La Parisienne 2025 porta un esercito di Supereroine per le strade di Parigi
La Parisienne ha riunito quasi 21.000 donne per le strade della capitale domenica 14 settembre. Alla sua 28ª edizione, sostenuta da Nakd, nuovo partner dell’evento per i prossimi tre anni, la manifestazione ha riscosso un grande successo grazie al tema dell’anno: le Supereroine. Runner e camminatrici si sono trasformate in superwoman e catwoman per spingersi oltre la fatica e vivere un’esperienza sportiva unica. Pensato per loro, l’evento si è svolto in uno spazio interamente dedicato alle partecipanti: lo stadio Émile Anthoine e le strade circostanti la Torre Eiffel.
Dalle 9:00 alle 12:30, le donne hanno invaso le strade di Parigi. Dopo essersi presentate in tenuta da gara o con costumi uno più sgargiante dell’altro, si sono radunate sul ponte d’Iéna, allestito per l’occasione. Il via non è stato dato subito: prima c’era da godersi un’atmosfera elettrica, quell’energia contagiosa che solo centinaia di donne cariche a mille riescono a sprigionare. Circondate da capolavori architettonici, le Supereroine non sapevano più dove guardare, tra la Torre Eiffel sullo sfondo e la piazza del Trocadéro dall’alto. Scaldate da quattro speaker scatenati, le partecipanti alla 10 km, riconoscibili dai mantelli viola o rossi, sono partite per prime lungo l’avenue des Nations Unies, seguite a ruota da quelle della 7 km, con maschere glitterate sul viso. Infine, poco dopo le 11:00, le camminatrici hanno chiuso la serie di partenze scaglionate, mentre una pioggerellina iniziava a cadere sulla place de Varsovie.
Il punto di forza? Una gara ancora tutta al femminile
Sono rare le gare riservate esclusivamente alle donne, ed è proprio per questo che sono diventate così ambite dalle dirette interessate. La Parisienne è una di queste. Unica nel suo genere, creata nel 1997 da Patrick Aknin, dal 2019 è organizzata dall’agenzia Golazo. Qui Jennifer Molina, responsabile della comunicazione, svolge un ruolo chiave: «È un’edizione davvero riuscita! Questo fine settimana è stato un successo pieno e siamo felicissimi, spiega la responsabile dell’evento. Quest’anno siamo state fortunate con il villaggio: venerdì c’era bel tempo, quindi c’era tantissima gente, e ieri gli stand dei partner e degli espositori non sono mai rimasti vuoti.» Un successo confermato anche dalla scelta del tema: «Lo scegliamo sempre noi. Cerchiamo temi che ci piacciano e questo, secondo me, è il migliore che abbiamo mai proposto. È piaciuto tantissimo!»
Se gli organizzatori tengono così tanto a mantenere La Parisienne una gara al 100% femminile, è per preservare l’essenza stessa del progetto: dare visibilità alle runner. Una scelta che incontra pienamente il favore delle partecipanti abituali. «Tra l’atmosfera tra donne e l’organizzazione impeccabile, viene voglia di rifarla», sorride Alexandra Selam. Dello stesso parere Garance Perrot, seconda nella 10 km: «Tornerò! Mi ha sorpreso vedere quanto le partecipanti si incoraggiassero a vicenda. Mi ha dato una spinta enorme.» Il carattere esclusivamente femminile non impedisce comunque alla manifestazione di essere inclusiva, anche grazie all’accoglienza di persone con disabilità o a mobilità ridotta: quest’anno erano 50. I due format, 10 km e 7 km, da correre o camminare, permettono a ognuna di trovare la propria dimensione. Per garantire il buon svolgimento dell’evento erano impegnati oltre 1.500 volontari e più di 150 freelance, mentre una quindicina di gruppi musicali animava il percorso dall’inizio alla fine.
«È bellissimo vedere tutte queste donne così potenti!»«
Prestazioni potenti, e molto altro ancora…
Louise Chandon ha chiuso la 10 km in 37'03", senza migliorare il proprio record personale, ma con un sorriso stampato sul volto per un rientro costruito su misura: «Sono venuta perché avevo sentito parlare di questa gara riservata alle donne. Mi sembra un’iniziativa fantastica. Volevo fare un allenamento un po’ impegnativo prima della 20 km di Parigi. Ho pensato che sarebbe stato più bello farlo con altre ragazze invece che da sola», racconta la specialista della strada amante delle lunghe distanze, accreditata di un personale in maratona di 2h56'38".
Lo spirito femminile della gara non ha toccato soltanto il cuore della vincitrice. Per Maud Driguet, dava pieno significato alla sua presenza quella mattina. «È una gara che mi sono sempre persa, e finalmente ho avuto l’occasione di correrla. È incredibile, ci sosteniamo tutte. Promuovere così lo sport femminile è davvero magnifico, e lo è ancora di più da quando sono diventata mamma», racconta l’atleta, tornata alle competizioni «in grande stile» un anno dopo aver partorito due gemelli. «Mi hanno portata fino al traguardo e ho chiuso con il mio miglior tempo sulla 10 km», si è rallegrata la portacolori del club Infinity Run.
Una prima 10 km portata a termine, ottimi tempi all’arrivo, record battuti da alcune partecipanti… ma soprattutto emozioni a fior di pelle. Come quelle di due giovani sconosciute, abbracciatesi come vecchie amiche dopo aver tagliato insieme il traguardo. «All’ultimo chilometro stavo per fermarmi, ma lei mi ha teso la mano. Mi sono detta: ‘Dai, la seguo e arriviamo insieme’. Stavo cedendo. E lei era lì. La persona giusta al momento giusto», ha raccontato Norine Djemel, parlando della sua eroina del giorno, Hind Khayati. «Una cosa così si trova solo tra ragazze», conclude Jennifer Molina, la cui missione può dirsi pienamente compiuta. «È bellissimo vedere tutte queste donne così potenti!», esclama infine Norine, fondatrice di Girls who run Paris.
Dotate dei loro superpoteri, le 21.000 parigine che hanno tagliato il traguardo sull’avenue Joseph-Bouvard sono state premiate con una splendida medaglia decorata da un logo ispirato all’universo delle Supereroine. Un riconoscimento meritato, visto lo sforzo necessario per correre o camminare per 7 o 10 km. Per recuperare le energie, il villaggio allestito nello stadio Émile-Anthoine offriva lo spazio ideale. Tra lettini e gadget distribuiti dai vari partner, le finisher avevano di che dirsi soddisfatte.