Marathon Vert Rennes School of Business: Duncan Perrillat si riprende la corona, Etienne Daguinos chiude in bellezza sui 10 km
La capitale bretone si è rimessa l’abito della festa per una nuova edizione del Marathon Vert Rennes School of Business. I cronometri hanno parlato, ma la vera storia del weekend si legge negli sguardi scambiati tra atleti e spettatori. Duncan Perrillat (2h11’38) ha ritrovato il suo terreno di gioco preferito sulla distanza regina della corsa, mentre Etienne Daguinos (27’41) ha trasformato la notte in uno show sui 10 km.
La città di Rennes ha indossato ancora una volta i panni della capitale del running per un’edizione del Marathon Vert Rennes School of Business ricca di sudore, applausi e atmosfera bretone. Sotto la pioggerellina, le gambe hanno volato e i record hanno tremato. Tra i protagonisti della giornata, un uomo si è ripreso il suo territorio preferito, Duncan Perrillat. Il pubblico lo ama. E lui ama una maratona che non lo delude mai. Poco più tardi, nella gara notturna, Etienne Daguinos ha trasformato a sua volta i 10 km in una dimostrazione sotto i riflettori. Rennes sa accogliere i suoi campioni.
Duncan Perrillat, ritorno in grande stile e record
Due settimane dopo il ritiro a Chicago, il campione francese 2022 è venuto a cercare qualcosa di diverso dalla rivincita: prima di tutto, il piacere di correre. « Sono sempre felicissimo di correre a Rennes, è una città che adoro. Considero questa maratona un lungo allenamento. Se sto bene, non escludo un tempo rispettabile », diceva prima del via. In gara ha gestito lo sforzo, passando alla mezza maratona in 1h04’45, poi si è involato da solo verso la vittoria in 2h11’38, nuovo record del percorso. Al traguardo, il sorriso diceva tutto: « A Rennes non puoi essere infelice quando vinci e stabilisci il record… Mi sono divertito dall’inizio alla fine. »
Alle sue spalle, la gara ha riservato qualche sorpresa. Il campione uscente Freddy Guimard, partito come lepre, non è stato ripreso e ha chiuso al secondo posto, incredulo ma felicissimo: « Rallento e vedo che sono ancora terzo… Così ho continuato senza forzare e sono arrivato secondo. Non me l’aspettavo proprio ». Enzo Marie ha completato il podio al termine di una prima maratona solida, segnata da un passaggio difficile al 33° chilometro ma anche da tanta fierezza all’arrivo.
Sélina Leroy, la tattica che colpisce duro
Tra le donne, la sfida ha premiato Sélina Leroy, arrivata a Rennes con un piano studiato al millimetro, a 3’48/km. Paziente e implacabile, ha piazzato l’attacco intorno al 27° chilometro e ha resistito fino al traguardo, vincendo in 2h37’53 e demolendo il proprio record personale. L’ultimo chilometro? « Durissimo, soprattutto a livello mentale», raccontava, già proiettata verso il ritorno sui 100 km e i Mondiali. Camille Chaigneau, a lungo al comando, ha conquistato un ottimo secondo posto (2h39’12): la sua costanza ha pagato.
Malory Leroy, la sorella gemella, ha completato un podio tutto di famiglia in 2h43’06: « Pensavo di essere partita troppo forte, ho sofferto, ma i volontari mi hanno aiutata a dimenticare il dolore », raccontava commossa. Fanny Malagré, atleta locale dello Stade Rennais Athlétisme, ha firmato il personale (2h43’51) e conservato il titolo regionale: « Un po’ di vento, un po’ di pioggia, ma le condizioni erano uguali per tutti. Sono molto soddisfatta », spiegava, già concentrata sui prossimi appuntamenti di Nîmes e Nevers.
Etienne Daguinos illumina i 10 km notturni
La notte bretone ha offerto la cornice perfetta ai 10 km Lamotte. Sabato sera, Etienne Daguinos, primatista francese dei 10 km (27’04 nel 2024 a Lille), non ha lasciato spazio agli avversari: 27’41 e una dimostrazione di velocità pura. « Correre di notte con un tifo così intenso è semplicemente pazzesco, il pubblico bretone non delude mai », commentava dopo la gara. La sua stagione si chiude con il sorriso: « Sono orgoglioso di quello che ho fatto quest’anno e di concludere la stagione con questa gara. Ora spazio alle vacanze. »
Non lontano dall’uomo del momento, Valentin Goudouin ha confermato le proprie ambizioni (27’49) e non ha nascosto il suo obiettivo: « Punto a correre sotto le 2h07 a Valencia il 7 dicembre ». Adbelkarim Ben Zhara (28’28) e Maël Sicot (7° in 29’29) hanno saputo mettersi in luce, confermando la profondità del campo partenti. In totale, 21 uomini sono scesi sotto i 30 minuti, una prova dell’altissimo livello della gara.
Marie Bouchard, la locomotiva regionale
Nei 10 km femminili, Marie Bouchard ha fatto la voce grossa: 32’50 e record personale, migliorando il precedente 33’05 del 2022, a ulteriore conferma del suo status di riferimento del running bretone. « QQuesta vittoria mi fa bene e dimostra che sono sulla strada giusta per il futuro », raccontava, trascinata da un’atmosfera locale ancora una volta galvanizzante. Saadia Fadili (33’32) e Laurine Beucher (33’37) hanno completato il podio.
Al di là dei vincitori e dei record, il Marathon Vert Rennes resta un momento in cui la città si stringe attorno alla corsa. Nomi gridati, mani che applaudono, benevolenza lungo l’asfalto: Rennes trasforma ogni arrivo in una grande festa. Perrillat lo ha riassunto con una frase, parlando dell’atmosfera: « all’arrivo non puoi che essere felice ». Domenica, in molti sono tornati a casa con qualcosa in più dei tempi: storie, sorrisi e nuovi progetti.
✔ Tutti i risultati dell’edizione 2025 del Marathon Vert Rennes School of Business.