Maratona delle Alpi Marittime Nizza-Cannes 2025, un'edizione da record segnata dal dramma al traguardo
La Costa Azzurra ha vissuto una domenica fuori dall'ordinario, con quasi 22.000 runner alla Maratona delle Alpi Marittime Nizza-Cannes 2025, sotto un sole splendente e tra gli applausi a ogni angolo di strada. Atmosfera incredibile, vittorie keniane e grande partecipazione popolare: tutto sembrava perfetto. Eppure, a pochi metri dal traguardo, una tragedia ha ricordato che la maratona, per quanto magica, non risparmia nessuno. Un'emozione intensa, in cui la gioia di superare i propri limiti si è intrecciata al silenzio doloroso della perdita, per un'edizione luminosa e fragile allo stesso tempo.
Domenica 9 novembre 2025 resterà impressa nella memoria della Costa Azzurra. La 17ª edizione della Maratona delle Alpi Marittime Nizza-Cannes si è svolta in condizioni splendide: quasi 22.000 corridori al via delle quattro formule (maratona individuale, duo, staffetta e 20 km da Nizza a Villeneuve-Loubet), un record di partecipazione, volti felici, un mare scintillante e un nastro azzurro da Nizza a Cannes. Eppure, dietro l'entusiasmo e le prestazioni, una terribile notizia ha ricordato che lo sport, per quanto esaltante, può improvvisamente oscurarsi.
La luce di un percorso da sogno
Il tracciato resta uno dei più belli di Francia: partenza dalla Promenade des Anglais di Nizza, passaggio da Saint-Laurent-du-Var, Cagnes-sur-Mer, Villeneuve-Loubet, Antibes/Juan-les-Pins e Golfe-Juan, prima dell'arrivo sul Boulevard de la Croisette a Cannes, a due passi dal Palais des Festivals. Una strada che unisce mare, palme, ombra gentile e luce abbagliante. Con circa 70 metri di dislivello positivo complessivo, il percorso permette a molti di sognare una splendida 42,195 km, anche alla prima esperienza.
Quest'anno le iscrizioni hanno raggiunto il tutto esaurito con sei mesi di anticipo. I 21.753 iscritti, di cui circa il 30% proveniente dall'estero e il 33% di donne sulla distanza regina, si sono presentati al via. Erano rappresentate 85 nazioni, per un gruppo cosmopolita lanciato su un nastro azzurro. La scenografia era pronta per un momento unico.
Prestazioni da assaporare
L'élite non ha deluso. Il keniano Dickson Kiprop ha avuto la meglio in 2h13'30, precedendo i connazionali Rugut Kipchumba (2h15'17) e Moses Kimulwo (2h17'38). Tra le donne, il Kenya ha ancora una volta dominato. Irène Korir ha conquistato la vittoria in 2h39'41, davanti a Winnie Jebet (2h44'46) e Lilli Borries Gruber (2h51'00). I titoli di prima classificata francese e primo classificato francese sono andati a Laurent Yardin (4° in 2h21'33) e Mélodie Subiros (4ª in 2h53'08).
Anche le staffette, le coppie e le formule duo e duo-21 km hanno regalato soddisfazioni ai partecipanti. Tra loro c'erano moltissimi esordienti: quasi il 49% dei maratoneti al via quel giorno affrontava per la prima volta la distanza regina, in una cornice eccezionale. Il percorso e l'atmosfera contribuivano a trasformare questa edizione in una vera festa della corsa.
Benjamin Berkoukchi ed Emilie Brouard vincono la 20 km
La 20 km ha regalato una bella battaglia, in cui ogni passo contava e la densità del gruppo non ha concesso tregua ai corridori. Al maschile ha avuto la meglio Benjamin Berkoukchi che ha tagliato il traguardo in 1h06'52, conquistando la vittoria al termine di una prova gestita con grande controllo. Matthieu Kirion lo ha seguito da vicino in 1h07'43, dimostrando che la concorrenza non ha mollato fino all'ultimo metro. Aziz El Barrah ha completato il podio in 1h08'23, assicurandosi un meritato terzo posto per Aix Athlé Provence.
Anche la gara femminile ha offerto suspense e grande regolarità. Emilie Brouard ha dettato il ritmo dall'inizio alla fine, tagliando il traguardo in 1h17'45 e imponendosi con autorità e sicurezza. Constance Gallery des Granges si è presa il secondo posto in 1h19'55, mentre Céline Plasseraud ha completato il podio in 1h20'37, a conferma dell'elevato livello del terzetto di testa.
L'ombra sulla Croisette
Ma mentre i sorrisi comparivano all'approssimarsi del traguardo della maratona, una tragedia ha turbato l'aria azzurra. Un giovane corridore di 27 anni, originario dell'Alsazia, è crollato a 100 metri dal traguardo, vittima di un arresto cardiocircolatorio. Nonostante i tentativi di rianimazione dei vigili del fuoco, non è stato possibile salvarlo. La vittima, un corridore abituale, si preparava da un anno. La moglie lo accompagnava a bordo strada. Il sindaco di Cannes, presente sul posto, ha espresso le sue « sentite condoglianze alla famiglia e ai suoi cari ».
La gioia del successo collettivo ha dunque lasciato spazio a un momento di silenzio, profondo e pesante. La festa è diventata ancora più toccante: tra l'esaltazione di aver tagliato il traguardo e il pensiero rivolto a un corridore che non lo taglierà mai più. Lo sport mostra il suo volto radioso, ma allo stesso tempo ricorda quanto sia fragile.
Un'edizione memorabile, ma anche fragile
L'edizione 2025 resterà nella storia per diversi motivi: record di partecipazione con quasi 22.000 corridori sulle varie distanze, 12.800 iscritti alla maratona, 2.757 alla 20 km, 2.272 alla 2×21 km e 3.924 alla staffetta. Tra loro, il 33% erano donne e il 30% stranieri. Non è mancato l'impegno solidale: 1 euro per ogni iscrizione è stato devoluto alla Banque Alimentaire des Alpes-Maritimes, per un totale di 21.611 euro.
Ma la tragedia ricorda che dietro ogni pettorale ci sono una storia, una vita e tanta fatica. Volontari, soccorritori e amministrazioni comunali hanno lavorato affinché l'evento fosse sicuro, scorrevole e all'altezza della sua bellezza. Il sindaco del dipartimento delle Alpes-Maritimes ha sottolineato la «fierezza» di dare il via, di vedere crescere la gara, ma anche l'emozione che ha segnato questa giornata.
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