Kent Ohori, la sorprendente metamorfosi di un ex fumatore

CP
Da Charles-Emmanuel Pean

Pubblicato il gio 10 settembre 2026

Aggiornato il gio 10 settembre 2026

Kent Ohori, la sorprendente metamorfosi di un ex fumatore
© Kent Ohori

Il 6 luglio scorso si è disputata in Australia l’ASICS Gold Coast Marathon. Quel giorno, un corridore ha attirato l’attenzione per un dettaglio sorprendente: perché Kent Ohori ha corso tutta la gara con una sigaretta in mano, chiudendo in 2h29'08?

Una prestazione simbolica

L’immagine ha fatto il giro dei social e di internet: l’australiano Kent Ohori taglia il traguardo dell’ultima ASICS Gold Coast Marathon in 2h29'08, con una sigaretta spenta stretta nella mano destra. «Era il mio modo di rendere omaggio alla persona che ero un tempo», ha spiegato al termine della gara il 35enne australiano, capace di tenere un impressionante ritmo di 3'32" al chilometro. Quella sigaretta non era una semplice provocazione, ma un omaggio al suo percorso. «Ogni volta che il dolore diventava intenso, la guardavo e mi ricordavo da dove venivo», racconta. Una strategia mentale che ha dato i suoi frutti: il suo tempo lo colloca tra i migliori amatori al mondo, appena cinque anni dopo il suo debutto negli sport di endurance. Come il francese Yoann Stuck, un altro «trasformato» che Marathons.com ha intervistato qualche mese fa, Kent Ohori non si pone alcun limite, anzi! I due uomini hanno in comune un passato lontano dalle esigenze dello sport, prima di scoprire se stessi attraverso la performance.

Dal pacchetto quotidiano all’Everestman

Nel 2017, Kent Ohori conduceva una vita molto lontana da quella attuale. Alternava sigarette e cene annaffiate dall’alcol. Paradossalmente, sarà un infortunio durante una corsa a fargli scoprire un’altra parte di sé. «Prima correvo e basta, ma ho scoperto il mio amore per il ciclismo a causa di un infortunio al tendine d’Achille che mi ha costretto a mettere da parte le scarpe da corsa per sei settimane», ha raccontato Ohori. «Durante la riabilitazione ho iniziato anche a nuotare, e questo mi ha portato a iscrivermi alla mia prima gara». Quella che doveva essere una convalescenza si trasforma in una rivelazione. «Ho scoperto che il mio corpo da fumatore era ancora capace di superare i propri limiti.» Nel giro di sei mesi passa dal nulla al suo primo triathlon sprint, poi affronta le distanze olimpiche. «Ogni nuova gara era una vittoria sui miei demoni», ricorda.

I risultati più significativi di Ohori dall’inizio della sua carriera:

2020 : qualificazione ai Campionati del mondo Ironman dopo il primo Ironman disputato (9h47′)
2022 : Everestman, triathlon di 40 ore (vedi la pubblicazione qui sotto).
2024 : podio all’Ultra-Trail Australia (100 km)
2025 : tempo di 2h29'08 alla Gold Coast Marathon

Una lezione di resilienza

Con il suo club di running, il Rebound Club, Kent Ohori lo ripete senza sosta: se lo fa lui, potete farlo anche voi. Da parte dell’australiano è forse un messaggio un po’ ottimistico, ma la sua storia è fonte d’ispirazione. La corsa è uno straordinario strumento per capire di cosa si è capaci e uscire con regolarità permette di migliorare rapidamente. «Quello che mi affascina di Kent è la sua capacità di trasformare ogni ostacolo in un trampolino», osserva il suo coach Matt Hanson, che lo segue dall’inizio del 2025. E Kent non ha alcuna intenzione di fermarsi qui. Dopo la maratona della Gold Coast Marathon, ha dichiarato: «È solo l’inizio».

Non vediamo l’ora di scoprire cosa farà, anche perché Kent è ancora giovane, con i suoi 35 anni! Presto lo vedremo sulla stessa linea di partenza di Yoann Stuck, altro prodigio della resilienza? Sarebbe un altro modo per convincerci che, quando il corpo lo permette, tutto è possibile.