Maratona di Parigi 2026, ristori senza bicchieri né bottiglie: una prima mondiale nel running
La Maratona di Parigi 2026 si prepara a scrivere una pagina storica. Dalla prossima edizione, in programma il 12 aprile, ai punti di ristoro non ci saranno né bottiglie di plastica né bicchieri di carta. I runner dovranno portare con sé il proprio contenitore per idratarsi. Una prima mondiale per un evento di queste dimensioni, con oltre 55.000 finisher nel 2024, e una svolta ecologica che potrebbe ispirare altre grandi gare in tutto il mondo.
Ristori senza contenitori usa e getta
La 49ª edizione della Maratona di Parigi segnerà probabilmente una svolta nel mondo del running. ASO (Amaury Sport Organisation), l’organizzatore della gara, ha deciso di intensificare il proprio impegno sul fronte ambientale. Dalla prossima edizione, ogni partecipante dovrà presentarsi al via con il proprio contenitore per l’idratazione: flasque morbida, bicchiere pieghevole o zaino idrico. Spariranno così le immagini di migliaia di bicchieri abbandonati a terra nei punti di ristoro.
L’organizzazione ha preparato il passaggio per gradi. Le bottiglie di plastica erano già state eliminate dai tavoli nel 2024, sostituite dai bicchieri di carta. Questi ultimi, accolti con favore dai runner, avranno però vita breve. Il nuovo sistema entrerà in vigore nel 2026.
Un sistema studiato per non rallentare la gara
In maratona, il ristoro è un momento a sé. E per alcuni runner può essere persino motivo di apprensione. Concentrati sulla propria falcata, devono rallentare e cambiare traiettoria per raggiungere i tavoli. I volontari tendono le braccia, i corridori riducono il passo per afferrare al volo qualche sorso provvidenziale… In pochi secondi bisogna restare lucidi, idratarsi correttamente, fare il pieno di energie e ripartire senza spezzare il ritmo. Queste soste, spesso caotiche, sono però fondamentali per la prestazione: aiutano a evitare il colpo di calore, tengono lontani i crampi e possono salvare il cronometro.
La grande domanda resta: come conciliare l’idratazione senza bicchieri con la performance? Gli organizzatori promettono un sistema efficace.
➔ I volontari saranno pronti a riempire rapidamente i contenitori dei runner.
➔ Fontanelle con pulsante e una portata elevata permetteranno un riempimento rapidissimo, in meno di due secondi per una flask da 350-400 ml.
➔ Aumenterà il numero dei punti acqua, con un ristoro ogni 2-2,5 km a partire dalla mezza maratona, così da evitare le code.
Il sistema sarà testato sul campo già domenica 5 ottobre alla Marathon de Lyon, prima di essere adottato per le strade di Parigi l’anno prossimo.
La Maratona di Parigi punta a diventare più green
La decisione rientra in un progetto più ampio: ridurre al minimo l’impatto ambientale dell’evento. Oltre a eliminare i contenitori usa e getta, nel 2026 i finisher potranno rinunciare alla tradizionale maglietta ricordo per finanziare la piantumazione di un albero. Un gesto simbolico ma significativo, che dimostra la volontà di ASO di andare oltre i semplici aggiustamenti logistici.
Negli ultimi anni il gruppo ha moltiplicato gli sforzi sul fronte della sostenibilità. E la Maratona di Parigi non fa eccezione. L’evento parigino segue un ambizioso percorso di responsabilità sociale d’impresa. Firmataria dal 2017 della carta dei grandi eventi ecosostenibili, lavora per ridurre il proprio impatto ambientale, dai rifiuti all’acqua, dall’energia alla mobilità sostenibile, e promuove valori sociali come inclusione e solidarietà.
Una nuova abitudine per i runner
Già molto diffusa nel mondo del trail, questa evoluzione segnerà probabilmente una svolta nelle abitudini dei maratoneti e dei runner su strada in generale. L’idratazione diventerà un gesto da preparare in anticipo: scegliere il contenitore giusto, allenarsi a usarlo, verificarne comfort e accessibilità durante la gara. Perché in maratona ogni secondo conta e l’idratazione è una componente essenziale della prestazione.
L’edizione 2026 della Maratona di Parigi sarà dunque un laboratorio a cielo aperto. Molti organizzatori seguiranno con attenzione ciò che accadrà nella capitale, per capire se questa scommessa audace potrà diventare un nuovo standard. Per i runner sarà necessario accettare un piccolo cambiamento nelle proprie abitudini, correndo in modo più responsabile senza compromettere la performance.
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