Ekiden di Nantes, una prima edizione tutta da ricordare
Nantes attira da tempo gli appassionati di corsa. Tra la sua maratona e i numerosi eventi sportivi, la città dei Duchi continua ad arricchire il calendario con appuntamenti capaci di coinvolgere un pubblico sempre più ampio. Il 5 ottobre scorso è andata in scena la prima edizione dell’Ekiden di Nantes, una maratona a staffetta.
Il primo Ekiden di Nantes è stato un successo pieno. Festivo, popolare e accessibile, l’evento non è riservato alle élite: c’è spazio per ogni tipo di runner. Gli organizzatori del club di riferimento Nantes Métropole Athlétisme hanno disegnato un percorso che tocca alcuni dei luoghi simbolo del cuore di Nantes, dalle rive della Loira alla pista universitaria dello Stadium Pierre Quinon, passando per l’ippodromo di Nantes. Lungo un tracciato ricco di rilanci, i partecipanti hanno potuto scoprire diversi impianti sportivi. La gara sostiene inoltre il club locale e i suoi atleti, che beneficiano delle ricadute economiche dell’evento. L’obiettivo per il 2026 è ottenere l’omologazione del percorso da parte della Fédération Française d’Athlétisme, così da ufficializzare le prestazioni.
L’organizzazione ha proposto anche il Challenge Entreprise, pensato per i lavoratori. Che si partecipi con gli amici, i colleghi, la famiglia o i compagni di squadra, tutti possono cimentarsi nell’Ekiden. Il principio è semplice: i 42,195 km vengono divisi tra sei frazionisti che percorrono, nell’ordine, 5 km, 10 km, 5 km, 10 km, 5 km e 7,195 km. La varietà delle frazioni permette a runner principianti e più esperti di vivere questo momento conviviale e di contribuire al risultato della squadra. Atleti di livello diverso possono così correre nella stessa formazione.
La squadra più veloce in 2h17’45
A Nantes, gli appassionati di corsa hanno apprezzato una giornata all’insegna dello sforzo collettivo. Ottanta volontari hanno reso possibile lo svolgimento dell’evento. Per questa prima edizione si sono presentati al via 700 runner, distribuiti in quasi 115 squadre. I vincitori dell’Ekiden hanno chiuso in 2h17’45. Florian Gaborit, Hugo Bredin, Marius Loirat, Brice Denis, Tom Gobin e Maelick Marbœuf-Guibert hanno composto la formazione d’oro.
Ogni squadra ha ricevuto una medaglia originale. Ciascun partecipante ha ottenuto un tassello magnetico, simbolo del lavoro di squadra e del ruolo di ogni frazionista. Uniti, i sei elementi formano un grande ciondolo che raffigura il castello dei Duchi di Bretagna, il Grand Éléphant e Anna di Bretagna. Un bel ricordo di una giornata all’insegna della condivisione e dello spirito di squadra.
L’Ekiden, la leggendaria staffetta giapponese
Chi ha detto che la corsa sia uno sport individuale? Nato in Giappone nel 1917, l’Ekiden celebra lo spirito di squadra, la solidarietà e la resistenza. In giapponese, «eki» significa tappa, stazione o fermata, mentre «den» significa trasmettere. In origine, la gara era una staffetta tra Tokyo e Kyoto, organizzata per celebrare il 50° anniversario della capitale. La prova, articolata su tre giorni, copriva oltre 500 km lungo strade giapponesi ricche di storia e leggenda. I frazionisti si passavano una cintura tradizionale portata a tracolla, il «tasuki», nelle vecchie stazioni ferroviarie. Era un omaggio ai messaggeri dell’epoca Edo (1603-1868), incaricati di trasmettere messaggi tra due città.
Il successo fu tale che da allora sono nati altri Ekiden, tra cui il leggendario Tokyo – Hakone, lungo circa cento chilometri. Questa spettacolare e iconica gara di andata e ritorno, organizzata ogni anno all’inizio di gennaio, è ormai una vera tradizione. Oggi è un evento nazionale, ampiamente seguito dai media e considerato uno dei principali appuntamenti sportivi del Paese.
In Giappone non sono fissati in modo rigido né le distanze né il numero dei componenti delle squadre. In Europa, invece, la formula prevede sempre la distanza della maratona suddivisa in sei frazioni.
Per la sua prima edizione, l’Ekiden di Nantes ha riunito quasi 700 runner. L’evento, organizzato dal club locale Nantes Métropole Athlétisme, ha coinvolto partecipanti di ogni livello, pronti a coprire la distanza della maratona con amici, colleghi o familiari. La Città dei Duchi ha regalato una giornata di sport memorabile e conviviale, all’insegna del buonumore e dello spirito di squadra.