On Cloudboom Strike 2, la scarpa con piastra in carbonio che può finalmente portare On tra i grandi
Fondata nel 2010, On è uno dei brand più giovani nel running. In pochi anni la casa svizzera ha costruito un vero impero con modelli iconici come la Cloudmonster: i famosi “cloud” sono ovunque, ai piedi dei runner della domenica ma anche di chi vive di sneaker e apprezza un design minimal e curatissimo. Eppure, per diventare un leader indiscusso manca ancora un tassello: la legittimazione tra gli élite, soprattutto in maratona, contro Nike, adidas e Asics che presidiano i podi da anni. Con la Cloudboom Strike 2 On entra a gamba tesa proprio lì. E visti i risultati di questa stagione con Hellen Obiri a Londra e Yeman Crippa a Parigi, questa Cloudboom Strike 2 potrebbe davvero spingere il marchio verso un altro livello. Ecco cosa rende speciale questa scarpa.
On, dominante ovunque… ma non ancora nel mondo delle scarpe con piastra in carbonio
È un po’ questo il paradosso di On negli ultimi anni. Il brand svizzero è esploso sul piano commerciale, trainato da modelli come Cloudmonster e Cloudsurfer, diventati daily trainer di riferimento e presenze fisse anche nel lifestyle sneaker. Su quel terreno è difficile trovare un vero rivale: posizionamento unico, presenza capillare negli USA, soprattutto tra gli appassionati di moda. Ma nel segmento più “purista” e selettivo delle scarpe da gara con piastra in carbonio, On finora era rimasta un filo indietro. La serie Cloudboom Echo aveva posto le basi, poi la prima Cloudboom Strike aveva aggiunto più spinta, senza però imporsi davvero contro le regine del mercato.
La Cloudboom Strike 2 cambia chiaramente le carte in tavola. E non è solo storytelling: il brand svizzero ha imparato molto dai modelli precedenti e questa nuova scarpa mostra segnali incoraggianti. È già andata forte (e ha già dato prova di sé) sulle strade questa stagione, ancora prima dell’uscita ufficiale.
CloudTec Sphere, una nuova geometria per più ritorno elastico e ammortizzazione
La grande novità di questa seconda generazione è l’arrivo della CloudTec Sphere, un’evoluzione del sistema di schiume On. In pratica, la geometria dei Clouds è stata ripensata con canali di ammortizzazione progettati apposta per migliorare comfort ed efficienza di corsa sulla distanza della maratona. Visivamente può spiazzare: due blocchi di schiuma che si incastrano tra loro e lasciano intravedere uno “spazio” nell’intersuola. Ma il risultato si sente: più rimbalzo e migliore assorbimento degli impatti.
Questa nuova geometria si appoggia anche su una Helion HF rivista, più leggera del 15% rispetto alla generazione precedente (e, secondo On, più morbida del 20%). C’è poi una piastra Speedboard in carbonio curvata, posizionata tra due strati di schiuma a densità diversa, pensata per accompagnare la transizione del piede a ogni passo.
I risultati già ottenuti dagli atleti che corrono con la LightSpray Cloudboom Strike 2 confermano la posizione di On all’avanguardia dell’innovazione nella corsa su strada di alto livello. Per la Cloudboom Strike 2, il nostro obiettivo non era solo massimizzare la velocità, ma anche permettere agli atleti di mantenerla quando si entra nelle fasi decisive di una maratona. Combinando la nostra tomaia LightSpray con la nuova tecnologia CloudTec Sphere, abbiamo creato un vantaggio unico che dà la sensazione di gambe fresche e aiuta gli atleti a preservare la performance fino agli ultimi chilometri di gara.
Due versioni, due filosofie
On non lancia una, ma due scarpe: la Cloudboom Strike 2 “classica” e la LightSpray Cloudboom Strike 2, la versione più premium, senza lacci. La differenza sta soprattutto nel peso, a livello di tomaia.
La LightSpray riprende la celebre tecnologia della tomaia “spruzzata” da un braccio robotico: un processo unico e ultra innovativo che sostituisce una produzione tradizionale fatta di quasi 200 passaggi con un’unica operazione automatizzata, in pochi minuti. Risultato: tomaia senza cuciture, senza colla, senza lacci, una vera seconda pelle. E soprattutto, tanta leggerezza in più. E oggi, in maratona, il peso della scarpa è un fattore enorme in termini di prestazione. Questa LS Cloudboom Strike 2 è semplicemente la scarpa con piastra in carbonio più riuscita che On abbia mai messo sul mercato.
Scheda tecnica — ON CLOUDBOOM STRIKE 2
Categoria: scarpa da gara con piastra in carbonio
Utilizzo: maratona
Tecnologie: CloudTec Sphere, Helion HF, Speedboard in carbonio curvata
Terreno: strada
Livello: runner esperto
Peso: 191 g
Altezza suola: 39 mm (tallone) / 34 mm (avampiede)
Drop: 5 mm
Prezzo: 250 €
Disponibile dal 30 luglio 2026
Scheda tecnica — ON LIGHTSPARY CLOUDBOOM STRIKE 2
Categoria: scarpa da gara con piastra in carbonio (versione élite)
Utilizzo: maratona
Tecnologie: CloudTec Sphere, Helion HF, Speedboard® in carbonio curvata
Tomaia: LightSpray, senza cuciture, senza lacci
Terreno: strada
Livello: runner élite
Peso: 158 g
Altezza suola: 39 mm (tallone) / 34 mm (avampiede)
Drop: 5 mm
Prezzo: 320 €
Disponibile dal 30 luglio 2026
Già validataa dai migliori atleti del mondo
E non è solo sulla carta che la Cloudboom Strike 2 impressiona. Uno studio condotto con l’Università di Città del Capo indica un guadagno dell’1,6% in economia di corsa rispetto ai riferimenti del mercato. Un dato da confermare su scala più ampia, ma che va chiaramente nella direzione giusta.
Soprattutto, la scarpa è già stata un test in condizioni reali sulle strade di questa stagione, ai piedi di diversi atleti On di primo piano. La kenyana Hellen Obiri ha migliorato il personale di 1 minuto e 48 secondi a Londra, correndo 2h15’53. L’italiano Yeman Crippa ha vinto a Parigi con un crono pazzesco di 2h05’18. Joe Klecker, invece, ha demolito il suo record di 4 minuti e 41 secondi a Boston (2h05’56). Tre performance, tre maratone diverse, ma un punto in comune: al massimo livello internazionale la scarpa ha mantenuto le promesse.
Una svolta strategica più ampia per On
On non fa mai nulla per caso, e questo lancio non arriva dal nulla. Si inserisce in un riposizionamento strategico globale annunciato a fine giugno dal brand, durante il suo primo On Running Summit a Parigi. In quell’occasione la casa svizzera ha presentato una nuova identità di marca, «Run On Clouds», pensata per rimettere al centro del racconto di prodotto le sensazioni di corsa più che i soli dati e le metriche. Quattro grandi famiglie strutturano ora la gamma running: Soft, Support, Energy e Speed. E sì, la Cloudboom Strike 2 incarna proprio quest’ultima categoria.
Al di là delle parole, il messaggio è piuttosto chiaro: dopo anni di dominio tra daily trainer e lifestyle, On ribadisce che corsa e performance restano il cuore della sua identità e vuole competere faccia a faccia nel segmento più duro del mercato, quello delle scarpe élite da gara.
Cosa c’è davvero da portarsi a casa
Con la Cloudboom Strike 2, On forse spunta finalmente la casella che le mancava: una scarpa con piastra in carbonio capace di giocarsela con le migliori sul mercato. A 250 € per la versione standard e 320 € per la LightSpray, il brand svizzero non punta certo sull’accessibilità, ed è coerente: premium dichiarato, in linea con l’immagine del marchio. Resta da capire come verrà accolta dal grande pubblico, lontano dai test in laboratorio e dagli atleti sponsorizzati. Ma una cosa è certa: On ha sviluppato una scarpa promettente e non vuole più limitarsi a essere il brand “stylish” del running. Ora vuole anche essere quello che va più forte. Vedere sempre più clouds sui podi delle maratone, da qui in avanti, è tutt’altro che improbabile.
In poco più di quindici anni, On è passata da outsider a uno dei brand più osservati del settore. È tanta roba. Ora le manca solo il timbro dei puristi per consolidare il nuovo posizionamento sulla performance. Con la Cloudboom Strike 2, il marchio sta chiaramente investendo per andarselo a prendere. Appuntamento al 30 luglio per provarla e, soprattutto, appuntamento alle grandi maratone d’autunno per confermare la tendenza vista in questa stagione.