I record di maratona più folli del Guinness dei primati
42,195 km sono già una bella prova. Ma per alcuni runner non sono affatto abbastanza. Così alzano l’asticella: completo e cravatta, tacchi a spillo, infradito o persino un frigorifero sulle spalle. Benvenuti nel mondo dei maratoneti più fuori di testa del Guinness dei primati, quelli che trasformano la sofferenza in performance artistica e, in parte, in happening.
Maratona in completo: eleganza fino al traguardo
Correre una maratona è già una sfida. Farlo in completo a tre pezzi, però, è tutta un’altra storia. E Emmanuel Bonnier non potrebbe certo smentirlo. Il francese ha firmato un’impresa tanto assurda quanto elegante: chiudere una maratona in 2h40’52, indossando un completo da uomo. Camicia bianca, cravatta ben stretta, pantaloni eleganti e perfino le scarpe da completo. Il tutto, naturalmente, certificato dal Guinness World Records. Una prestazione insieme sportiva e... sartoriale.
Per Axel Ramponi, che ha fallito l’assalto al record delle 2h49, il dress code era decisamente più rilassato alla Marathon de Paris. Niente giacca di lana né derby di pelle, ma una GoPro in mano, un cappellino ben calcato in testa e uno sguardo attento a tutto ciò che accade intorno al gruppo. Il suo completo era quello del testimone dall’interno, del runner-reporter che coglie i dettagli spesso trascurati quando si insegue il tempo. Un modo per strizzare l’occhio a quei corridori che trasformano la prestazione in uno show, in una storia o in un messaggio.
📌 Il dettaglio divertente? Per convalidare il record Guinness, la cravatta deve restare annodata fino all’arrivo. Un regolamento un po’ più rigido di Strava, no?
Infradito: per chi vuole soffrire davvero
Nel mondo dei record più insoliti, alcune imprese fanno sorridere pur restando assolutamente impressionanti. È il caso del record della maratona corsa in infradito, una sfida in cui il solo fatto di tagliare il traguardo con quel tipo di calzatura ai piedi diventa un’impresa degna del Guinness World Records. Purtroppo non appartiene al temerario runner in sandali visto alla Marathon de Paris qualche settimana fa, ma ad Alistair Kealty, corridore australiano capace di completare una maratona in infradito in 3 ore, 37 minuti e 32 secondi, durante la maratona di Almaty, in Kazakistan, nell’aprile 2019.
Una sfida tutt’altro che banale: correre una maratona con calzature così leggere e poco adatte richiede un mix di resistenza, endurance e coraggio, soprattutto considerando che un buon paio di scarpe da running è generalmente imprescindibile sulle lunghe distanze. Ma Alistair non è stato l’unico a provarci. Prima di lui, nel 2012, Keith Levasseur, runner statunitense, aveva tentato a sua volta di battere il record chiudendo la maratona di Baltimora in infradito. Il suo tempo, 2h46’58, non è stato omologato ufficialmente dal Guinness, ma resta un’impresa eccezionale, soprattutto per chi ha già provato a correre 42,195 km con le infradito.
📌 Da sapere: il rumore delle infradito per 42 km è una forma di tortura mentale per tutti i runner nelle vicinanze.
Il frigorifero sulle spalle, ovvero come correre con il proprio fardello
Tony Phoenix-Morrison, soprannominato “Tony the Fridge”, non si è limitato a correre una maratona. Ha corso con un frigorifero da 42 kg fissato sulla schiena e ha persino portato a termine l’impresa per 100 giorni consecutivi. Dietro a un’idea che all’inizio sembra completamente folle c’è una storia: Tony corre per raccogliere fondi a favore della lotta contro il cancro, una malattia che ha colpito duramente la sua famiglia. Il frigorifero è il peso simbolico della perdita, della battaglia, della memoria. Dal punto di vista sportivo, ovviamente, è un’assurdità.
Nessun allenatore degno di questo nome approverebbe un carico simile per 42 chilometri. Eppure lui l’ha fatto. Lentamente, con costanza e una regolarità che impone rispetto. Soprattutto con un messaggio potente: « Se riesco a portare questo, voi potete portare pesi ben peggiori ». Non è detto che abbia trovato molti imitatori, ma nella scala del coraggio il britannico è arrivato molto in alto.
📌 La morale? Tutti corrono con un peso sulle spalle. Lui, letteralmente.
Tacchi a spillo: non è solo una questione di glamour
Correre una maratona è sport. Correre una maratona con scarpe con tacco da 7 centimetri è sport estremo. Eppure una runner di Pau ci è riuscita alla Marathon de Paris del 2019. E non per una sfilata di cinque minuti: Christelle Doyhambehere ha impiegato 6 ore e 4 minuti per completare i 42 km, con i piedi probabilmente in piena guerra civile al traguardo. Niente scarpe da running nascoste nella borsa né trucchi da musical. Solo dolore, glamour e una volontà d’acciaio. A essere sinceri, nemmeno i più navigati della Marathon du Médoc si spingerebbero fin lì.
📌 Curiosità: anche in questo caso il Guinness dei primati non scherza: per omologare il record, i tacchi devono essere alti più di 5 cm e vanno indossati dall’inizio alla fine. Sì, esiste un giudice anche per questo.
Dinosauro gigante: una performance preistorica
Da qualche anno il costume gonfiabile da T-Rex è diventato virale sui social. Lo si vede ovunque: compleanni, addii al celibato, flash mob... e ora anche maratone. Un runner statunitense ha completato i 42,195 chilometri con un costume integrale da dinosauro gigante, stabilendo anche il record della specialità. E non si parla di camminare: può vantarsi di aver tagliato il traguardo in 3h59. Tra il caldo all’interno del costume, la visibilità quasi nulla e l’equilibrio precario, siamo dalle parti di un’impresa sovrumana. Ma è anche il tipo di sfida che fa sorridere tutti lungo il percorso. Un Tyrannosaurus che corre sugli Champs-Élysées o sul Tower Bridge vale più di qualsiasi cartello d’incoraggiamento.
📌 Da meditare: se può farcela un dinosauro, puoi finire anche tu la tua 10 km.
Dietro ogni costume improbabile o frigorifero assurdo c’è un’idea semplice: correre può essere una cosa seria senza prendersi mai troppo sul serio. Questi record insoliti mettono in discussione i codici di uno sport a volte troppo concentrato su prestazioni, tempi e medaglie. Ricordano che si possono correre 42,195 km per una causa, per una scommessa, per far ridere gli amici o semplicemente per distinguersi. E, francamente, in un mondo in cui tutto corre troppo veloce, un tizio travestito da banana che sprinta sugli Champs-Élysées è forse proprio ciò di cui avevamo bisogno.