Reims Champagne Run 2026, 23.000 runner per una quarta edizione da applausi
Con 23.000 runner al via nelle sette prove in programma, la quarta edizione del Reims Champagne Run è stata un successo.
Coorganizzato da Playground e dalla Città di Reims, il fine settimana del 10 e 11 ottobre ha portato i trailer sui sentieri della Montagne de Reims sabato, prima di lasciare spazio a migliaia di runner su strada nel centro città domenica. Al di là delle prestazioni, a colpire sono stati soprattutto gli arrivi, spesso decisi sul filo di lana.
Su strada, tutto si è deciso allo sprint
Domenica, 19.200 runner hanno invaso le strade della città dei re. Tutti gli arrivi si sono svolti davanti alla Porte de Mars, dopo il passaggio davanti alla Cattedrale di Notre-Dame. Nelle tre gare, la suspense è rimasta intatta fino all’ultimo.
La 10 km femminile ha regalato il finale più incredibile. Clémence Robin e Mathilde Reteau hanno tagliato il traguardo quasi insieme, entrambe in 34’53. Alla fine l’ha spuntata la prima, mentre Julia Giacomelli ha conquistato il terzo posto in 35’12.
Tra gli uomini, Quentin Bouvier ha difeso il titolo in 30’39, seguito da vicino fino al traguardo da Pierre Varnier, secondo in 30’42. Timéo Morot ha completato il podio in 30’51. Ribattezzata «Les 10 km de Rémus à Fond la Forme – Decathlon» per la prima volta sotto i colori del marchio, questa 10 km ha riunito 9.200 partecipanti e ha mantenuto ciò per cui è conosciuta: un percorso veloce sull’asfalto di Reims, aperto a tutti i livelli.
Podio 10 km
Donne
1 - Clémence Robin (Troyes Omnisports): 34’53
2 - Mathilde Reteau (S/I Crac Soissons): 34’53
3 - Julie Giacomelli (Troyes Omnisports): 35’12
Uomini
1 - Quentin Bouvier (Efs Reims): 30’39
2 - Pierre Varnier (Efs Reims): 30’42
3 - Timéo Morot (Efs Reims): 30’51
Alla Semi des Rois, erano 7.000 i runner al via. Julien Parisot ha vinto in 1h08’09 tra gli uomini, ma la vera suspense era alle sue spalle. Théo Drocourt ha chiuso secondo in 1h08’45, appena un secondo davanti a Remi Richart, vincitore nel 2025 e battuto allo sprint negli ultimi metri. Tra le donne, Armelle d’Esquerre si è imposta in 1h22’28, davanti a Jennifer Lefèvre (1h23’32) e Lucie Deronzier (1h24’14).
Le Sacré Trail cambia marcia
Sabato era il turno dei trailer. Con 2.600 partecipanti contro i 2.000 dell’anno scorso, l’edizione 2026 è partita con il piede giusto. Erano 600 al via degli 87 km, 1.200 per i 42 km e 200 squadre per la staffetta a quattro. Anche in questo caso l’arrivo era alla Porte de Mars, ma i percorsi attraversavano 25 comuni del Grand Reims, i versanti classificati dei vigneti della Champagne e le foreste del Parc naturel régional de la Montagne de Reims.
Sugli 87 km, Sylvain Lejeune ha sorpreso tutti vincendo in 6h56’24, dopo aver acquistato il pettorale soltanto alla vigilia della partenza. Alle sue spalle, con poco più di due minuti di distacco, Faycel Ait Ziane in 6h58’49, già sul podio nell’edizione 2024. Vincitore della stessa edizione, Esteban Garcia si è classificato terzo in 7h04’38. Sylvain Lejeune ha quindi preceduto due esperti protagonisti del podio di Reims, già capaci di distinguersi su questo percorso.
Tra le donne, Coralie Baudoux ha conquistato la vittoria in 7h52’42. Aleksandra Kacprzak ha chiuso seconda in 8h37’22, come l’anno scorso, davanti a Mélanie Piotin (8h51’55). Ma non è tutto: Kacprzak non si è accontentata del trail. Ha poi corso la 5 km, la 10 km e la mezza maratona, per un totale di quattro gare nello stesso fine settimana e oltre 123 chilometri complessivi.
Sui 42 km, Louison Santerre ha vinto in 2h41’40 davanti ad Aurélien Bouet (2h52’53) e Josselin Lobet (2h54’19). Valentine Lerouge ha dominato la gara femminile in 3h28’36, davanti a Céline Paroli-Toulcanon (3h39’43) e Marie Pouligon (3h44’02). Nella stessa gara, uno dei momenti più belli del fine settimana non ha avuto nulla a che vedere con il cronometro: Alexandre, che correva al fianco della compagna, le ha chiesto di sposarlo sul traguardo.
Nella staffetta a quattro, la squadra mista Belhamris ha vinto in 6h11’25, con meno di due minuti di vantaggio su Gaz’Run (6h13’23) e davanti a Verti Trail (6h24’04). Le Sacrées Verti sono state premiate come prima squadra interamente femminile.
Podio - Le Sacré Trail
Uomini
1 - Sylvain Lejeune: 6h56’24
2 - Faycel Ait Ziane: 6h58’49
3 - Esteban Garcia: 7h04’38
Donne
1 - Coralie Baudoux: 7h52’42
2 - Aleksandra Kacprzak: 8h37’22
3 - Mélanie Piotin: 8h51’55
Una festa popolare, solidale e sempre più femminile
Oltre al cronometro, l’evento ha curato anche il suo lato umano. La quota di donne al via è passata dal 39% del 2025 al 43% di quest’anno, anche grazie a una shake out run a loro riservata sabato nell’ambito di Octobre Rose. Ogni finisher ha ricevuto una coppa di champagne, i cui tappi sono stati riciclati; autobus e tram erano gratuiti per chi indossava il pettorale, mentre l’iscrizione era gratuita per le persone in cerca di lavoro.
Il fine settimana ha permesso inoltre di raccogliere 5.375 euro: 4.267 euro per l’iniziativa «Courir pour ceux qui ne peuvent plus» del Fonds d’Action del CHU di Reims e 1.108 euro grazie alla 5K Matmut #Néspourbouger, con 3.000 partecipanti, a favore di Premiers de Cordée. Infine, nella 10 km e nella mezza maratona, i pacer erano dipendenti della Città di Reims. Nell’ultimo chilometro, si sono riuniti tutti attorno al pacer «ultimo finisher» per accompagnare insieme gli ultimi runner fino al traguardo.
Jérémy Larson, direttore di Playground Outdoor, vede in tutto questo la prova che «un grande evento popolare può essere anche esemplare». Raphaël Blanchard, vicesindaco delegato alla Città attiva e sportiva, ricorda invece «una festa popolare accessibile a tutti» e ringrazia volontari, dipendenti comunali, organizzatori e famiglie. Con un Sacré Trail in crescita del 30% e arrivi altrettanto combattuti, la quinta edizione avrà tutte le carte in regola per farsi desiderare.