Maratona della Libertà 2026, François Leprovost e Valentin Gondouin brillano sulle terre dello Sbarco

Dorian Vuillet
Da Dorian Vuillet

Pubblicato il mer 9 settembre 2026

Aggiornato il mer 9 settembre 2026

Maratona della Libertà 2026, François Leprovost e Valentin Gondouin brillano sulle terre dello Sbarco
© Marathon de la Liberté 2026

Un fine settimana di sport e memoria sulle spiagge dello Sbarco. Domenica, esattamente 82 anni dopo il D-Day, la Maratona della Libertà ha celebrato la sua 39ª edizione sulle strade della Normandia. François Leprovost ha vinto la maratona allo sprint, Valentin Gondouin ha dominato la mezza e Pierre Emile e Noémie Brioul hanno riscritto i record dei 10 km. Una giornata da ricordare.

Ci sono gare che hanno un’anima. La Maratona della Libertà è una di queste, forse più di qualunque altra in Francia. Dal 1988, l’evento rende omaggio attraverso lo sport agli avvenimenti del D-Day, con percorsi che attraversano i luoghi simbolo dello Sbarco e della Battaglia di Normandia, come le spiagge di Juno e Sword, il Casino di Ouistreham e il Pegasus Bridge. Nessun’altra maratona in Francia, e pochissime al mondo, permettono di correre 42 km proprio nei luoghi in cui si è compiuta la Liberazione. Domenica 7 giugno, per la 39ª volta, migliaia di corridori hanno preso il via da Courseulles-sur-Mer costeggiando il litorale normanno, con lo Stade Hélitas di Caen e una medaglia da collezione al collo come traguardo. Più di 30.000 partecipanti, sette gare, un omaggio al D-Day. Il Normandy Running Festival, in tutta la sua portata.

François Leprovost, il trionfo in 200 metri

La gara maschile della maratona si è trasformata in una lunga partita a poker, chiusa con il più breve dei finali. François Leprovost (SPN Vernon), nativo di Bayeux, a due passi da Caen, aveva cerchiato questa data sul calendario fin dall’inverno. Secondo l’anno scorso, tornava con un solo obiettivo. E ha avuto la pazienza necessaria. Per oltre 42 chilometri, il normanno ha corso gomito a gomito con Pierre-Antoine Ruel (Stade Saint-Lois) e Anthony Avril (Stade Olympique du Maine). I tre sono entrati insieme nello Stade Hélitas, a pochi passi l’uno dall’altro. Poi Leprovost ha lanciato lo sprint. Nonostante i crampi nel finale, ha fatto la differenza negli ultimi 200 metri. L’arrivo si è deciso in cinque secondi: 2h27’13 per lui, 2h27’14 per Ruel e 2h27’18 per Avril. Un podio racchiuso in un fazzoletto, come se ne vedono raramente in maratona. Sul traguardo, l’emozione dei familiari presenti è esplosa all’improvviso.

Tra le donne, Julie Ripa (Paris Sport Club) ha preso il largo molto prima dell’arrivo. La parigina si è imposta in 2h57’05”, con oltre quattro minuti di vantaggio sulla seconda. Élodie Percel (ES Troarn), originaria del Calvados e in gara sulle strade di casa, ha migliorato il proprio record di oltre dieci minuti, chiudendo in 3h01’45”. Una prestazione XXL per l’atleta di Troarn, che ha preceduto Chloé Naquin (ASPTT Orléans, 3h03’44”).

Valentin Gondouin, a velocità di crociera

Nella mezza maratona Pegasus, che parte dal Pegasus Bridge, il primo ponte liberato in Europa nella notte del 5 giugno 1944, c’era una sola domanda: con quanto margine Valentin Gondouin avrebbe staccato gli avversari. La risposta è arrivata in fretta. Il nativo di Flers, nell’Orne, oggi tesserato per lo Stade Saint-Lois, ha chiuso i 21 km in 1h04’35” alla sua prima partecipazione alla gara. Un esordio che ha avuto il sapore della dimostrazione di forza. Medaglia di bronzo individuale e campione d’Europa a squadre nella Coppa Europa dei 10.000 metri a La Spezia lo scorso maggio, Gondouin sta costruendo una stagione di altissimo livello. Il suo personale sulla mezza è di 1h00’17, mentre il primato in maratona è di 2h07’54: tempi che ne fanno uno degli atleti francesi più versatili sulle lunghe distanze. Tra due mesi, appuntamento a Birmingham per i Campionati europei di maratona, dal 10 al 16 agosto 2026. La mezza di Caen sembrava più un test di lusso che uno sforzo massimale.

Alle sue spalle, Clément Lhotellerie (Charleville-Mézières, 1h06’39) e Geoffrey Le Déan (SPN Vernon, 1h07’40) hanno completato un podio senza grandi sorprese. Tra le donne, Émilie Gavens (Pont-Audemer AC) ha firmato una storica tripletta. L’atleta dell’Eure ha vinto per la terza volta a Caen, dopo i successi del 2022 e del 2025, in 1h19’15. «Con il vento, nel finale è stata dura. Ma è anche per questo che facciamo questo sport», sorrideva al traguardo. Anne Le Cunuder (Stade Rennais Athlétisme, 1h20’51) e la normanna Émeline Siard (AS Tourlaville, 1h22’25) hanno completato il podio.

Pierre Emile e Noémie Brioul, i record dei 10 km

Il giorno prima della gara, Pierre Emile (AS Querqueville) era finito a terra nei 1.500 metri di Angers. «Sono caduto dopo 450 metri. Non mi sono fatto male, ma era finita», raccontava. Eppure, dopo poche ore e una notte breve, il normanno ha tagliato per primo il traguardo dei 10 km, firmando anche il record della gara. Il suo 29’55 cancella il precedente primato del britannico Chris Davies, 30’11, che resisteva dal 2008. Leprovost e i suoi compagni non sono stati gli unici a vivere una mattinata ricca di colpi di scena. «Eravamo insieme fino al quinto chilometro. In fondo alla discesa mi sono ritrovato da solo. Sentivo di stare bene, quindi ho continuato», spiega il fondista, che aveva ben presente il record da battere. «Il percorso non è dei più scorrevoli, quindi sono soddisfatto di essere sceso sotto i trenta minuti correndo piuttosto in gestione».

Al secondo posto troviamo Quentin Cornu (Intrépide de Pré-en-Pail, 30’13), mentre il terzo è Marc Lauret (SPN Vernon, 30’39). Emile non aveva mai potuto correre a Caen: il calendario era sempre d’intralcio, perché la pista restava la sua priorità. Voleva venire da tempo. E non sarà rimasto deluso. Il suo personale sui 10 km, vale la pena ricordarlo, è di 29’22… ottenuto dopo una caduta. Quest’estate punta a scendere sotto i 14 minuti sui 5.000 metri.

Dall’altra parte della classifica, Noémie Brioul (AC Boulogne-sur-Mer) non aveva nemmeno previsto di essere al via. La nordista era a Caen per suo fratello, che vive in Normandia, non certo per andare a caccia di un record. «Non avevo previsto di venire, ma era l’occasione per passare del tempo con mio fratello», raccontava. «Ho deciso all’ultimo momento. L’obiettivo era divertirmi e scoprire la città.»

Aveva però notato che il record della gara era di 33’59 e lo ha migliorato di cinque secondi, chiudendo in 33’54. «Avevo questa piccola sfida: provare a batterlo», proseguiva. Atleta Kiprun e dipendente di Decathlon, la 25enne si sta preparando per la pista e punta a qualificarsi ai Campionati francesi dei 5.000 metri. Nessuna preparazione specifica su strada, dunque, eppure un tempo a pochi secondi dal personale di 33’46. Ha preceduto Aurore Guérin (34’50) e Mathilde Degenetais (35’07). Fuori dal palmarès, da segnalare anche la partecipazione di Aristide Olivier, sindaco di Caen, che ha completato i 10 km in poco più di un’ora. Anche il simbolo conta.

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