Emmanuel Bonnier, il recordman della maratona corsa in pigiama

RC
Da Renaud Chevalier

Pubblicato il mer 9 settembre 2026

Aggiornato il mer 9 settembre 2026

Emmanuel Bonnier, il recordman della maratona corsa in pigiama
© Marathons.com

Emmanuel Bonnier, terzo al Grand Raid de l’Ultra Marin (175 km) a fine giugno, continua una scalata tanto improbabile quanto fulminea. Nuovo detentore del record del mondo sulla maratona corsa in pigiama (2h42), il portacolori dell’Entente Angevine Athlétisme non ha intenzione di fermarsi. Prossimo obiettivo: rappresentare la Francia ai Mondiali delle 24 ore di Albi, a ottobre. Il ritratto di un padre di famiglia realizzato, capace di unire imprese fuori dagli schemi e prestazioni di altissimo livello.

Non è arrivato in completo giacca e cravatta. Tranquilli. Con il Parc Saint Nicolas di Angers davanti agli occhi dalla finestra, Emmanuel Bonnier aveva già trovato il luogo dell’appuntamento. Indossava la maglietta dei Sunday Runners, il gruppo che ha cofondato a sostegno dei bambini, il vincitore dell’Ultra-Trail de l’île d’Oléron 2025 (7h52), dallo scorso febbraio si è dedicato al 100% alla gestione dei suoi immobili. Una liberazione. «Sono cento volte più sereno. Ho molta meno pressione», ammette l’atleta, che ha iniziato a correre nel 2017 dopo una sfida lanciata dai fratelli Steeve e Yohan. Un nuovo equilibrio che gli permette di far volare i tempi e di smentire i suoi detrattori.

Le sue sfide improbabili, il corridore della Loira le deve a Guillaume de Lustrac, detentore del record del mondo sulla maratona corsa all’indietro (3h25). «Ero impressionato. È pazzesco che riesca a finire davanti a gente che si allena per otto mesi.» La scintilla. «Ho guardato i record esistenti. Volevo battere quelli più difficili.» I 42,195 km corsi in completo giacca e cravatta gli fanno drizzare le antenne. «Ho fatto tre uscite lunghe in quelle condizioni, da 30 a 35 minuti. La prima volta ho strappato le maniche», ricorda. «Bruciava.» Cronometrato in poco meno di 2h41, l’ex commerciale aveva centrato la sua scommessa il 20 settembre 2023 a Tours. Da allora, il suo primato è stato cancellato da Soh Rui Yong nella capitale britannica in 2h39’57 quest’anno. Ma contate su di lui per riprendersi la corona… già nel 2026.

Una persa, una ritrovata. L’11 maggio, il vincitore della Tout Angers Bouge 2023 si è preso un nuovo record del mondo corso… in pigiama. «Ho presentato la richiesta al Guinness 30 giorni prima della gara. Di solito servono tre mesi», racconta il detentore anche del record sui 10 km in 32’21. «Ho comprato tutto il necessario la sera prima.» Sotto gli occhi della moglie Latifa e del suo raggio di sole Noam, due anni e mezzo, il vincitore del Trail des Pays de Monts 2025 ha tolto più di quattro minuti al britannico Julian Rendall (2h42’37 contro 2h46’46). «Era molto meno serio, più che altro una formalità.» Un lungo nel pieno della preparazione per il Grand Raid de l’Ultra Marin (175 km, 1.400 m D+). Lo avevamo incontrato otto giorni prima di questo grande obiettivo. Da allora, il fondista seguito da quasi 5.000 persone su Instagram ha conquistato un convincente terzo posto nel Morbihan in 15h52’16, preceduto soltanto da Gwenael Helleux (14h59’19) e Romain Louis (15h20’36).

Una prestazione che potrebbe spalancargli le porte della nazionale francese per i Mondiali delle 24 ore di Albi, a ottobre. «Punterei a superare i 255 km», precisa l’atleta che a riposo ha una frequenza cardiaca di 36 battiti al minuto. Entro la fine dell’anno vuole scendere sotto le 2h25 alla Marathon de Valence, la quarta maratona più veloce al mondo, dopo aver chiuso in un interessante 2h27’46 l’anno scorso nella stessa città spagnola, famosa per i suoi innumerevoli parchi. Verso le 9.30, sotto un caldo soffocante, dopo 45 minuti di intervista, Emmanuel Bonnier si avviava sul suo terreno di gioco preferito per un’uscita da 20 km, a 15 km/h senza fermarsi, prima di volare a Lione per ritrovare gli amici. La sfida lanciata dai fratelli ha preso una piega insperata. Magica, addirittura.

A 37 anni, l’angevino continua a salire di livello. A sentirlo parlare, verrebbe da dire che è ancora lontano dal suo potenziale e che il meglio deve ancora venire. Ha scoperto questa disciplina appena otto anni fa, ma l’uomo delle sfide folli sogna di indossare la maglia della nazionale. La risposta arriverà nei prossimi mesi…