Maratona di Chicago 2025, Jacob Kiplimo sfiora il record del mondo
La Maratona di Chicago ha regalato ancora una volta un grande spettacolo. In condizioni ideali e con un’atmosfera elettrica, l’edizione 2025 è stata teatro di prestazioni eccezionali: Jacob Kiplimo ha vinto la gara maschile in 2h02’23, mentre Hawi Feysa si è imposta tra le donne in 2h14’57. Alla sua seconda maratona soltanto, l’ugandese diventa il settimo miglior atleta di sempre. Ancora una volta, la Maratona di Chicago conferma il suo status di gara dei record.
Partenza a tutta, sulle proiezioni dell’1h59
Fin dal via, con un leggero vento alle spalle, si è capito che sarebbe stata una gara fuori dagli schemi. Il gruppo di testa maschile, guidato da Jacob Kiplimo, John Korir, Amos Kipruto e Alex Masai, ha imposto subito un ritmo forsennato: 5 km in 13’58, 10 km in 28’25, proiezioni nettamente più veloci del record del mondo. Alle loro spalle, il gruppo degli inseguitori, con Conner Mantz e Geoffrey Kamworor tra gli altri, viaggiava su ritmi solidi, da 2h03-2h04. Le condizioni perfette, 13 gradi e poco vento, insieme alla grande densità del gruppo, hanno dato ali agli atleti. Nessuno ha avuto paura di prendersi rischi enormi su un percorso velocissimo, con appena 74 m di dislivello positivo.
Al passaggio alla mezza maratona, il primo gruppo è transitato in 1h00’16, su una proiezione di 2h00’32 all’arrivo: un ritmo più veloce del record del mondo. Davanti, le lepri si fanno da parte: non riescono più a tenere il passo. Da quel momento la gerarchia ha iniziato a delinearsi. Korir, fin lì saldamente al comando, ha mostrato i primi segnali di cedimento; al contrario, l’ugandese Jacob Kiplimo sfoggiava un grande sorriso e una facilità impressionante. Poco dopo l’1h20 di gara, il primatista mondiale della mezza maratona, autore di 56’42 a Barcellona a febbraio, ha preso il comando delle operazioni e ha cambiato marcia: un’accelerazione decisiva, che non ha lasciato a John Korir alcuna possibilità di seguirlo. Dal 30° chilometro era dunque solo, lanciato verso la vittoria, con un passaggio in 1h25’31, il più veloce di sempre sulla distanza intermedia.
Jacob Kiplimo irresistibile, ma il record del mondo può aspettare
In testa, Kiplimo sembrava imprendibile, con una falcata che si allungava chilometro dopo chilometro. Alla sua seconda maratona soltanto, il 24enne ugandese ha mostrato inizialmente una facilità disarmante. Poi, come spesso accade sulla distanza regina, la legge della maratona ha presentato il conto. Le gambe si sono fatte pesantissime e il sorriso ha lasciato spazio alla sofferenza. Nonostante il calo, ha vinto in 2h02’23, nuovo primato personale e settima miglior prestazione mondiale di sempre. Alle sue spalle, Amos Kipruto ha chiuso secondo in 2h03’54, mentre Alex Masai ha completato il podio in 2h04’37, con tanto di record personale.
L’altra grande prestazione della giornata porta la firma di Conner Mantz. L’americano ha tagliato il traguardo al quarto posto, in 2h04’43. Ha così battuto il record nazionale, che resisteva da 23 anni: 2h05’38, stabilito da Khalid Khannouchi nel 2002. Un risultato che conferma la crescita della maratona nordamericana sulla scena mondiale.
Hawi Feysa corre in un’altra dimensione
Tra le donne la gara ha offerto meno suspense, ma lo spettacolo non è mancato. L’etiope Hawi Feysa, terza alla Maratona di Tokyo all’inizio dell’anno, ha preso il comando già nei primi chilometri insieme alla tanzaniana Magdalena Shauri. Le due sono passate alla mezza in 1h07’30, prima che Feysa si staccasse poco prima del 30° chilometro. Solida, regolare e perfettamente in controllo, ha vinto in 2h14’57, quinta miglior prestazione di sempre e un tempo straordinario sotto le 2h15. Una prova d’autore. Megertu Alemu ha chiuso seconda in 2h17’18, mentre Shauri ha completato il podio in 2h18’03, firmando un nuovo record nazionale per la Tanzania. La profondità del campo femminile è stata eccezionale, con cinque atlete sotto le 2h20.
La francese Mélody Julien non ha demeritato. Ha rischiato, correndo in un gruppo lanciato su ritmi da 2h21, con il record francese nel mirino. Dopo un passaggio solido alla mezza in 1h10’44, ha accusato il colpo a partire dal 30° chilometro. L’atleta della nazionale francese ha tagliato il traguardo in 2h27’08. Un tempo lontano dal suo primato personale, ma potrà consolarsi con il prestigioso decimo posto in una grande Major.
I risultati della Maratona di Chicago 2025
Top 10, donne
1. Hawi Feysa (ETH) 2h14’56
2. Megertu Alemu (ETH) 2h17’18
3. Magdalena Shauri (TAN) 2h18’03
4. Loice Chemnung (KEN) 2h18’23
5. Mary Ngugi-Cooper (KEN) 2h19’25
6. Natosha Rogers (USA) 2h23’28
7. Dakotah Popehn (USA) 2h24’21
8. Florencia Borelli (ARG) 2h24’23
9. Gabriella Rooker (USA) 2h26’32
10. Mélody Julien (FRA) 2h27’08
Top 10, uomini
1. Jacob Kiplimo (UGA) 2h02’23
2. Amos Kipruto (KEN) 2h03’54
3. Alex Masai (KEN) 2h04’37
4. Conner Mantz (USA) 2h04’43
5. Huseydin Mohamed Esa (ETH) 2h04’50
6. Seifu Tura (ETH) 2h05’17
7. Geoffrey Kamworor (KEN) 2h05’31
8. Philemon Kiplimo (KEN) 2h06’14
9. Rory Linkletter (CAN) 02h06’49
10. Bashir Abdi (BEL) 02h07’08
Ancora una volta, la Maratona di Chicago ha confermato il suo rango: un percorso veloce, un’organizzazione impeccabile e un pubblico incandescente. Dopo Kelvin Kiptum e il suo record del mondo nel 2023, la città ha vibrato di nuovo al ritmo delle grandi prestazioni. Gli atleti si sono presi rischi enormi e il record del mondo è stato vicinissimo, ma questa volta la legge della maratona ha deciso diversamente. Jacob Kiplimo ha comunque confermato di essere il volto del futuro, e anche del presente, della maratona. Hawi Feysa ha dimostrato di essere ormai tra le migliori: entra nel circolo ristrettissimo delle atlete capaci di correre sotto le 2h15. Chicago resta sempre Chicago, una Major prestigiosa che ogni anno regala prestazioni straordinarie. L’appuntamento è già fissato per il prossimo anno: la 48ª edizione si correrà l’11 ottobre 2026…