Suzanne Cariant, le confidenze di un’allenatrice appassionata

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Da Mergoil Melissa

Pubblicato il mer 9 settembre 2026

Aggiornato il mer 9 settembre 2026

Suzanne Cariant, le confidenze di un’allenatrice appassionata
© Valeria Quinci

Sui social è @suzzyone, nella corsa è allenatrice. A soli 40 anni, Suzanne Cariant indossa molti panni: runner, mamma e coach. Una vera concentrata di energia e ottimismo, innamorata della vita e delle sue scarpe da running. Eppure la corsa non ha sempre fatto parte della sua quotidianità. Questa iperattiva ha scoperto lo sport tardi, dopo i 30 anni, iniziando con esercizi di core stability a casa. La corsa è arrivata più avanti, come valvola di sfogo in un periodo complicato, quando, come ama dire, «sudava via i suoi problemi».

| In questa conversazione, Suzanne Cariant ci parla della sua visione della corsa, dei valori di questo sport e dei consigli per correre meglio.

La crescita della corsa

Durante la nostra conversazione con Suzanne, le abbiamo chiesto che cosa spieghi la crescita di questa pratica. Secondo lei, le ragioni sono diverse: i social network, il lockdown durante la pandemia di Covid-19 e una recente presa di coscienza collettiva sulla necessità di muoversi.


Uno sport per tutti, con innumerevoli benefici

Per l’allenatrice non ci sono ostacoli alla pratica di questa attività fisica, finché se ne ha voglia, fatta eccezione ovviamente per eventuali controindicazioni mediche. Per Suzanne, “il movimento chiama altro movimento, sia fisico sia intellettuale.” Al di là dell’aspetto cardiovascolare e del dispendio energetico, correre fa bene al corpo quanto alla mente.Uscire a correre significa trovare soluzioni quando non pensavi nemmeno di avere un problema”, ci dice ridendo.


I valori della corsa

La corsa è una storia di resilienza e abnegazione. Ti permette di capire chi sei, che cosa c’è nel profondo di te. Corri per migliorare, accetti le difficoltà e la frustrazione, ma vai avanti lo stesso.” A questo, la tesserata dell’AS Caluire Athlétisme aggiunge un aneddoto: “Quando vedo una delle mie atlete alzarsi alle 6 per fare una sessione da 1.000 m prima di andare al lavoro, questa sì che è abnegazione. Non c’è alcun dubbio.”

© Valeria Papp Quinci

Uno sport individuale o no?

È uno sport individuale per ciò che fa vivere di unico a ogni corpo, ma è uno sport collettivo per l’emulazione che crea. Al via di una gara, per esempio, siamo tutti lì, con gli stessi dubbi, la stessa tensione, le stesse paure… È una vera condivisione. In quel momento, il senso del gruppo è enorme.”


Il segreto per restare motivati a lungo termine?

Accettare che non si può essere sempre motivati, pensando però all’impegno preso con la corsa, alla volontà e alla promessa fatta a se stessi.”

I 3 consigli di Suzanne per migliorare nella corsa

  • La regolarità: meglio correre poco ma spesso che tutto in una volta; è preferibile fare 3 volte 20 minuti durante la settimana piuttosto che un’unica ora.

  • La progressività: è importante rispettare ogni passaggio e procedere gradualmente, senza voler andare troppo forte e troppo presto, con il rischio di infortunarsi.

  • L’adattabilità: non bisogna mai dimenticare di allenarsi in base a se stessi, ai propri impegni, alla forma del giorno e alle proprie sensazioni. Per questo, quando serve, è fondamentale sapersi adattare.

La felicità non arriva a chi se ne sta seduto ad aspettarla

A chiudere questa conversazione con Suzanne, dinamica e ricca di spunti, ecco la sua citazione preferita, quella che la ispira ogni giorno e che rappresenta bene il suo modo di vedere la vita: “La felicità non arriva a chi se ne sta seduto ad aspettarla” di Stéphanie Exbrayat.