Running, le promesse che facciamo sull’onda dell’euforia dopo il traguardo… e poi rimpiangiamo
Dopo una gara, una volta superato l’arco del traguardo, qualunque sia la distanza, a dominare sono euforia ed endorfine. Tra stanchezza, entusiasmo e lucidità ridotta, i runner si lasciano sfuggire promesse tutt’altro che prive di conseguenze… Abbiamo teso l’orecchio e raccolto le migliori perle sentite dopo una gara. Vi riconoscerete sicuramente, almeno un po’, in una di queste…
✓ Ecco una raccolta delle piccole perle sentite nei pressi della zona d’arrivo delle gare.
«Mai più»
Un grande classico, ma poco credibile. Queste parole tornano spesso sulla bocca di alcuni runner, eppure sono proprio gli stessi che ritroviamo sulla linea di partenza la domenica successiva.
«Avrei dovuto scegliere l’altra distanza»
Preso da un’ondata di entusiasmo e da una forma fisica sorprendente, per questo runner la mezza maratona non era evidentemente abbastanza. Si avverte un certo rimpianto per non aver tentato la prova regina: la maratona.
«Sto benissimo, rifacciamo tutto il prossimo weekend»
Ah sì? Ne siete sicuri? Due maratone in dieci giorni sono tante, non vi pare? Va bene… Vi avevamo avvertito. O, almeno, l’avrete letto qui.
«Dai, non ci fermiamo: la prossima è la 100 km di Millau»
Uhm… Una mezza maratona e 100 chilometri non sono proprio la stessa cosa. Ma si dice che volere è potere.
«Mai più asfalto»
Ma anche il trail è duro, caro mio. E spesso ai chilometri bisogna aggiungere pure il dislivello.
«Sono sicuro di poter guadagnare cinque minuti»
Sicuramente. Ma cinque minuti su una 10 km si fanno sentire! Dai, coraggio: con l’allenamento si può fare!
«È facilissimo, posso fare una mezza in scioltezza»
Sì, perché state accompagnando un amico e correte al suo ritmo in una gara di paese di 7 chilometri. Tra 7 e 21 chilometri c’è una certa differenza. Occhio, però: la prima mezza maratona potrebbe presentarvi il conto.
«La prossima volta non correrò a tutta, così mi godrò davvero l’atmosfera»
Sappiamo tutti che non è vero. A tutta oggi, a tutta sempre. Non riuscirete a trattenervi. Scommettiamo?
«Alla prossima gara corriamo insieme»
Ma lo sappiamo tutti: uno dei due aumenterà il ritmo e seminerà l’altro… Che brutto mentire.
«Rifaccio il percorso in allenamento»
Falso, completamente falso. Prima di tutto perché non correrete mai 30 chilometri da soli in allenamento. E poi perché il vostro senso dell’orientamento non vi permetterà mai di ripetere esattamente il percorso: vi perderete tra i vicoli.
«Lunedì mi iscrivo a una società»
Motivatissimi, vi vedete già entrare nel gruppo élite. Poi arriva lunedì. E, stranamente, l’idea di un allenamento in salita sotto la pioggia vi entusiasma molto meno.
«Questa volta mi preparo un piano di allenamento serio»
Sì, sì: un Excel con tutto scritto per bene, ritmi precisi e ripetute. Poi, alla fine, si torna al «vado a sensazione», con un’app di monitoraggio che non viene aperta dallo scorso ottobre.
«Niente più alcol fino alla maratona»
La promessa classica di fine gara. Dura più o meno fino a… la birra offerta all’arrivo.
«Non mangerò mai più pizza prima di una gara»
Fino a quando la pasta party, la sera prima della gara, si trasforma in una pizza party. Perché, insomma, carboidrati sono carboidrati, no?
«È deciso, adesso faccio un triathlon»
Perché accontentarsi di correre quando si può nuotare, pedalare e correre? Fino a quando non ci si rende conto che il giovedì mattina bisogna alzarsi alle 6 per fare vasche in piscina.
Si ride, si promette, si giura che sarà l’ultima… e invece si torna sempre sulla linea di partenza.
Insomma, il traguardo è spesso il posto ideale per ascoltare frasi una più improbabile dell’altra. Tra disperazione e rilanci continui… prendiamoci comunque il tempo di applaudire tutti i runner che tagliano il traguardo: bravi, davvero.