Corri con il tuo vecchio: il run club che avvicina le generazioni

Corri con il tuo vecchio: il run club che avvicina le generazioni

SL
Da Sabine Loeb

Pubblicato il gio 10 settembre 2026

Aggiornato il gio 10 settembre 2026

Medico e content creator conosciuta sui social come @doc_edennn, Eden Yaïche ha lanciato un progetto inedito: un run club intergenerazionale che riunisce una cinquantina di runner in coppia con il proprio «vecchio», un omaggio al padre, il suo compagno di corsa più fedele. Viaggio nel progetto «Corri con il tuo vecchio».

Un run club intergenerazionale. È il progetto che Eden e il suo «vecchio» hanno immaginato un anno fa. Il 15 marzo, nel cuore di Parigi, nasce la prima edizione di «Corri con il tuo vecchio». Fin dall’inizio, il concept si distingue dai tradizionali ritrovi di running. L’obiettivo è riunire runner di tutte le età, senza limiti. «Volevamo dimostrare che lo sport non è una questione di età, che unisce, crea ricordi e rafforza i legami tra le generazioni», racconta Eden, medico e content creator sui social. Trascinate dall’energia contagiosa della giovane donna, le prime due edizioni hanno fatto nascere una vera sintonia tra i partecipanti.

Da padre a figlia

In famiglia c’è suo padre. Quello che la figlia osserva fin da piccola con gli occhi spalancati. Ha appena 5 anni quando, durante un viaggio in Thailandia, lo vede soccorrere le vittime dello tsunami che colpisce il Paese nel 2005. In quel momento le appare chiaro: farà il medico. «Ho studiato medicina grazie a lui, o per colpa sua», sorride oggi, ormai laureata e in attività.

Qualche anno più tardi apre un account TikTok dal principio semplice: «Trova la diagnosi in 60 secondi». In breve tempo, lei e suo padre Mickael si prestano al gioco, si sfidano senza sosta e moltiplicano i video dedicati alla salute. Il loro buonumore e la loro ironia conquistano rapidamente una vasta community.

I progetti si susseguono. Anche se la nutrizione resta il suo campo prediletto, Eden la collega progressivamente a un’altra passione: la corsa. Un amore per lo sport trasmesso dal padre fin dall’età di 12 anni, quando corre il suo primo 10 km. « Dopo aver aperto il suo studio, mio padre era aumentato molto di peso. Poi, da un giorno all’altro, si è detto: «Basta, è troppo, devo rimettermi in forma». Ha perso tra i 35 e i 40 chili e ha iniziato ad allenarsi sul serio. Ora ha all’attivo più di 25 maratone e diversi Ironman. È una macchina. Lo vedo fare tutto questo da quando sono bambina», ricorda.

Da allora, i chilometri percorsi insieme si sommano ai ricordi. Eden li condivide regolarmente sui social, fino a dare vita a «Corri con il tuo vecchio», in risposta ai messaggi di molti membri della sua community che desideravano correre anche loro con un genitore, uno zio, una zia o un fratello maggiore.

Anche questa volta, il progetto prende direttamente spunto da suo padre. «Ho sempre visto mio padre far correre le persone. È il suo passatempo», ricorda. «Non ero ancora nata e già lo faceva. Crescendo, mi sono detta che anch’io volevo trasmettere questa cosa. Porta una carica incredibile. Rende felici le persone. Anche per la salute mentale, lo trovo straordinario.» Soprattutto quando si tratta di principianti che si mettono in gioco, trascinati dal proprio compagno o motivati dallo spirito della community. «È davvero gratificante pensare di essere riusciti a far muovere persone che, normalmente, la domenica mattina sarebbero rimaste a letto davanti alla televisione.»

Sul posto si è formata una coppia tra un vecchio e un giovane!  » 

Eden, medico, runner e fondatrice di «Corri con il tuo vecchio»

Già due edizioni intergenerazionali

Con questo raduno sportivo dal concept inedito, relazioni nate online sono diventate reali. I partecipanti possono finalmente vivere un’esperienza insieme. Poco tempo per vedersi, nessuna energia per uscire: l’evento ideato da Eden non lascia più scuse. Basta con le categorie separate, i giovani da una parte e gli anziani dall’altra. Sono benvenuti anche i neogenitori con i passeggini. Correre diventa un pretesto per incontrarsi. Alcuni partecipanti della prima edizione sono tornati alla seconda, per rafforzare ulteriormente i legami.

«Una signora di 72 anni, da sempre sportiva, è venuta perché sua nipote, una ragazza di una ventina d’anni, mi seguiva sui social e gliene aveva parlato. La nonna le ha detto: «Ti faremo fare sport, dai, andiamo!»» Un bell’esempio di passaggio di testimone. Tra le coppie nascono conversazioni. Si sente spesso: «Voi chi siete l’uno per l’altra?» Poi ognuno racconta la propria storia. «Una mamma maratoneta ha portato il figlio di 16 anni, che ha iniziato ad avvicinarsi alla corsa: è stato bello da vedere.» È raro, ma alcuni arrivano anche da soli. «La cosa pazzesca è che sul posto si è formata una coppia tra un vecchio e un giovane. Si sono ritrovati in due, hanno corso insieme per tutto il run e alla fine si sono persino scambiati i numeri di telefono.»

Nessuna regola fissa tra le due edizioni: la prima proponeva 6 km, la seconda un percorso modulabile da 4 a 8 km, in base alle preferenze di ciascuno. « Un ragazzo di circa 17 anni, abituato alla palestra, ha partecipato con sua madre perché iniziasse a correre. Lei è riuscita a fare 4 km di fila! » Nel Bois de Boulogne, il gruppo percorre giri da 2 km e ciascuno si ferma quando vuole. «Era un’idea del vecchio», racconta, prima di aggiungere: «È lui che si definisce così, gli piace da morire!»

Un’idea geniale, che permette ai principianti di incoraggiare i più motivati fino alla fine, sempre in un’atmosfera scatenata, con un megafono rosa in mano e la musica a tutto volume. Così tutti possono sentirsi inclusi fino al ristoro finale, tra tote bag personalizzate, gadget e chiacchiere davanti a qualcosa da bere, in un clima conviviale.

In una società in cui a volte si trova sempre meno tempo per condividere momenti insieme, correre fianco a fianco diventa un’occasione per ritrovarsi. Ora bisogna seguire con attenzione i post della dottoressa Eden (@doc_edennn su Instagram), perché il prossimo appuntamento segnerà probabilmente la fine dell’estate e il ritorno alla routine. I posti vanno a ruba: nel giro di pochi giorni erano già esauriti, quindi tenete gli occhi aperti. Vi eviterà forse di iniziare l’anno con il naso nelle calze, ma con il sorriso sulle labbra!

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