Mezza Maratona di Monza, il percorso sotto la lente: altro che un “semplice” 21 km
Il prossimo 4 ottobre oltre 7.000 runner scatteranno dalla griglia di partenza dell’Autodromo di Monza. Ve ne avevamo già parlato qualche settimana fa. Stavolta si entra nel vivo: il percorso. Perché una mezza che parte su un tracciato di Formula 1 e attraversa uno dei parchi urbani più grandi d’Europa merita un’analisi vera, chilometro dopo chilometro, di uno dei 21 km più spettacolari del continente.
Una partenza magica dalla griglia dell’Autodromo di Formula 1
Solo poche settimane prima della mezza di Monza, proprio qui le monoposto scattavano a tutta. Tutto comincia sul celebre rettilineo, la lunga linea davanti ai box. È quello che vediamo in TV ogni anno durante il GP d’Italia, con le tribune gremite e una marea rossa di tifosi. Stavolta l’atmosfera è un filo diversa. Addio motori, odore di gomma e passione per la Scuderia Ferrari: al loro posto, migliaia di scarpe con piastra in carbonio che schiaffeggiano l’asfalto. Tra l’altro è qui che, nel 2017, il kenyano Eliud Kipchoge corse una maratona in 2h00’25.
Lo старт è alle 9:00, direttamente sulla griglia. Essere su quella linea di partenza è prima di tutto un privilegio: chi corre la Mezza di Monza ha la chance unica di mettere i piedi su uno dei circuiti di Formula 1 più veloci al mondo.
E qui arriva la prima sorpresa per molti: questo primo rettilineo è davvero lungo. Quasi 1 km di asfalto perfettamente liscio, senza una curva. In TV le F1 se lo bevono in una quindicina di secondi. A piedi invece hai il tempo di impostare il ritmo gara, far girare la falcata con calma, trovare il tuo gruppo e, per i più “caldi”, anche di spegnere un po’ l’euforia dello старт. Condizioni ideali per partire bene.
I primi 5 km si corrono sull’autodromo e servono a mettere subito le cose in chiaro. Le righe nere lasciate da Lewis Hamilton e Charles Leclerc si vedono ancora sull’asfalto. Il fondo è un sogno: liscio, regolare, largo. Niente pavé, niente marciapiedi, niente tornanti secchi. È quasi un’autostrada… con qualche strappetto. In ogni caso, qui si legge bene il tracciato e si può pensare solo al passo. Qualcuno si divertirà anche a correre sui cordoli, quelle fasce rosse e bianche che segnano alcune curve. Ovviamente, a piedi non è la stessa cosa che sfiorarli a 220 km/h, ma l’effetto scenico resta.
Info chiave – Mezza Maratona di Monza
Data: domenica 4 ottobre 2026
Luogo: Monza (Italia)
Partecipanti: 7.000
Distanze: 5 km (non competitiva), 10 km, 21 km (mezza), 30 km
Dislivello positivo: 89 m (mezza maratona)
Partenza: 9:00
Iscrizioni: followyourpassion.it
Prezzo: da 45 € a 65 €
Rotta verso il Parco di Monza : la parentesi verde
È arrivati al km 5, all’ultima curva della pista di F1, che i runner lasciano l’asfalto dell’autodromo per infilarsi nel Parco di Monza passando dal Viale Mirabello. Cambio di atmosfera totale: dalla Pista Magica a un paesaggio da foresta reale, tra viali fiancheggiati da alberi secolari e grandi querce che dominano l’orizzonte. Il parco, uno dei più grandi parchi urbani d’Europa, fu disegnato in epoca napoleonica. E sì, anche qui c’è un pezzetto di storia francese.
Il tracciato segue il Viale Cavriga e il Viale Mirabellino prima di entrare nel Viale de Tigli, il viale dei tigli. Qui ti aspetta la natura, ma con l’asfalto sempre sotto i piedi. Questa sezione è uno degli spot di corsa più frequentati di Monza: una sorta di “greenway” dove i local macinano allenamenti. Per i protagonisti di giornata è il momento giusto per mettersi in ritmo e tenere il passo gara. Poi una breve deviazione sul Viale Cascina del Soie e ritorno sul Viale Cavriga per andare a superare il Lambro (il fiume che attraversa il parco). Sulla carta sembra una semplice sfilza di nomi italiani. Sul campo è la parte più scorrevole e più tranquilla della gara: chilometri che filano via all’ombra, su viali larghi, immersi nel verde. È qui che si va a prendere il tempo.
Piccolo punto tecnico: con soli 89 metri di dislivello positivo totale, non è un biliardo perfetto come Berlino o Valencia… ma ci va vicino. Qualche falsopiano qua e là, niente che spacchi davvero le gambe. Per aiutare a tenere lo sforzo, sono previsti ristori circa ogni 4 km.
Passaggio iconico sull’ex anello di velocità Alboreto
Poi arriva uno dei momenti clou. Al 19° km, con le gambe che pesano e la testa che inizia a vacillare (o magari no), il percorso sale sulla Sopraelevata : lo storico anello di velocità di Monza. Due chilometri su questo nastro di cemento costruito nel 1955 per la pura velocità, con curve sopraelevate quasi verticali nella parte alta (fino all’80% di inclinazione!). Un luogo simbolico, abbandonato dalla F1 perché considerato troppo pericoloso per le auto. Oggi non ci si corre più in gara automobilistica, ma lui è ancora lì, piantato in mezzo al parco. E con la vegetazione che si riprende il cemento, sembra quasi una scena da film.
Il finale: ritorno sul circuito F1 per l’ultimo rettilineo
Dopo l’anello, si torna sull’asfalto moderno del tracciato di Formula 1 per gli ultimi istanti di gara. Un bel rettilineo, con l’arco d’arrivo laggiù, nello stesso punto in cui tutto è cominciato. Dove Senna, Schumacher e Verstappen hanno scritto la storia, e dove anche i runner vengono a scrivere la loro.
Tagliare un traguardo disegnato su un circuito di F1, nel Tempio della Velocità, non capita tutti i giorni. L’organizzazione ha fatto un lavoro notevole: un evento che mette insieme prestazione, luogo iconico dello sport e territorio.
Come affrontare questo percorso? I nostri consigli
Primo tranello: la partenza. Con un rettilineo infinito e l’adrenalina che sale, viene voglia di sparare subito. Errore grosso. Come spesso succede, meglio partire un filo controllati e mettersi sul passo obiettivo dopo 1-2 km. Lasciare andare i più esuberanti e correre la propria gara resta un consiglio che paga quasi sempre.
Secondo punto: in autodromo come nel parco, i lunghi rettilinei possono diventare pesanti per la testa, soprattutto se si corre da soli. Trovare un gruppetto al proprio ritmo qui aiuta davvero. E se c’è vento, conta ancora di più: stare coperti in un piccolo plotoncino può far risparmiare secondi preziosi.
Infine, non lo diremo mai abbastanza: tenete qualcosa per il finale. Il passaggio sulla sopraelevata e il rientro sul circuito arrivano quando sei già in piena zona rossa. Ma è anche la parte più memorabile della gara. Arrivare lì con un minimo di lucidità può fare la differenza: chiudere forte e godersi davvero un momento fuori dal tempo.
Una partenza sulla griglia, una fuga dentro un parco reale, un passaggio sull’anello sopraelevato e un finale su uno dei circuiti più veloci del motorsport: il percorso della Mezza Maratona di Monza offre un colpo d’occhio raro e spettacolare. Racconta una storia legata a doppio filo allo sport. Veloce, scorrevole e carico di simboli: mette insieme tutto quello che rende una gara da fare almeno una volta nella vita.