Mike Studer, l’uomo che ha corso una maratona sott’acqua
Nel 2021 l’americano Mike Studer ha stabilito il record della maratona… sott’acqua, in 3 ore, 44 minuti e 52 secondi. Un’impresa fisica incredibile, considerando che l’acqua oppone una resistenza 800 volte superiore a quella dell’aria. Ogni falcata richiede uno sforzo enorme. Studer, che è anche scienziato, ha raccolto questa sfida per una causa a cui teneva profondamente.
Record di ogni tipo e sfide improbabili
Nell’ultimo secolo sono state tentate le sfide più folli, e l’elenco continua ad allungarsi. I primati storici cadono uno dopo l’altro. Ricordiamo ancora l’impresa dell’austriaco Felix Baumgartner che nel 2012 si lanciò dalla stratosfera, superando la barriera del suono in caduta libera. Nel 2018 l’inglese Ross Edgley ha nuotato per 1.780 km intorno al Regno Unito in 157 giorni, affrontando meduse, freddo e correnti. Anche la corsa non fa eccezione. Nel 2019 Jasmin Paris ha vinto la Barkley Marathons, una delle gare più dure al mondo (160 km e 18.000 m di dislivello nei boschi del Tennessee), completando il percorso… con 99 secondi di margine sul tempo limite. Quel giorno è stata la prima donna a concludere la prova in dieci anni. Il corridore di origine greca Yiannis Kouros, citato di recente nel racconto dedicato a Cliff Young, detiene ancora il record di distanza sulle 48 ore (473,495 km), l’equivalente di 11 maratone consecutive… Il suo primato risale al 1996 e non è ancora stato battuto. L’impresa è stata realizzata in Francia, a Surgères. Oggi parliamo di Mike Studer, un fisioterapista americano che nel 2021 ha corso una maratona sott’acqua su un tapis roulant immerso, fermando il cronometro sull’incredibile tempo di 3 ore, 44 minuti e 52 secondi. Un record realizzato in omaggio ai veterani feriti, attraverso l’associazione Honor Their Sacrifice.
L’impresa di Mike Studer, un record sott’acqua
Mike Studer, da non confondere con il suo omonimo americano, neurologo, è specialista nella riabilitazione fisica. Già nel 2012 aveva gettato le basi per questa esperienza con un primo tentativo, mostrato nel video qui sotto. Nel 2021 aveva un obiettivo preciso: scendere sotto le 4 ore e, allo stesso tempo, raccogliere fondi per i veterani amputati o affetti da disturbi post-traumatici. La sfida si è svolta in una piscina dell’Oregon, dove Studer ha macinato chilometri su un tapis roulant inclinato all’1,5%, immerso a 1,20 metri di profondità. Per quasi 4 ore ha dovuto contrastare l’ipotermia, nonostante l’acqua fosse a 22 °C, la disidratazione e una pressione schiacciante per le articolazioni. E, nonostante crampi terribili già dal 25° chilometro, ha mantenuto l’incredibile ritmo di 11,3 km/h! Perché correre sott’acqua non ha nulla a che vedere con la corsa sulla terraferma… Perché questo record, omologato dal Guinness dei primati, è un’impresa così straordinaria?
Un ambiente diverso, una pressione diversa
La resistenza dell’acqua è 800 volte superiore a quella dell’aria e costringe il corpo a consumare circa il 40% di energia in più. La spinta di galleggiamento annulla una parte del peso e altera la falcata. Mike Studer doveva correggere continuamente la propria postura di “corsa”. Senza dimenticare la termoregolazione: in acqua il corpo disperde calore 25 volte più rapidamente, con il rischio di ipotermia anche a temperature moderate. Per realizzare questa impresa storica, ancora oggi imbattuta, Studer si è allenato per 18 mesi, sviluppando una capacità polmonare fuori dal comune. È riuscito, tra le altre cose, a lavorare sulla respirazione e a ridurne la frequenza fino a 12 cicli al minuto, costruendo una specifica resistenza muscolare. Uno dei suoi segreti? Un protocollo ispirato ai Navy SEALs: sessioni in apnea, potenziamento in piscina profonda e persino test in camera iperbarica, un ambiente ermetico in cui si è sottoposti a una pressione superiore a quella atmosferica. Tutto questo lavoro ha dato i suoi frutti con un record destinato a essere difficile da battere, vista la specificità dello sforzo.
Ci auguriamo che questa non sia l’ultima sfida di Mike Studer e che altri sognatori… e uomini d’azione! si uniscano alle sue imprese.