Per questa sfida, però, ha messo da parte i grandi carichi e i lavori di qualità per concentrarsi sulla costruzione aerobica. Lo ammette lui stesso: « Mi sono preparato con meno volume rispetto a una maratona classica, ma con molta più resistenza. Lungo, bici, escursioni… L’obiettivo è abituare il corpo a durare, non a esprimersi al massimo. »
Il suo amico e allenatore, Faustin Guigon, non gli ha preparato un piano dettagliato. « Mi ha detto che ero un po’ pazzo. Mi ha seguito soprattutto come amico. Nessuno sa davvero come preparare una cosa del genere. È un ultra-trail… di ultra-trail. »
Una sfida fuori dal comune, all’altezza di un record altrettanto improbabile: quello di Tomio Takahashi, un giapponese che ha percorso 1.965 km in 30 giorni, ovvero 65,5 km al giorno. Un’impresa ancora imbattuta, nonostante diversi tentativi non omologati dal Guinness World Records. Duncan punta più in alto. Molto più in alto, con i suoi 3.400 km in 30 giorni.
Mi sono preparato con meno volume rispetto a una maratona classica, ma con molta più resistenza. Lungo, bici, escursioni… L’obiettivo è abituare il corpo a durare, non a esprimersi al massimo. Correre trattenendomi per non andare troppo forte e riuscire a stare in movimento per circa 10 ore. Tutti i giorni.«
Attraversare i mercati di Francia, un omaggio alla famiglia e al Paese
Durante la sfida Duncan non sarà solo. Un team lo accompagnerà in bici e in auto, garantendo supporto logistico e soprattutto morale. Sarà anche filmato per tutta la durata dell’avventura. È in preparazione un documentario, e ogni episodio sarà condiviso sul profilo Instagram dell’atleta, a metà strada tra impresa sportiva e viaggio nel cuore del patrimonio francese.
« Attraverserò mercati in tutta la Francia. È anche un omaggio a mio nonno, che faceva il macellaio ad Annecy e vendeva la sua carne nei mercati. È scomparso qualche anno fa. Questo progetto è anche un modo per ricordarlo. »
È qui che la sfida supera lo sport. Diventa un gesto della memoria, una celebrazione del patrimonio francese e della trasmissione culturale. Non è un caso che Duncan tenga così tanto a scoprire le regioni, i loro prodotti e le loro culture. Tra una tappa e l’altra incontrerà la Francia dei territori e della gente comune.
Gestire il ritmo e i rifornimenti
Correre 115 km al giorno non significa correre forte, ma incarnare fino in fondo resilienza e resistenza. Duncan lo sa: « Correrò a sensazione, ma mi imporrò un limite massimo di 15 km/h. L’obiettivo sarà piuttosto 12 km/h. Dieci ore al giorno di corsa, con pause per mangiare, incontrare persone e respirare. »
I pasti, appunto, avranno un ruolo centrale. A differenza delle gare classiche, in cui assumere gel è fondamentale per introdurre carboidrati durante lo sforzo, questa volta Duncan vuole prendersi il tempo per mangiare bene e scegliere prodotti di qualità. Pasti veri, gustosi, equilibrati e locali. Ogni giorno. « Faremo il giro dei mercati locali francesi. Sì, perderemo un po’ di tempo, ma non è un problema. Preferisco fare pasti veri a pranzo e a cena, con spuntini durante tutta la giornata. Devo essere operativo il giorno dopo, ogni giorno. Questo cambia tutto. Nessun compromesso su alimentazione o sonno. »
Il sostegno delle persone care
Ma oltre alla condizione fisica c’è la testa. Ed è probabilmente questo che Duncan teme di più: « Ricordo che al Saint-Jacques ho attraversato un momento di grande dubbio. In 30 giorni so che ci saranno giornate durissime, momenti in cui avrò voglia di mollare. Il dubbio fa paura. Fa parte dell’avventura. »
Per fortuna non sarà mai davvero solo. Famiglia, amici, atleti… Un’intera rete di persone care gli starà intorno per aiutarlo a resistere. « Avere qualcuno accanto, anche solo per il 50% del tempo, ti toglie il 50% del carico mentale. »
Un progetto sportivo, ma soprattutto umano, con il sostegno del suo sponsor tecnico
Una sfida di queste dimensioni attirerà naturalmente l’attenzione degli appassionati di running e maratona. 3.400 km in un mese fanno sognare e fanno paura allo stesso tempo. Per Duncan, abituato alle lunghe distanze, la prestazione non sarà la priorità di questa avventura.
« Il record è una bella cosa, ma non è l’unico obiettivo. Quello che mi muove è la curiosità: vedere fin dove può spingersi il corpo. E soprattutto vivere qualcosa di vero, di collettivo. C’è anche un lato di scoperta e di semplice piacere. Anche se sarà pure un lavoro quotidiano, una fatica enorme. »
Durante il viaggio Duncan potrà contare su un’alleata indispensabile: le sue scarpe. Affiancato da Hoka dal 2022, correrà soprattutto con le Rocket X 2, il suo modello preferito, ma prevede anche qualche alternativa per alleggerire il lavoro sulle gambe quando sarà necessario.
« Adoro correre con le Rocket X 2, anche sui grandi volumi. Affaticano poco la muscolatura e l’ammortizzazione è ottima. Penso che sarà il mio modello principale. Ma porterò anche un paio più confortevole, forse le Skyward X, per assorbire meglio gli impatti con tutti quei chilometri. E se mi troverò su sentieri sterrati, probabilmente userò le Tecton X3. »
Il record è una bella cosa, ma non è l’unico obiettivo. Quello che mi muove è la curiosità: vedere fin dove può spingersi il corpo. E soprattutto vivere qualcosa di vero, di collettivo. C’è anche un lato di scoperta e di semplice piacere. Anche se sarà pure un lavoro quotidiano, una fatica enorme. In 30 giorni so che ci saranno giornate durissime, momenti in cui avrò voglia di mollare. Il dubbio fa paura. Fa parte dell’avventura. Avere qualcuno accanto, anche solo per il 50% del tempo, ti toglie il 50% del carico mentale.
E dopo?
Che cosa si fa dopo aver fatto il giro del proprio Paese correndo? Duncan ha già una mezza idea, ma per ora preferisce non pensarci troppo. « Vivrò questa sfida giorno per giorno. Succederanno mille cose. Dopo, penso che avrò voglia di festeggiare ». Per il resto del 2025, pensa di tornare sulla distanza regina, a caccia di un nuovo record personale: « Penso di riprendere una preparazione per la maratona in autunno. Forse Chicago, forse Rennes. Sono due città molto importanti per me. »
Osare, senza mentire a se stessi
Questo progetto è anche una filosofia di vita. Un’audacia tranquilla e consapevole. Duncan sa di essere fuori dagli schemi e non lo nasconde. Anzi, lo rivendica: « Non importa quello che pensa la gente. Se ti fermi a ogni critica, non vivi. Io voglio godermi la vita e i miei progetti ». E se dovesse riassumere la sua sfida in due parole? Non ha dubbi: « audacia e creatività ».
Dietro numeri vertiginosi c’è la storia di un uomo che corre per esplorare, ritrovare un legame e trasmettere qualcosa. Una sfida fuori dal comune, all’incrocio tra sport, eredità familiare e amore per il territorio. Questo giro della Francia di corsa è tanto un’impresa fisica quanto un viaggio interiore. Duncan Perrillat traccia la propria strada, al suo ritmo.