Maratona di Lille, Ndikumana e Berha vincono il ritorno dopo 31 anni, Sime e Sénéchal brillano nella mezza
A Lille la maratona mancava da 31 anni. Per il grande ritorno la città ha risposto presente. Il giorno prima una tempesta aveva spazzato la regione, con pioggia, alberi caduti e vento fortissimo. Domenica mattina però è uscito il sole e il percorso era stato ripulito. Il pubblico è accorso in massa e l'atmosfera, per tutti, è stata eccezionale. Solo il vento, contrario su una parte del tracciato, ha complicato la vita ai corridori. Sulla distanza regina Celestin Ndikumana ha vinto la sua primissima maratona in 2h07'52, mentre Afera Berha ha dominato la gara femminile in 2h22'30. Nella mezza maratona Mezgebu Sime ha fatto gara a sé in 1h00'23 e Mathilde Sénéchal ha fatto un bel salto di qualità con 1h10'12.
Maratona uomini: Celestin Ndikumana beffa i big della distanza
Per buona parte della gara il gruppo di testa è rimasto compatto, con ogni probabilità per ripararsi dal vento. Il ritmo era quello di un 2h08 circa. Tra il 28° e il 32° chilometro il gruppo ha cominciato ad allungarsi, passando da una quindicina di atleti a una decina.
È al 32° chilometro, sul rientro verso Lille da sud, che la corsa si è davvero accesa. Gebru Redahgne, con il pettorale numero 1, ha dato il via alle ostilità. Insieme a Celestin Ndikumana ha aumentato gradualmente il ritmo, guadagnando qualche metro. Un attacco condotto con costanza, che ha sfilacciato a poco a poco il gruppo di testa.
La fuga a due è durata circa due chilometri, poi altri due concorrenti, tra cui Salomon Mutai, sono rientrati sui primi. Edwin Kiptoo si è poi riportato sul gruppo al 35° chilometro. In cinque gli scatti si sono moltiplicati, ma gli aspiranti al podio sono rimasti insieme fino al 37°.
A quel punto Celestin Ndikumana ha deciso di fare la differenza. A soli 24 anni, alla sua prima maratona, il burundese ha piazzato l'attacco subito dopo il parco Jean-Baptiste-Lebas. Gebru Redahgne e Salomon Mutai hanno provato a reagire, mentre gli altri hanno via via ceduto. Il podio sembrava ormai delinearsi attorno a due habitué della distanza e a un esordiente audacissimo.
Ndikumana ha continuato a spingere per ampliare il margine. Alle sue spalle Salomon Mutai e Gebru Redahgne sono rimasti a contatto fino al 39° chilometro, quando l'ugandese ha dato una nuova accelerata. L'etiope ha seguito, ma il secondo posto si è deciso a forza di passo negli ultimi 1500 metri. Senza un vero sprint, Mutai ha allungato progressivamente sul rivale.
Celestin Ndikumana vince in 2h07’52, con 1’44 di vantaggio su Salomon Mutai, secondo in 2h09’36. Gebru Redahgne completa il podio in 2h09’39, a soli tre secondi dal rivale.
Al traguardo il vincitore era soddisfatto ma stanco. Ha anche sottolineato quanto fossero difficili le condizioni: « Mi sento bene, sono contento. La gara è andata bene, ma c'era davvero troppo vento. Ho dato il massimo, è stato molto più complicato del previsto. »
Il Burundi ha firmato anche un'ottima prova di squadra, con Emile Hafashimana al quarto posto in 2h10’16. Edwin Kiptoo (2h10’24) e Melese Kasa (2h10’46) completano la top 6.
La top 5 maschile della Maratona di Lille
Celestin Ndikumana (Burundi): 2h07'52
Salomon Mutai (Uganda): 2h09'36
Gebru Redahgne (Etiopia): 2h09'39
Emile Hafashimana (Burundi): 2h10'16
Edwin Kiptoo (Kenya): 2h10'24
Maratona donne: Afera Berha sola al comando
Tra le donne lo scenario è stato molto più lineare. Afera Berha si è messa subito in testa e non è mai stata messa in difficoltà. Insieme al suo pacer ha gestito lo sforzo fino al traguardo, imponendosi in 2h22’30.
Il distacco dalle inseguitrici dice tutto sulla sua superiorità: la keniana Faith Chepkoech chiude seconda in 2h35’39, a oltre 13 minuti dalla vincitrice. La connazionale Caroline Biwott completa il podio in 2h39’14. Dietro questo trio internazionale hanno preso il comando le francesi. Amélia Cuvellier firma un bel quarto posto in 2h41’50, davanti a Diotime Boudoussier, quinta in 2h42’27.
La top 5 femminile della Maratona di Lille
Afera Berha (Etiopia): 2h22'30
Faith Chepkoech (Kenya): 2h35'39
Caroline Biwott (Kenya): 2h39'14
Amélia Cuvellier (Francia): 2h41'50
Diotime Boudoussier (Francia): 2h42'27
Mezza maratona uomini: Mezgebu Sime dà spettacolo
La partenza della mezza maratona è stata data con una decina di minuti di ritardo. Un contrattempo senza conseguenze per Mezgebu Sime, che ha preso subito il comando per non lasciarlo più. L'etiope ha dominato la gara in 1h00’23, con una vittoria netta e senza appello.
Appena superata la linea d'arrivo si è steso a terra, visibilmente svuotato. Niente di preoccupante: il vincitore aveva semplicemente raschiato il fondo del barile per tenere il ritmo fino all'ultimo metro.
Dietro di lui la battaglia per i piazzamenti è stata più serrata. L'etiope Ararso Negasa Gemada prende il secondo posto in 1h01’37, a 1’14 dal vincitore. Il keniano Onesmus Kipchirchir sale sul terzo gradino del podio in 1h01’45, davanti al tanzaniano Emanuel Dinday (1h01’58) e a Naibei Kiplimo Mayebei (1h02’09).
Primo dei francesi, Nicolas Vitré ha chiuso con un solido sesto posto in 1h02’28. Già al 7° chilometro si era staccato dal gruppo per proseguire insieme all'olandese Nathan Houwaard, alla fine settimo in 1h02’37. All'arrivo il francese si dichiarava soddisfatto della prestazione, pur rammaricandosi per l'effetto del vento: « Sono molto contento. Volevo correre in 1h02, ma con il vento era complicato. Penso di valere qualcosa in più in condizioni più facili ». Antonin Marquant, decimo in 1h03’26, completa il bilancio francese nella top 10.
La top 5 maschile della mezza maratona di Lille
Mezgebu Sime (Etiopia): 1h00'23
Ararso Negasa Gemada (Etiopia): 1h01'37
Onesmus Kipchirchir (Kenya): 1h01'45
Emanuel Dinday (Tanzania): 1h01'58
Naibei Kiplimo Mayebei (Kenya): 1h02'09
Mezza maratona donne: Mathilde Sénéchal fa il salto di qualità
Mathilde Sénéchal ha lasciato il segno nella mezza maratona di Lille. La francese ha vinto in 1h10’12, migliorando il proprio record personale e confermando la crescita sulla distanza. Precede la brestoise Mazarine Amis, seconda in 1h12’16 (record personale), mentre la svizzera Romane Wolhauser completa il podio in 1h13’34. Manon Evrard (1h13’43) e Laëtitia Bleunven (1h14’24) chiudono rispettivamente quarta e quinta.
Per la vincitrice questo tempo premia una gara costruita con pazienza. Al nostro microfono è tornata sull'obiettivo e su come si è sviluppata la sua corsa: « Il mio obiettivo era davvero scendere sotto 1h11. Al 5° e al 10° chilometro ero perfettamente in linea, al 15° avevo 9 secondi di ritardo. Allora ho deciso di scuotere il gruppo di ragazzi con cui correvo e, incredibilmente, ho sentito di stare molto meglio in questi ultimi cinque o sei chilometri che in tutto il resto della gara. »
Una progressione che rispecchia il suo modo di correre: « Per me è spesso così. Ci metto un po' a carburare e nel finale va bene. Mi sono completamente staccata da tutto, non guardavo più il cronometro, cercavo solo di spingere ancora e ancora. È stata una sofferenza relativa, ci sono gare in cui ho sofferto molto di più. Non pensavo di recuperare così tanto tempo nel finale. »
Il risultato arriva al momento giusto per la francese, in piena preparazione per la maratona di Valencia. Con 130 chilometri nelle gambe questa settimana, chiude un grosso blocco di lavoro con un record personale che incoraggia.
« Questo tempo dà fiducia. Ma la maratona resta impegnativa e così particolare. Ero un po' ferma tra 1h11 e 1h12, ora ho superato un bel gradino. Più si accumulano allenamenti o gare come questa, più si può affrontare tutto con serenità. »
Oltre al cronometro, Mathilde Sénéchal ricorderà anche l'accoglienza del pubblico di Lille, onnipresente dal primo all'ultimo chilometro:
L'atmosfera era davvero pazzesca, non c'erano dieci metri senza qualcuno a incitarci. Ho visto raramente un tifo così. Su 21 chilometri spinge davvero, ti dimentichi di te stessa e ti lasci portare dal rumore.
La top 5 femminile della mezza maratona di Lille
Mathilde Sénéchal (Francia): 1h10'12
Mazarine Amis (Francia): 1h12'16
Romane Wolhauser (Svizzera): 1h13'34
Manon Evrard (Francia): 1h13'43
Laetitia Bleunven (Francia): 1h14'24
I francesi tra delusioni e ambizioni
Non tutti i francesi hanno vissuto la stessa gara. Nella mezza maratona Benoît Fanouillère ha chiuso 23° in 1h06’55, lontano dall'obiettivo iniziale di 1h04. Il bretone ritiene di aver sbagliato la scelta delle scarpe su un percorso ancora molto umido.
« Non tenevano per niente, sono lisce come l'olio, l'ho capito già alla fine del riscaldamento. Il vento si è alzato a metà gara e non ha aiutato, ma non voglio cercare scuse. »
Diventato papà durante la settimana, era venuto dalla Bretagna con la voglia di portare a casa un tempo. Nonostante la delusione, si porta via anche gli aspetti positivi della giornata: « Il percorso è top, l'atmosfera era splendida. »
In maratona Hugo Macquet ha chiuso primo dei francesi, al 13° posto in 2h19’17. Per lui questa gara aveva un sapore particolare: correva in casa, davanti a famiglia e amici, con l'ambizione di essere il primo tricolore. « Dopo aver guardato la start list e i tempi d'iscrizione, avevo in testa di essere il primo francese, in casa, davanti a famiglia e amici. »
Il vento lo ha però costretto a ridimensionare le ambizioni. Partito con l'idea di correre in 2h16, ha poi adattato la strategia a condizioni meno favorevoli: « Alla partenza il mio obiettivo era 2h16. Viste le condizioni, sono partito più sul 2h20 ». Alla fine chiude sotto questo nuovo target, nonostante le difficoltà incontrate lungo il percorso. Il corridore ricorda anche l'energia del pubblico, che a volte lo ha spinto a lasciarsi trascinare: « Bisogna stare attenti ai ritmi, altrimenti si spinge un po' troppo, soprattutto all'inizio, c'era una folla impressionante a bordo strada ». L'obiettivo per il futuro è già fissato: « Vorrei fare un'altra maratona l'anno prossimo, sotto 2h16. »
Lille ha ritrovato la sua maratona
Al di là dei tempi e delle prestazioni, questa edizione resterà segnata dalla partecipazione popolare. Nonostante il meteo capriccioso della vigilia, migliaia di spettatori hanno risposto presente per accompagnare i corridori, dai primi fino agli ultimi finisher. Anche i volontari hanno avuto un ruolo essenziale nella riuscita di questo ritorno.
Dopo 31 anni di assenza, Lille ha ritrovato la sua maratona con un entusiasmo che è andato ben oltre l'aspetto sportivo. Una giornata di condivisione, fatica ed energia collettiva, che ricorda quanto la corsa sappia unire. E che fa già venire voglia di vedere la prossima.