Maratona di Londra 2026, Sabastian Sawe infrange la mitica barriera delle due ore

CL
Da Clément Laborieux

Pubblicato il gio 10 settembre 2026

Aggiornato il gio 10 settembre 2026

Maratona di Londra 2026, Sabastian Sawe infrange la mitica barriera delle due ore
© London Marathon Events

26 aprile 2026. Una data destinata a restare per sempre nella storia della maratona. Ci sono giorni in cui lo sport cambia dimensione, giorni in cui le barriere più leggendarie finalmente crollano davvero. Alla 46ª edizione della Maratona di Londra, Sabastian Sawe è diventato il primo uomo nella storia a correre una maratona ufficiale sotto le due ore: 1h59’30. Un tempo che appassionati ed esperti sognavano da anni. E come se non bastasse, Yomif Kejelcha, alla sua prima maratona, ha abbattuto a sua volta il muro in 1h59’41. Mai visto prima: due uomini sotto le due ore, nella stessa gara, sullo stesso asfalto londinese. È vertiginoso. E Londra non si è fermata qui. Tra le donne, Tigst Assefa ha difeso il titolo in 2h15’41, nuovo record del mondo in una gara esclusivamente femminile. Una giornata totale, storica, quasi irreale. Una prestazione che porta la maratona in una nuova era.

Sabastian Sawe, il primo uomo sotto le due ore

Dai primi chilometri si è capito che questa non sarebbe stata una maratona normale. Il gruppo di testa parte a ritmo forsennato, poi rallenta leggermente: 14’14 al 5° km, quindi 28’34 al 10°. Davanti ci sono tutti i grandi nomi: Sabastian Sawe, Yomif Kejelcha, Jacob Kiplimo, Tamirat Tola, Amos Kipruto, Deresa Geleta. Una densità pazzesca. La tensione è costante. I volti sono concentrati.

I tre pacer fanno un ottimo lavoro e la mezza maratona viene raggiunta in 1h00’29. Non ancora sotto le due ore, ma esattamente nella zona auspicata: quella in cui tutto resta possibile, a patto di avere ancora gambe. La prima parte del percorso londinese è favorevole, con molte discese, e il passaggio a metà gara dimostra che i leader stanno correndo con intelligenza e prudenza. Ma resta ancora tutto da fare.

La gara cambia dopo il 30° chilometro. I lepri si fanno da parte e Sabastian Sawe prende il comando. Sembra facile, quasi troppo calmo per quello che sta accadendo. La sua falcata è lunga, fluida, efficace. Alle sue spalle Yomif Kejelcha resiste. Alla sua prima maratona, l’etiope sta facendo qualcosa di quasi incredibile. Dopo gli anni gloriosi in pista, ci si aspettava molto dal suo debutto sulla distanza, ma vederlo ancora nella scia di Sawe a questo punto è impressionante. Jacob Kiplimo, detentore del record mondiale della mezza maratona (57’20), resta pochi secondi più indietro, ma il distacco aumenta.

𝟭𝗵𝟱𝟵'𝟯𝟬''. Record del mondo alla maratona di Londra per Sabastian Sawe, in un’atmosfera pazzesca 🙌 pic.twitter.com/Gqy4Uk01Sl

— Eurosport France (@Eurosport_FR) April 26, 2026

Tra il 30° e il 35° km Sawe e Kejelcha danno spettacolo. Accelerano sul serio. Sawe detta il ritmo, Kejelcha lo segue. La proiezione cronometrica diventa folle. Non è più soltanto un record del mondo, né soltanto una grande vittoria. Il sub 2 comincia a dominare tutte le conversazioni. La folla è in delirio lungo il percorso. Quasi 800.000 persone sono scese per le strade di Londra a incoraggiare i corridori.

Avvicinandosi al Big Ben, Sabastian Sawe piazza l’attacco giusto per staccare Kejelcha di qualche metro. Non molti, ma sufficienti. La cosa pazzesca è che il keniano continua a spingere, solo al comando, trascinato dal sogno più folle e dall’entusiasmo di Londra. Intorno, tutti iniziano a rendersi conto di ciò che sta accadendo: stiamo assistendo a un momento destinato a restare nella storia.

A 400 metri dall’arrivo affronta l’ultima curva per imboccare il rettilineo finale su The Mall. Dopo uno sforzo eroico e una gara eseguita alla perfezione (1h00’29/59’01), taglia il traguardo in 1h59’30. Demolisce la barriera simbolica delle due ore e il precedente record del mondo di Kelvin Kiptum (2h00’35). Eliud Kipchoge aveva aperto la strada con il suo 1h59’40 ottenuto fuori da una gara ufficiale nel 2019. Sabastian Sawe, invece, ce l’ha fatta in una maratona omologata. Yomif Kejelcha non ha mollato nulla e chiude subito dietro in 1h59’41. Un tempo sotto le due ore all’esordio sulla distanza. Semplicemente stratosferico. Diventa l’uomo più veloce di sempre alla prima maratona. Jacob Kiplimo è terzo in 2h00’28. Sì, non state sognando: tutti e tre sono andati sotto il precedente record mondiale.

Sapevo di essere già molto ben preparato per questa gara. Ma quello che è successo ieri è eccezionale. È un momento che non dimenticherò mai. Ero venuto soprattutto per vincere la gara e provare a battere il record del mondo. Oggi sono felicissimo. Yomif mi ha spinto a superare i miei limiti.

Sabastian Sawe

Classifica uomini
1. Sabastian Sawe (Kenya) 1h59’30
2. Yomif Kejelcha (Etiopia) 1h59’41
3. Jacob Kiplimo (Uganda) 2h00’28
4. Amos Kipruto (Kenya) 2h01’39
5. Tamirat Tola (Etiopia) 2h02’59
6. Deresa Geleta (Etiopia) 2h03’23
7. Addisu Gobena (Etiopia) 2h05’23
8. Geoffrey Kamworor (Kenya) 2h05’38
9. Peter Lynch (Irlanda) 2h06’08
10. Mahamed Mahamed (Regno Unito) 2h06’14

Sabastian Sawe vuole allontanare ogni sospetto di doping

Un tempo del genere solleva inevitabilmente delle domande. È normale, soprattutto dopo il caso Ruth Chepngetich. La maratona moderna corre velocissima, a volte troppo. Scarpe con piastra in carbonio, nutrizione ottimizzata, percorsi rapidi, strategie studiate al millimetro… e poi, naturalmente, il tema della fiducia e del doping. Negli ultimi anni l’Athletics Integrity Unit, l’agenzia antidoping di World Athletics, ha sanzionato un numero incalcolabile di keniani.

Su questo punto, però, Sabastian Sawe aveva già giocato d’anticipo. Secondo diversi media, il suo team e il suo sponsor tecnico adidas hanno introdotto un programma di controlli rafforzati, con un contributo annuale di 50.000 dollari all’Athletics Integrity Unit per aumentare la frequenza dei test. In occasione della Maratona di Berlino dello scorso anno, le fonti parlano di circa 25 controlli antidoping in due mesi, nell’ambito di questa volontà di trasparenza. È tantissimo e non è certo un dettaglio. In uno sport periodicamente ferito da questi scandali, la trasparenza può avere un ruolo decisivo. Non garantisce tutto, ovviamente. Ma contribuisce a restituire credibilità alla disciplina.

adidas fa centro con la nuova Adizero Adios Pro Evo 3

Poi c’è il capitolo scarpe. Sawe indossava le nuove super shoes adidas Adizero Adios Pro Evo 3, un modello che riaccende inevitabilmente il dibattito sul vantaggio tecnologico. Anche Kejelcha. E Assefa. Il marchio tedesco fa l’en plein e il titolo in borsa registra un netto rialzo da domenica. Qualcuno parla di rivoluzione, altri di doping tecnologico. Una cosa è certa: le regole sono fissate da World Athletics e l’attrezzatura è conforme al regolamento. Il dibattito non sparirà. Ma la prestazione resta. In fin dei conti, non è la scarpa a fare il corridore. Sawe vantava comunque tempi di assoluto valore, che lasciavano presagire un futuro brillante in maratona: 58’02 sulla mezza e 26’49 sui 10 km. Non è poco.

Tigst Assefa firma un nuovo record del mondo

Prima ancora del terremoto nella gara maschile, la prova femminile aveva già consegnato Londra alla storia. Le favorite partono forte, anzi fortissimo. Tigst Assefa, Hellen Obiri, Joyciline Jepkosgei e Catherine Reline Amanang’ole si portano davanti. Passaggio al 5° km in 15’39, al 10° in 31’03. Sono ritmi folli, quasi da record del mondo per una gara esclusivamente femminile, senza pacer uomini.

A cedere per prima è Amanang’ole. Per colei che qui era stata la lepre l’anno scorso, il ritmo è troppo alto. Davanti restano soltanto tre donne: Assefa, Obiri e Jepkosgei. Come previsto. Tre campionesse, tre stili di corsa, tre sguardi che si incrociano. Passaggio alla mezza in 1h06’12. Il tempo è già enorme.

Maratona di Londra 2026: Sabastian Sawe nella storia in 1h59’30, primo sub 2 ufficiale. Kejelcha sotto le due ore e Assefa firma un nuovo record del mondo femminile.© London Marathon Events

La seconda metà si trasforma in un duello. Niente più pacer: soltanto tre atlete che si scambiano colpi, dandosi il cambio. Assefa prova un’accelerazione su una salita verso Canary Wharf, arrivando a saltare un rifornimento. Obiri e Jepkosgei resistono. Nessuna vuole essere la prima a cedere. Negli ultimi chilometri il gruppo si stringe. Poi Tigst Assefa piazza l’accelerazione. Joyciline Jepkosgei cede per prima. Hellen Obiri prova a restare a contatto, ma l’etiope è troppo forte. Assefa spinge con le braccia, la falcata è potente e vola verso The Mall.

Tigst Assefa vince in 2h15’41, migliorando di nove secondi il proprio record del mondo in una gara esclusivamente femminile, stabilito qui l’anno scorso. Alle sue spalle Hellen Obiri chiude in 2h15’53, nuovo primato personale, e Joyciline Jepkosgei in 2h15’55. Tre donne sotto le 2h16 nella stessa gara. Tre prestazioni stratosferiche. A differenza dello scorso anno, oggi le condizioni erano ideali per correre forte: temperature tra 10 e 12 gradi e un leggero vento a favore nell’ultima parte del percorso.

Classifica donne
1. Tigst Assefa (Etiopia) 2h15’41
2. Hellen Obiri (Kenya) 2h15’53
3. Joyciline Jepkosgei (Kenya) 2h15’55
4. Degitu Azimeraw (Etiopia) 2h19’13
5. Catherine Reline Amanang’ole (Kenya) 2h21’20
6. Eunice Chumba (Bahrein) 2h23’44
7. Eilish McColgan (Regno Unito) 2h24’51
8. Julia Paternain (Uruguay) 2h25’47
9. Rose Harvey (Regno Unito) 2h26’14
10. Marta Galimany (Spagna) 2h27’38

La maratona entra in una nuova era

Ci sarà chiaramente un prima e un dopo Londra 2026. Per decenni il sub 2 è stato una frontiera quasi sacra: un’idea folle, un’ossessione da laboratorio, il sogno di fisiologi e appassionati di running. Eliud Kipchoge lo aveva reso possibile con la Ineos 1:59. Kelvin Kiptum aveva avvicinato quella soglia a Chicago. Sabastian Sawe l’ha cancellata.

Ma questa gara non racconta soltanto la storia di un uomo. Racconta l’evoluzione complessiva della maratona. Gli atleti arrivano più giovani sulla strada. I profili provenienti dai 5000, 10.000 metri e dalla mezza maratona passano più rapidamente ai 42 km. Le scarpe migliorano, così come la nutrizione. Le strategie di gara diventano chirurgiche. E i record non cadono più a piccoli frammenti: crollano a intere pareti.

La cosa forse più folle è che Yomif Kejelcha ha corso 1h59’41 alla sua prima maratona. Che Jacob Kiplimo ha chiuso in 2h00’28, anche lui sotto il precedente record mondiale. E che i primi sei hanno riscritto i migliori tempi mai registrati per quelle posizioni. Londra non ha prodotto soltanto un vincitore storico: ha spostato l’intera scala del possibile.

La Maratona di Londra 2026 resterà una data incisa nella storia dello sport. Non soltanto del running, ma dello sport in assoluto. Sabastian Sawe ha infranto la barriera delle due ore. Yomif Kejelcha lo ha seguito nell’inimmaginabile. Tigst Assefa ha spostato ancora più avanti il proprio record. E Londra, ancora una volta, ha offerto il palcoscenico perfetto a una rivoluzione. Non serve più andare a Valencia, Chicago o Berlino. Non sappiamo ancora dove arriverà questa nuova era. 1h58? Forse. Ma oggi bisogna soprattutto rendersi conto di ciò che è appena accaduto. La maratona ha cambiato mondo. E noi abbiamo avuto la fortuna di vederlo in diretta.

Tutti i risultati della Maratona di Londra 2026


26 aprile 2026. Una data destinata a restare per sempre nella storia della maratona. Ci sono giorni in cui lo sport cambia dimensione, giorni in cui le barriere più leggendarie finalmente crollano davvero. Alla 46ª edizione della Maratona di Londra, Sabastian Sawe è diventato il primo uomo nella storia a correre una maratona ufficiale sotto le due ore. 1h59’30. Un tempo che appassionati ed esperti sognavano da anni. E come se non bastasse, Yomif Kejelcha, alla sua prima maratona, ha abbattuto a sua volta il muro in 1h59’41. Mai visto prima: due uomini sotto le due ore, nella stessa gara, sullo stesso asfalto londinese. È vertiginoso. E Londra non si è fermata qui. Tra le donne, Tigst Assefa ha difeso il titolo in 2h15’41, nuovo record del mondo in una gara esclusivamente femminile. Una giornata totale, storica, quasi irreale. Una prestazione che porta la maratona in una nuova era.


Sabastian Sawe, il primo uomo sotto le due ore

Dai primi chilometri si è capito che questa non sarebbe stata una maratona normale. Il gruppo di testa parte a ritmo forsennato, poi rallenta leggermente: 14’14 al 5° km, quindi 28’34 al 10°. Davanti ci sono tutti i grandi nomi: Sabastian Sawe, Yomif Kejelcha, Jacob Kiplimo, Tamirat Tola, Amos Kipruto, Deresa Geleta. Una densità pazzesca. La tensione è costante. I volti sono concentrati.

I tre pacer fanno un ottimo lavoro e la mezza maratona viene raggiunta in 1h00’29. Non ancora sotto le due ore, ma esattamente nella zona auspicata: quella in cui tutto resta possibile, a patto di avere ancora gambe. La prima parte del percorso londinese è favorevole, con molte discese, e il passaggio a metà gara dimostra che i leader stanno correndo con intelligenza e prudenza. Ma resta ancora tutto da fare.

La gara cambia dopo il 30° chilometro. I lepri si fanno da parte e Sabastian Sawe prende il comando. Sembra facile, quasi troppo calmo per quello che sta accadendo. La sua falcata è lunga, fluida, efficace. Alle sue spalle Yomif Kejelcha resiste. Alla sua prima maratona, l’etiope sta facendo qualcosa di quasi incredibile. Dopo gli anni gloriosi in pista, ci si aspettava molto dal suo debutto sulla distanza, ma vederlo ancora nella scia di Sawe a questo punto è impressionante. Jacob Kiplimo, detentore del record mondiale della mezza maratona (57’20), resta pochi secondi più indietro, ma il distacco aumenta.

𝟭𝗵𝟱𝟵'𝟯𝟬''. Record del mondo alla maratona di Londra per Sabastian Sawe, in un’atmosfera pazzesca 🙌 pic.twitter.com/Gqy4Uk01Sl

— Eurosport France (@Eurosport_FR) April 26, 2026

Tra il 30° e il 35° km Sawe e Kejelcha danno spettacolo. Accelerano sul serio. Sawe detta il ritmo, Kejelcha lo segue. La proiezione cronometrica diventa folle. Non è più soltanto un record del mondo, né soltanto una grande vittoria. Il sub 2 comincia a dominare tutte le conversazioni. La folla è in delirio lungo il percorso. Quasi 800.000 persone sono scese per le strade di Londra a incoraggiare i corridori.

Avvicinandosi al Big Ben, Sabastian Sawe piazza l’attacco giusto per staccare Kejelcha di qualche metro. Non molti, ma sufficienti. La cosa pazzesca è che il keniano continua a spingere, solo al comando, trascinato dal sogno più folle e dall’entusiasmo di Londra. Intorno, tutti iniziano a rendersi conto di ciò che sta accadendo: stiamo assistendo a un momento destinato a restare nella storia.

A 400 metri dall’arrivo affronta l’ultima curva per imboccare il rettilineo finale su The Mall. Dopo uno sforzo eroico e una gara eseguita alla perfezione (1h00’29/59’01), taglia il traguardo in 1h59’30. Demolisce la barriera simbolica delle due ore e il precedente record del mondo di Kelvin Kiptum (2h00’35). Eliud Kipchoge aveva aperto la strada con il suo 1h59’40 ottenuto fuori da una gara ufficiale nel 2019. Sabastian Sawe, invece, ce l’ha fatta in una maratona omologata. Yomif Kejelcha non ha mollato nulla e chiude subito dietro in 1h59’41. Un tempo sotto le due ore all’esordio sulla distanza. Semplicemente stratosferico. Diventa l’uomo più veloce di sempre alla prima maratona. Jacob Kiplimo è terzo in 2h00’28. Sì, non state sognando: tutti e tre sono andati sotto il precedente record mondiale.

Sapevo di essere già molto ben preparato per questa gara. Ma quello che è successo ieri è eccezionale. È un momento che non dimenticherò mai. Ero venuto soprattutto per vincere la gara e provare a battere il record del mondo. Oggi sono felicissimo. Yomif mi ha spinto a superare i miei limiti.

Sabastian Sawe

Classifica uomini
1. Sabastian Sawe (Kenya) 1h59’30
2. Yomif Kejelcha (Etiopia) 1h59’41
3. Jacob Kiplimo (Uganda) 2h00’28
4. Amos Kipruto (Kenya) 2h01’39
5. Tamirat Tola (Etiopia) 2h02’59
6. Deresa Geleta (Etiopia) 2h03’23
7. Addisu Gobena (Etiopia) 2h05’23
8. Geoffrey Kamworor (Kenya) 2h05’38
9. Peter Lynch (Irlanda) 2h06’08
10. Mahamed Mahamed (Regno Unito) 2h06’14

Sabastian Sawe vuole allontanare ogni sospetto di doping

Un tempo del genere solleva inevitabilmente delle domande. È normale, soprattutto dopo il caso Ruth Chepngetich. La maratona moderna corre velocissima, a volte troppo. Scarpe con piastra in carbonio, nutrizione ottimizzata, percorsi rapidi, strategie studiate al millimetro… e poi, naturalmente, il tema della fiducia e del doping. Negli ultimi anni l’Athletics Integrity Unit, l’agenzia antidoping di World Athletics, ha sanzionato un numero incalcolabile di keniani.

Su questo punto, però, Sabastian Sawe aveva già giocato d’anticipo. Secondo diversi media, il suo team e il suo sponsor tecnico adidas hanno introdotto un programma di controlli rafforzati, con un contributo annuale di 50.000 dollari all’Athletics Integrity Unit per aumentare la frequenza dei test. In occasione della Maratona di Berlino dello scorso anno, le fonti parlano di circa 25 controlli antidoping in due mesi, nell’ambito di questa volontà di trasparenza. È tantissimo e non è certo un dettaglio. In uno sport periodicamente ferito da questi scandali, la trasparenza può avere un ruolo decisivo. Non garantisce tutto, ovviamente. Ma contribuisce a restituire credibilità alla disciplina.

adidas fa centro con la nuova Adizero Adios Pro Evo 3

Poi c’è il capitolo scarpe. Sawe indossava le nuove super shoes adidas Adizero Adios Pro Evo 3, un modello che riaccende inevitabilmente il dibattito sul vantaggio tecnologico. Anche Kejelcha. E Assefa. Il marchio tedesco fa l’en plein e il titolo in borsa registra un netto rialzo da domenica. Qualcuno parla di rivoluzione, altri di doping tecnologico. Una cosa è certa: le regole sono fissate da World Athletics e l’attrezzatura è conforme al regolamento. Il dibattito non sparirà. Ma la prestazione resta. In fin dei conti, non è la scarpa a fare il corridore. Sawe vantava comunque tempi di assoluto valore, che lasciavano presagire un futuro brillante in maratona: 58’02 sulla mezza e 26’49 sui 10 km. Non è poco.

Tigst Assefa firma un nuovo record del mondo

Prima ancora del terremoto nella gara maschile, la prova femminile aveva già consegnato Londra alla storia. Le favorite partono forte, anzi fortissimo. Tigst Assefa, Hellen Obiri, Joyciline Jepkosgei e Catherine Reline Amanang’ole si portano davanti. Passaggio al 5° km in 15’39, al 10° in 31’03. Sono ritmi folli, quasi da record del mondo per una gara esclusivamente femminile, senza pacer uomini.

A cedere per prima è Amanang’ole. Per colei che qui era stata la lepre l’anno scorso, il ritmo è troppo alto. Davanti restano soltanto tre donne: Assefa, Obiri e Jepkosgei. Come previsto. Tre campionesse, tre stili di corsa, tre sguardi che si incrociano. Passaggio alla mezza in 1h06’12. Il tempo è già enorme.

Maratona di Londra 2026: Sabastian Sawe nella storia in 1h59’30, primo sub 2 ufficiale. Kejelcha sotto le due ore e Assefa firma un nuovo record del mondo femminile.© London Marathon Events

La seconda metà si trasforma in un duello. Niente più pacer: soltanto tre atlete che si scambiano colpi, dandosi il cambio. Assefa prova un’accelerazione su una salita verso Canary Wharf, arrivando a saltare un rifornimento. Obiri e Jepkosgei resistono. Nessuna vuole essere la prima a cedere. Negli ultimi chilometri il gruppo si stringe. Poi Tigst Assefa piazza l’accelerazione. Joyciline Jepkosgei cede per prima. Hellen Obiri prova a restare a contatto, ma l’etiope è troppo forte. Assefa spinge con le braccia, la falcata è potente e vola verso The Mall.

Tigst Assefa vince in 2h15’41, migliorando di nove secondi il proprio record del mondo in una gara esclusivamente femminile, stabilito qui l’anno scorso. Alle sue spalle Hellen Obiri chiude in 2h15’53, nuovo primato personale, e Joyciline Jepkosgei in 2h15’55. Tre donne sotto le 2h16 nella stessa gara. Tre prestazioni stratosferiche. A differenza dello scorso anno, oggi le condizioni erano ideali per correre forte: temperature tra 10 e 12 gradi e un leggero vento a favore nell’ultima parte del percorso.

Classifica donne
1. Tigst Assefa (Etiopia) 2h15’41
2. Hellen Obiri (Kenya) 2h15’53
3. Joyciline Jepkosgei (Kenya) 2h15’55
4. Degitu Azimeraw (Etiopia) 2h19’13
5. Catherine Reline Amanang’ole (Kenya) 2h21’20
6. Eunice Chumba (Bahrein) 2h23’44
7. Eilish McColgan (Regno Unito) 2h24’51
8. Julia Paternain (Uruguay) 2h25’47
9. Rose Harvey (Regno Unito) 2h26’14
10. Marta Galimany (Spagna) 2h27’38

La maratona entra in una nuova era

Ci sarà chiaramente un prima e un dopo Londra 2026. Per decenni il sub 2 è stato una frontiera quasi sacra: un’idea folle, un’ossessione da laboratorio, il sogno di fisiologi e appassionati di running. Eliud Kipchoge lo aveva reso possibile con la Ineos 1:59. Kelvin Kiptum aveva avvicinato quella soglia a Chicago. Sabastian Sawe l’ha cancellata.

Ma questa gara non racconta soltanto la storia di un uomo. Racconta l’evoluzione complessiva della maratona. Gli atleti arrivano più giovani sulla strada. I profili provenienti dai 5000, 10.000 metri e dalla mezza maratona passano più rapidamente ai 42 km. Le scarpe migliorano, così come la nutrizione. Le strategie di gara diventano chirurgiche. E i record non cadono più a piccoli frammenti: crollano a intere pareti.

La cosa forse più folle è che Yomif Kejelcha ha corso 1h59’41 alla sua prima maratona. Che Jacob Kiplimo ha chiuso in 2h00’28, anche lui sotto il precedente record mondiale. E che i primi sei hanno riscritto i migliori tempi mai registrati per quelle posizioni. Londra non ha prodotto soltanto un vincitore storico: ha spostato l’intera scala del possibile.

La Maratona di Londra 2026 resterà una data incisa nella storia dello sport. Non soltanto del running, ma dello sport in assoluto. Sabastian Sawe ha infranto la barriera delle due ore. Yomif Kejelcha lo ha seguito nell’inimmaginabile. Tigst Assefa ha spostato ancora più avanti il proprio record. E Londra, ancora una volta, ha offerto il palcoscenico perfetto a una rivoluzione. Non serve più andare a Valencia, Chicago o Berlino. Non sappiamo ancora dove arriverà questa nuova era. 1h58? Forse. Ma oggi bisogna soprattutto rendersi conto di ciò che è appena accaduto. La maratona ha cambiato mondo. E noi abbiamo avuto la fortuna di vederlo in diretta.

Tutti i risultati della Maratona di Londra 2026