Marvejols-Mende, una 53ª edizione dal parterre eccezionalmente competitivo
In Francia alcune gare hanno raggiunto uno status leggendario. Sono appuntamenti imperdibili, capaci di lasciare il segno per la loro storia, il carattere fuori dagli schemi o il livello dei partecipanti. La mezza maratona Marvejols-Mende appartiene senza dubbio a questa categoria. Quest’anno, il 19 luglio, quasi 2.200 partecipanti hanno preso il via della classica.
«L’inferno comincia qui». È questa la scritta sull’asfalto della Lozère all’imbocco del primo passo, quello di Goudard, per mettere in guardia i più coraggiosi dalla durezza del percorso. Da oltre cinquant’anni la classica richiama migliaia di atleti, sostenuti da un pubblico appassionato e fedele.
Marvejols-Mende è una successione di due passi in uno scenario naturale eccezionale, nel cuore delle Cévennes. Prima il Goudard, lungo 4,7 km con una pendenza media del 7,5%, poi Chabrits, 8 km al 6%. In alcuni tratti la strada s’impenna fino al 15%. Entrambi sono seguiti da lunghe discese ripide e sconnesse. La successione dei due colli mette a dura prova anche gli atleti più esperti, soprattutto se lo sforzo non viene gestito alla perfezione. Questa gara leggendaria lascia il segno in tutti: fisicamente, certo, ma anche nella memoria.
Con un’atmosfera simile a quella del Tour de France, i partecipanti vengono sospinti lungo tutti questi 22,5 km. Qui la «MM» è un’esperienza, una di quelle competizioni da correre almeno una volta nella vita. Basta raggiungere la vetta del Goudard per capirlo: la folla si fa più compatta, risuonano i campanacci delle vacche e gli spettatori, vestiti con abiti tradizionali, formano un’autentica passerella d’onore per i corridori.
Il dominio keniano
Su questa mezza maratona dal profilo impegnativo quanto atipico, a Mende si è imposto ancora una volta un atleta keniano. È Cyrus Kipkemoi Kimaiyo, il più veloce in 1h12’54”, davanti al ruandese Félicien Muhitara, 1h14’18”, e al keniano Kevin Kibet, 1h14’34”.
Il primo francese è Adrien Piticco (EA Echirolles), decimo in 1h16’05”. A conferma dell’altissimo livello della gara, il ventesimo classificato ha chiuso in 1h18’50”.
Manon Coste, straordinaria prima francese
Anche la gara femminile ha offerto uno spettacolo di altissimo livello. Come tra gli uomini, a tagliare per prima il traguardo è stata una keniana, Jepkosgei Janeth Kiptoo, in 1h25’24”, davanti all’ugandese Vanis Chemutai. La prima francese è Manon Coste, terza nella classifica generale femminile in 1h25’49”. L’atleta ha migliorato di sette minuti il tempo ottenuto qualche anno fa, quando aveva partecipato alla gara per la prima volta. Due settimane dopo aver corso la mezza maratona del Mont Ventoux, la dijonese ha firmato una prestazione di grande spessore.
L’obiettivo iniziale di Manon Coste era affrontare alcune gare estive senza inseguire il cronometro. Puntava a correre in 1h28’, al massimo 1h28’30”, e soprattutto a entrare nelle prime quindici. Con una preparazione generale senza lavoro in salita, né palestra e con pochi allenamenti ad alta intensità, è stata la prima a sorprendersi del risultato ottenuto.
«Mi sono sentita bene fin dall’inizio e ho preso rapidamente l’iniziativa. Già sul Goudard le keniane si sono riportate davanti e ho avuto paura che mi staccassero una dopo l’altra. In cima al passo ero seconda e, alle mie spalle, ho cercato di gestire la discesa. Due concorrenti mi hanno però superata e, visto che temevo quei tratti, mentalmente è stata dura. Nella seconda salita sono tornata seconda e ho cercato di restare il più possibile a contatto nell’ultima discesa, poi sono stata superata di nuovo. Ero terza e sapevo che la quarta non era lontana. È stata una bella battaglia dall’inizio alla fine. Solo dopo ho scoperto di essere a 25 secondi dalla testa della gara. È molto incoraggiante per il futuro».
In autunno Manon Coste dovrebbe probabilmente cimentarsi sulla maratona, una delle distanze che predilige e sulla quale vanta un primato personale di 2h32’43”.
Anne Moulin, atleta di casa, figlia di uno dei fondatori di Marvejols-Mende e presenza abituale della competizione, ha chiuso all’ottavo posto in 1h29’11”, abbattendo per la prima volta il muro dell’ora e mezza.
Marvejols-Mende, una tradizione all’avanguardia per le donne
Se oggi le gare spuntano ovunque in Francia, Marvejols-Mende è stata una delle competizioni pioniere nel Paese. La classica nacque soprattutto per impulso di Jean-Claude Moulin, che negli anni Settanta organizzò la prima edizione. Il 25 dicembre, insieme all’amico Begnatbordes e ai fratelli Boudet, raggiunse Mende partendo da Marvejols. Quel percorso avrebbe dato vita all’ormai celebre mezza maratona della Lozère.
La gara era aperta ai non tesserati e persino alle donne. All’epoca erano poche le competizioni che permettevano alle donne di correre. Fino al 1980, in gara non potevano affrontare distanze superiori ai 5 km.
Fin dalle prime edizioni, i migliori corridori francesi si davano appuntamento a Marvejols. Ma soprattutto, l’organizzazione aveva compreso un aspetto fondamentale: la corsa è una festa, non soltanto durante la gara, ma anche prima e dopo. Le serate e i banchetti contribuirono a loro volta alla notorietà della classica.
Questa popolarità, del resto, non era piaciuta alla federazione. Jean-Claude Moulin fu sospeso e rischiò persino la radiazione a vita per aver permesso a donne e non tesserati di correre. Una decisione che trasformò la competizione in un simbolo della lotta al conservatorismo nel mondo della corsa.