La Blocks League chiude con un’ultima edizione tutta al femminile

SL
Da Sabine Loeb

Pubblicato il mer 9 settembre 2026

Aggiornato il mer 9 settembre 2026

La Blocks League chiude con un’ultima edizione tutta al femminile
© Blocks League

Giovedì 26 giugno, durante la serata «Breaking 4» dedicata a Faith Kipyegon, trenta squadre femminili arrivate da tutto il mondo si sono sfidate in un frenetico miglio sotto forma di staffetta 4×400 metri allo stadio Charléty di Parigi. Sulle orme dell’icona keniana, le atlete hanno dato tutto, cambio dopo cambio, trascinate da un pubblico in delirio. Sugli spalti si respirava un’energia incontenibile, tra passi di danza al ritmo del DJ e incitamenti a perdere la voce. Un entusiasmo che ha accompagnato le runner fino al traguardo.

Sono rari gli eventi dedicati esclusivamente alla valorizzazione delle donne, ancora di più quando si svolgono nel mondo dello sport. Giovedì sera la Blocks League, competizione a squadre nata sulla strada e disputata da febbraio a giugno, è tornata con un’edizione inedita, interamente al femminile. L’occasione perfetta per prolungare una serata già avviata alla grande, nel cuore dell’arena degli appassionati di atletica. Addio alla strada e ai quattro luoghi della Blocks League, La Villette, il Vélodrome Jacques Anquetil, La Défense e la BNF, e benvenuto al tartan blu dello stadio parigino. Una peculiarità di questa edizione speciale che ha conquistato più di una habituée della competizione. «È fantastico. Siamo su una pista, ed è molto più vicino a quello che facciamo», ha commentato entusiasta Noémie Bellenger, ottocentista del club di Meaux.

Un format per prolungare il piacere

Trenta squadre: nella zona di riscaldamento c’erano parecchie concorrenti pronte a darsi battaglia. Divise in quattro batterie, comprendevano club FFA come il PUC, il CA Montreuil e il Paris Run Club, collettivi di running come We’ll Run ed Eightlines, oltre a marchi francesi come Alltricks, Distance e Quartorze. Non mancavano realtà straniere: le britanniche Sports Direct e Pro-Direct e le tedesche Top4Running e Zalando.

Ogni componente della squadra correva un 400 metri a tutta, prima di consegnare il testimone alla compagna. Il livello molto eterogeneo delle partecipanti, alcune tesserate da anni e altre entrate da poco nel mondo del running, ha creato distacchi considerevoli già dai primi cambi. Questo, però, non ha tolto nulla al piacere della gara. In piena festa con le compagne di We’ll Run, Sophie Delafoy era raggiante: «È stato incredibile avere lo stadio tutto per noi! Dopo 200 metri avevo già i brividi. Un sogno. È un’esperienza che capita una volta nella vita. »

Al termine della staffetta 4 × 400 metri, la prima squadra di ogni batteria si qualificava direttamente alla finale, mentre le quattro successive si giocavano l’accesso in base al tempo. La finale è stata ricca di suspense, con le ultime frazioniste appaiate fino al traguardo. La gara, di ottimo livello, si è chiusa con la vittoria delle olandesi di All4Running, capaci di fermare il cronometro su un impressionante 3’48″88. Le quattro runner, consapevoli del proprio valore, sono rimaste comunque sorprese di aver vinto per appena un decimo sulle inseguitrici di Eightlines 1. A completare il podio è stata la squadra I-Run, formata da atlete tesserate per il club di Maisons-Alfort. «Abbiamo corso quasi tutte in 57” o 58”. Di solito siamo ragazze da meno di 55”, quindi fare questo tempo con le scarpe da ginnastica è stato tosto», raccontava Camille Precart, una delle staffettiste di I-Run.

L’equipaggiamento giusto per dare il massimo

Prima di schierarsi per le staffette, le 120 partecipanti, divise in 30 squadre, sono state equipaggiate dalla testa ai piedi dall’organizzatore dell’evento. Ben accolte, avevano a disposizione spogliatoi dove potevano sostituire il consueto abbigliamento da allenamento con un completo nero Nike: pantaloncini, reggiseno sportivo, canotta con il nome della squadra, calze e un paio di Vaporfly, molto più leggere delle Vomero esposte nello spazio riservato alle runner e disponibili per una prova.

Blocks League Paris© Blocks League

Un evento esclusivamente al femminile

È raro vedere le donne prendersi la pista mentre gli uomini restano a bordo campo a fare il tifo. Quando Nike ha invitato Eightlines a dare vita alla seconda parte dell’evento «Breaking 4», le componenti del collettivo non hanno esitato un istante all’idea di mettere finalmente le donne sotto i riflettori. «È incredibile: siamo in uno stadio, sono le donne a essere protagoniste. Corrono fortissimo! Il livello è alto», raccontava Moussa Diallo, cofondatore di Eightlines e speaker delle tappe della Blocks League insieme al collega Jeremy Derrien.

Interpellate su un evento pensato per loro, le atlete sfoggiavano spesso un grande sorriso ed esclamavano: «Sì, di eventi così ce ne sono stati davvero pochi!», evidentemente felici di farne parte. «La cosa fantastica è stata sentirci tutte pienamente al nostro posto», esultava Sophie, al settimo cielo per aver corso con We’ll Run.

Le otto rappresentanti del crew We’ll Run hanno apprezzato la presenza dei loro omologhi maschili, arrivati numerosi per sostenerle. Johan era entusiasta, ma anche esausto dopo aver dato tutto per incitare le compagne di allenamento: «Fa davvero piacere farsi sentire. Però non ho più niente: né voce né gambe. Nell’ultima curva ho corso al loro fianco, perché so che è lì che il 400 metri diventa più duro. »

Superare i propri limiti insieme

Al di là della dimensione tutta al femminile, questo evento ha permesso di misurarsi con le altre e spostare i propri limiti. Sophie Delafoy, della squadra We’ll Run, raccontava: «All’inizio non eravamo molto sicure di noi, visto il livello delle atlete presenti. Ma alla fine è stato incredibile: abbiamo superato noi stesse e dato tutto quello che avevamo.» Un’esperienza che ha dato a molte la motivazione per allenarsi di più. Amélia Ben Youssef, sua compagna di squadra, confermava: «Mi ha fatto davvero venire voglia di spingermi oltre, fare più pista e migliorare le mie prestazioni. »

Hafsia, una delle runner del team Zalando, cofondatrice di Run’Elles e maratoneta, giovedì ha lasciato l’asfalto per la pista. Un’esperienza intensa che ha accettato di raccontarci: «È lì che mi rendo conto di quanto ci sia da allenare. Sono partita bene, ma alla fine ho sofferto. Però un’occasione così non capita tutti i giorni.» Wanissa Mettiche, ex velocista e astista tesserata a Maisons-Alfort, un tempo soprannominata Allyson Felix, si è aggregata alla squadra Run’Elles per dare una mano. «Non era la mia specialità preferita, ma ho raccolto la sfida con piacere. Mi ha persino fatto venire voglia di tornare a fare atletica sul serio. Se potessi rifarlo, lo rifarei senza esitazioni », diceva, conquistata da questa esperienza.

Questa serata speciale, in cui le donne, dalla star keniana Faith Kipyegon a tutte le campionesse scese in pista giovedì, sono state protagoniste, celebrava molto più dello sport, della prestazione o del superamento dei propri limiti. Mostrava quanto sia importante stare insieme e avere il coraggio di provarci, come ricorda spesso la primatista del miglio, che ha dato tutto per abbattere il muro dei quattro minuti sulla distanza. Offrire alle donne uno spazio dedicato significa anche permettere loro di esserci, affermarsi e ispirare le generazioni future.