Maratona di Cape Town: Mohamed Esa e Dera Dida trionfano, Eliud Kipchoge si diverte in 2h13’29
Domenica 24 maggio a Cape Town c’era qualcosa di diverso. Forse perché questa edizione rappresentava un passaggio decisivo nella candidatura della maratona a diventare il primo Major del continente africano. O forse perché Eliud Kipchoge correva la sua prima maratona sul suolo africano nell’ambito del suo World Tour. O magari semplicemente perché, dopo l’annullamento dell’edizione precedente a causa del forte vento, un’intera città non vedeva l’ora di tornare a infilarsi le scarpe da running. Probabilmente era un po’ tutto questo. Questa volta è andato tutto per il verso giusto, con condizioni perfette: 13 gradi alla partenza, niente vento, cielo coperto e un clima ideale. Attorno al Cape Town Stadium di Green Point, quasi 27.000 corridori sono partiti con la Table Mountain sullo sfondo. Lo spettacolo non è mancato, con il nuovo record della gara maschile firmato da Mohamed Esa in 2h04’55 e un’ottima prova femminile vinta da Dera Dida in 2h23’18.
Una gara che esplode dopo la mezza maratona: Mohamed Esa detta legge
Davanti, il piano è chiaro: passare alla mezza intorno a 1h02’30 grazie a due lepri di grande qualità, i due atleti locali Adam Lipschitz e Adrian Wildschutt. Alle loro spalle, una ventina di corridori forma un gruppo particolarmente compatto, con Mohamed Esa, Kalipus Lomwai, Leonard Langat, Yihunilign Adane, Bénard Biwott, Maru Teferi e naturalmente… Eliud Kipchoge.
Il gruppo passa ai 10 km in 30’01, attraversando poi alcuni dei luoghi simbolo della città. Dopo Green Point arrivano i quartieri di Woodstock e i dintorni del Castle of Good Hope, prima dell’ingresso in centro. Nonostante il percorso urbano, Cape Town resta una gara impegnativa: i quasi 215 metri di dislivello positivo fanno gradualmente la loro selezione. Alla mezza maratona sono ancora in sedici, tutti insieme, in 1h02’47. Il gruppo è compatto e la gara sembra ancora apertissima. Kipchoge, però, ha preferito lasciare il gruppo di testa poco dopo il 13° chilometro.
Poi arriva uno dei momenti più improbabili della giornata. Come previsto, Adam Lipschitz si ferma a metà gara, ma Adrian Wildschutt continua a spingere. Il sudafricano, che si allena negli Stati Uniti con NAZ Elite, è nella forma della vita. Non sorprende, viste le sue recenti prestazioni: lo scorso 15 marzo ha vinto la prestigiosa United Airlines NYC Half in 59’30. A Cape Town è l’eroe di casa e aumenta progressivamente il ritmo, fino a scavare un solco sul gruppo di testa. Vedere la lepre involarsi verso la vittoria è una scena piuttosto rara in maratona. Alle sue spalle, il gruppo si disintegra. Leonard Langat, Lomwai ed Esa si danno il cambio per rientrare. A dieci chilometri dal traguardo, la gara cambia completamente volto.
Ripreso poco prima del 35° chilometro, Wildschutt alza bandiera bianca e lascia alle spalle una gara ormai completamente fuori controllo. Avvicinandosi al 40° chilometro, sulle strade che costeggiano la Sea Point Promenade e l’Oceano Atlantico, Mohamed Esa piazza l’accelerazione decisiva. Lomwai cede, Langat perde terreno e soltanto Yihunilign Adane prova ancora a resistere. Ma l’etiope ne ha di più e si impone in 2h04’55. Polverizza di oltre tre minuti il record del percorso e conquista la prima vittoria della sua carriera in maratona.
Classifica uomini
1. Mohamed Esa (Etiopia) – 2h04’55 (record del percorso)
2. Yihunilign Adane (Etiopia) – 2h04’59
3. Kalipus Lomwai (Kenya) – 2h05’06
4. Leonard Langat (Kenya) – 2h05’26
5. Jemal Yimer (Etiopia) – 2h05’48
6. Mulugeta Uma (Etiopia) – 2h06’19
7. Maru Teferi (Israele) – 2h06’46
8. Abebaw Dessie Muniye (Etiopia)– 2h06’57
9. Benard Kipkurui Biwott (Kenya)– 2h07’34
10. Justus Kipkogei Kangogo (Kenya) – 2h07’42
16. Eliud Kipchoge (Kenya) – 2h13’29
Eliud Kipchoge: la sua prima maratona sul continente africano
La sua presenza sarebbe bastata quasi da sola ad attirare la folla. Nella sua prima maratona africana, Eliud Kipchoge ha inaugurato ufficialmente il suo nuovo World Tour. Un’iniziativa diversa da quelle viste finora: sette maratone, sette continenti, con l’obiettivo di usare la corsa come strumento di aggregazione e di sostenere le attività della sua fondazione attraverso diversi progetti educativi e ambientali.
Anche dal punto di vista sportivo, la missione era diversa. Dopo aver seguito per 13 chilometri il ritmo imposto dalle lepri, Kipchoge ha lasciato progressivamente andare il gruppo di testa. A lungo solo tra i vari gruppi, ha chiuso al 16° posto in 2h13’29. Una prestazione dignitosa per Kipchoge, ma per la leggenda keniana il punto ormai è un altro. A 41 anni, l’ex primatista mondiale è entrato in una nuova fase della carriera. La ricerca della prestazione assoluta e dei podi è alle spalle. Ora guarda all’esperienza, alla condivisione, agli incontri e a un altro modo di raccontare la corsa. A Cape Town ha scritto una bella pagina della sua storia: era la sua prima maratona corsa sul continente africano. Il GOAT resterà sempre il GOAT.
Dera Dida regina di Cape Town dopo una gara impeccabile
Anche la gara femminile proponeva un campo partenti di grande spessore. Cinque atlete vantavano tempi inferiori alle 2h20, tra cui Dera Dida, Edna Kiplagat, Mestawut Fikir, Ruti Aga e Lonah Salpeter. Per gran parte della gara, una quindicina di atlete resta compatta alle spalle di tre lepri uomini.
Il gruppo passa ai 10 km in 34’40 e prosegue lungo le vie del centro, dirigendosi poi verso Company’s Garden e Long Street, dove l’atmosfera si fa ancora più intensa. A differenza della gara maschile, qui il ritmo sembra più controllato. Passaggio alla mezza in 1h12’33. Un po’ più lento del previsto, ma le sensazioni raccontano altro: le favorite sembrano ancora correre con grande facilità.
Chilometro dopo chilometro, la selezione arriva naturale. Avvicinandosi ai 40 km, soltanto Dera Dida e Mestawut Fikir sono ancora in corsa per la vittoria. Negli ultimi chilometri lungo l’oceano, Dida aumenta il ritmo. Fikir non riesce a rispondere… L’etiope vince in 2h23’18 e regala una doppietta al suo Paese. Un successo costruito con pazienza e controllo, anche grazie al prezioso lavoro delle sue lepri. Edna Kiplagat, invece, è eterna. A 46 anni, la due volte campionessa del mondo continua a competere ai massimi livelli. Chiude quinta in 2h25’44.
Classifica donne
1. Dera Dida Yami (Etiopia) – 2h23’18
2. Mestawut Fikir (Etiopia) – 2h23’46
3. Waganesh Amare (Etiopia) – 2h23’57
4. Leah Cheruto (Kenya) – 2h24’31
5. Edna Kiplagat (Kenya) – 2h25’44
6. Gojjam Enyew (Etiopia) – 2h26’24
7. Mercy Jerop Kwambai (Kenya) – 2h30’36
8. Desi Jisa Mokonin (Bahrein) – 2h30’44
9. Cythia Jerotich Limo (Kenya) – 2h32’00
10. Salmi Nduviteko (Namibia) – 2h33’23
Cape Town è sempre più vicina a diventare un Major
Questa edizione ha segnato soprattutto una svolta nella storia della maratona internazionale. Da diversi anni Cape Town segue un lungo percorso, insieme all’organizzazione dei World Marathon Majors, per entrare nel ristretto circolo delle maratone più importanti del mondo. L’evento doveva soddisfare una serie di criteri severi: qualità del campo élite, esperienza dei partecipanti, sicurezza, diffusione internazionale, impatto economico, organizzazione generale e capacità logistica. Dopo aver ottenuto il titolo Elite di World Athletics e superato progressivamente le varie fasi di valutazione, Cape Town sembra aver finalmente superato questo fine settimana il suo ultimo grande esame. L’incubo dell’edizione annullata lo scorso anno è ormai alle spalle e l’impressione generale lasciata da questa edizione 2026 è quella di un evento arrivato a maturazione. Salvo sorprese, il primo Major africano dovrebbe essere ufficializzato più avanti nel corso dell’anno.
Al di là delle ottime prestazioni di domenica, questa edizione lascia soprattutto un’impressione particolare. L’organizzazione ha alzato chiaramente l’asticella: campo élite di grande livello, gara professionistica in carrozzina, atmosfera lungo tutto il percorso e un’intera città mobilitata. Un passo importante per la Maratona di Cape Town nel progetto di diventare il primo Major africano. Con tempi di livello internazionale e la presenza eccezionale di Eliud Kipchoge, il Sudafrica ha regalato uno spettacolo magnifico a tutti gli appassionati di running. L’inizio di una bella storia tra l’Africa e la maratona.