Campionati francesi di maratona: Morhad Amdouni e Anaïs Quemener vincono con mestiere
I favoriti hanno rispettato i pronostici alla Marathon des 2 Rives, sede dei Campionati francesi ad Ambès. Subito davanti fin dai primi chilometri, Morhad Amdouni ha conquistato in 2h13’22 il primo titolo della carriera sulla distanza regina della corsa. Anaïs Quemener ha calato il tris nazionale in 2h37’35, dopo i successi del 2016 e del 2022.
Ambès non ha bisogno di esagerare. La penisola segue il suo corso, con semplicità. Due fiumi, due giri e una maratona che ha già trovato la propria identità. Alla sua seconda edizione, la Marathon des Deux Rives ha ospitato i Campionati francesi, a conferma di quanto rapidamente l’evento si sia ritagliato uno spazio nel panorama podistico. Il percorso costeggia prima la Dordogna e poi la Garonna, alterna lunghi rettilinei e propone un terreno schietto, dove le gambe parlano senza filtri.
Morhad Amdouni, tutto sotto controllo
La partenza non ha lasciato spazio ai dubbi. Il corso Morhad Amdouni, tesserato per il Val d’Europe Montévrain Athlétisme nell’Île-de-France, si è portato subito davanti. Al suo fianco, il finistèriano Florian Caro, arrivato dalla Bretagna con lo Stade Brestois, ha accettato la sfida. I due hanno costruito la gara insieme. Un testa a testa pulito, senza gesti inutili. Caro prende l’iniziativa nei primi dieci chilometri e impone un ritmo deciso. Amdouni osserva, poi risponde. Il passaggio al 20° chilometro in 1h02’12 dà subito la misura della gara. Alle loro spalle, il distacco cresce. Oltre due minuti sul gruppo guidato da Freddy Guimard, originario dell’Occitania e tesserato per l’Alès Cévennes Athlétisme, insieme a Gaëtan Cals, atleta della Nouvelle-Aquitaine in forza allo Stade Bordelais, e a Luc Montaudon.
Poi arriva il momento decisivo, subito dopo metà gara. Amdouni accelera quasi senza preavviso. Una variazione quasi impercettibile, ma sufficiente a rompere l’equilibrio. Caro perde progressivamente terreno. La gara cambia volto. Solo al comando, il corso continua a spingere. Un’azione compatta, uno sforzo controllato, una gestione che ricorda perché sia ancora il primatista francese con il 2h03’47 ottenuto a Siviglia. Ad Ambès il tempo finale è 2h13’22. Non è un record, ma il punto era un altro. « Un titolo di campione di Francia non si rifiuta, ha detto all’arrivo. Non c’erano i migliori atleti, ma il primatista francese era presente ». Condannato nel febbraio 2025 per violenza domestica, Morhad Amdouni continua a gareggiare portandosi dietro questa realtà. In strada, il livello resta intatto. Una dualità difficile da ignorare.
Alle sue spalle, Florian Caro si aggrappa al secondo posto e chiude in 2h15’20. Freddy Guimard completa il podio in 2h17’44, resistendo al ritorno di Gaëtean Cals, quarto in 2h19’17. Il resto della top 10 conferma la profondità del movimento francese, con Anthonin Iragne (5° in 2h21’52), Julien Fournier (6° in 2h24’16), Thibault Bride (7° in 2h24’48), Christophe Destres (8° in 2h25’21), Thomas Botella (9° in 2h25’22) e Pierre-Yves Briand (10° in 2h25’34), tutti racchiusi in una forbice stretta. Il contesto, però, resta sullo sfondo.
Anaïs Quemener, la pazienza come firma
La gara femminile ha seguito un ritmo diverso. Meno frontale, più progressivo. Ma altrettanto impegnativo. Anaïs Quemener, volto noto del gruppo e tesserata per La Meute Running nell’Île-de-France, ha scelto una strategia chiara: partire forte, prendersi il rischio e poi vedere come sarebbe andata. Accompagnata dal compagno di club Mustapha Lhamzi, impone un ritmo sostenuto fin dal via. Passaggio al 20° chilometro in 1h12’16. Una base ambiziosa. Ma la maratona presenta presto il conto. Dopo la mezza, le sensazioni cambiano. Il corpo esita. Quemener lo ammette senza giri di parole. « Ero partita per 2h32… ma a metà gara ho sentito che nelle gambe non ne avevo abbastanza. » Il piano iniziale svanisce e, chilometro dopo chilometro, se ne costruisce un altro.
Tiene duro. Aggiusta il ritmo. Gestisce lo sforzo. All’arrivo il cronometro dice 2h37’35. È il terzo titolo nazionale dopo quelli del 2016 e del 2022. « Il mio primo titolo tra le senior risale a dieci anni fa, sono orgogliosissima », raccontava. Una vittoria costruita meno sulla prestazione pura che sulla capacità di restare lucida quando la gara cambia direzione. Alle sue spalle, Alice Michel, anche lei nell’Île-de-France con lo Zoom Volt Runners, conquista il secondo posto in 2h41’14. Una prestazione solida, con anche un forte significato personale. « Sono molto orgogliosa di lei, ha avuto da poco un bambino », sottolineava Anaïs Quemener, parlando di un percorso condiviso.
Il podio si completa con Anne Moulin, arrivata dall’Occitania e tesserata per l’Athlé Lozère. Maestra elementare e madre di due figli, firma un 2h44’06 e migliora il proprio record di oltre cinque minuti. Un progresso netto, quasi simbolico. Alle sue spalle, il movimento continua a rispondere presente. Amandine Garnier (4ª in 2h52’27), Émilie Grassart (5ª in 2h53’33) e Céline Vatan (7ª in 2h56’01) scendono sotto le tre ore, confermando una profondità reale.