Il comico Hugues Lavigne sarà l’ambasciatore della 10 km Onatera Paris 17
La 10 km Onatera Paris 17 torna il 29 novembre con un ospite d’eccezione per celebrare i 40 anni della manifestazione. Il comico francese Hugues Lavigne sarà l’ambasciatore di questa edizione speciale.
Per molto tempo ha calcato i campi da rugby di Tolosa. Domenica 29 novembre, Hugues Lavigne sarà al via della 10 km Onatera Paris 17, di cui sarà anche l’ambasciatore. Un onore per questo ex abitante del 17° arrondissement, dalla stazza imponente, che considera la corsa soprattutto «un modo per sentirsi vivi». Conosciuto per l’autoironia e per il suo umorismo, con cui rilegge con malizia le situazioni quotidiane, Hugues trova in questo sport di endurance una forma di riposo. «Fare lunghe distanze, o anche solo 5 km, e arrivare alla fine esausti lo trovo fantastico: mi calma il cervello», racconta. Anche lui deve fare i conti con disturbi legati all’iperattività, un tema di cui parla apertamente, soprattutto nel suo spettacolo attualmente in cartellone, «Hyperactif».
Da rugbista a maratoneta
Dal rugby alla corsa il passo è breve. Un trasloco, la necessità di preservare il proprio corpo e il passare degli anni lo allontanano gradualmente dalla palla ovale e lo spingono verso una nuova disciplina. Quando arriva a Parigi, a due passi da Pont Cardinet, a 26 anni, Hugues non ha ancora reciso il legame con il rugby, ma trascorre gran parte del tempo in bicicletta, sostenendo il progetto della start-up di consegne tra privati fondata dal fratello. È allora che la corsa entra «più seriamente» nella sua vita.
Con alcuni amici inizia a preparare la maratona di Francoforte. In quel momento la sua esperienza si limita a una sola 10 km, corsa a 18 anni in 42’36”. Ma il percorso della gara tedesca, noto per essere scorrevole, gli fa guardare alla distanza con fiducia, anche perché il piacere prende progressivamente il sopravvento. «Ho cominciato ad apprezzare le lunghe distanze. Superati i 20 km, lo sforzo cambia. Si va oltre i propri limiti e quella sofferenza è molto piacevole», confida.
Oggi, a 35 anni, ha già corso tre maratone e si prepara ad affrontare la famosa 10 km Onatera Paris 17 con un obiettivo preciso: 42 minuti. Una scommessa ambiziosa per questo appassionato di running, che si allena tre o quattro volte alla settimana con un coach a distanza. «Per ora riesco a tenere il ritmo giusto per 5 km, poi muoio», ammette, senza essere certo di riuscirci. Hugues accosta lo stress della partenza di una gara alla tensione che precede l’ingresso in scena. «Ci siamo preparati per questo e dobbiamo spaccare tutto», dice. La corsa è entrata nella sua quotidianità anche per la sua semplicità: «Quando sono in tournée con il mio spettacolo, posso anche correre, scoprire posti nuovi e ricaricarmi al massimo. » Ma anche per la sua dimensione collettiva. «In uno sport individuale si ritrova lo spirito di squadra, ed è importantissimo», sottolinea.
Quando il fallimento diventa una bella storia
A volte il comico prende il sopravvento sul corridore. In alcune gare, Hugues spende energie per filmarsi e creare contenuti umoristici, come ha fatto alla maratona di Tolosa. «Mi sono filmato ogni 5 chilometri, facendo qualche battuta. Si vede benissimo che dal 35° chilometro in poi non sto affatto bene. Forse non mi ha aiutato a livello di prestazione, ma ha fatto ridere parecchie persone e, soprattutto, ha funzionato perché era naturale. Non si può sempre riuscire nella propria sfida, ed è giusto mostrare anche i propri fallimenti.»
È proprio questo il messaggio che vuole trasmettere, da volto simbolo dell’evento sportivo e festoso del 17° arrondissement, in programma a fine novembre. «Tutte le persone presenti, indipendentemente dal tempo che faranno, devono essere fiere di sé. È qualcosa di enorme: sono mesi di preparazione, allenamento, sport, vita.» Per lui, il successo comincia già con l’iscrizione. Che i partecipanti siano soli, in coppia o in squadra, ciò che conta è aver raccolto la sfida: dal primo 10 km completato fino alla qualificazione ai Campionati francesi.
Un ritorno alle origini nel 17° arrondissement
Nel 2027 lo ritroveremo alla Maratona di Parigi, dove proverà a realizzare il suo «sogno»: chiudere in 3h50. Nel frattempo, il 29 novembre, tornerà nell’atmosfera del quartiere dei suoi esordi parigini, sperando di passare vicino alle sue strade preferite: rue Lévis e rue Dulong. «Sono strade incredibili. La prima è lunghissima, piena di negozi, con un caffè in fondo. Nel mio immaginario, quando ero appena arrivato a Parigi e facevo la spesa in rue Lévis, anche se non avevo molti soldi mi dicevo: “Sono un parigino”, e mi sembrava una cosa bellissima e molto elegante. » L’appuntamento è fissato: ci sarà da emozionarsi su un percorso pianeggiante, e non bisognerà perderselo.
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