Marseille-Cassis, con «Tous Finishers» Hyundai celebra la coda del gruppo
Sotto il sole della Provenza, la 47ª edizione della mitica Marseille-Cassis ha avuto un sapore tutto particolare. Di solito gli sguardi sono puntati sulla testa della corsa, ma stavolta Hyundai ha scelto l'altra estremità del gruppo. Con l'operazione «Tous Finishers», portata avanti insieme a Finishers nell'ambito del programma Run To Progress, quattro runner hanno accompagnato gli ultimi partecipanti lungo i 20 chilometri, fino al traguardo di Cassis. Il racconto di un weekend in cui anche i campioni olimpici Laure Manaudou e Alain Bernard hanno partecipato alla festa.
Venerdì sera sulla Corniche: l'antipasto
Il weekend non poteva iniziare meglio. Venerdì sera, mentre l'attesa cresceva tra i partecipanti, Hyundai ha organizzato una serata su misura per i suoi ospiti, nell'ambito del programma Run to Progress. Il luogo è stato scelto con cura: l'hotel Nhow, sulla Corniche, con una vista mozzafiato sul Mediterraneo. Il menu prevedeva un riscaldamento a base di cocktail e stuzzichini. A 48 ore dal grande giorno, il brand ha riunito diversi suoi ambassador, tra cui Laure Manaudou e Alain Bernard, con la conduzione del giornalista sportivo François-Xavier de Chateaufort. In programma sfide di riflessi, animazioni esclusive e momenti di confronto con i campioni. Un'occasione ideale per fare il pieno di energia positiva e lasciarsi ispirare dai migliori, in vista della grande sfida che li aspettava due giorni dopo.
Per gli ospiti era anche il momento di scoprire più da vicino il mondo Hyundai. Il costruttore ha approfittato della serata per presentare la nuova IONIQ 3, un'auto comodissima e piacevole da guidare, soprattutto 100% elettrica.
Marseille-Cassis: tutti i finisher in primo piano, dal primo all'ultimo
Domenica 25 ottobre è arrivato finalmente il grande giorno: 20.000 runner sono partiti alla conquista della Gineste dalle vicinanze del CEPAC Vélodrome. Tra loro molti habitué di questa classica del calendario francese, ma anche tanti volti nuovi. Con il suo tracciato atipico, una prima metà in salita fino al col de la Gineste e una seconda in discesa verso Cassis, e uno scenario da cartolina, la Marseille-Cassis è la corsa ideale per superare i propri limiti e divertirsi.
Come ogni anno, gli élite partono come razzi davanti, seguiti da un'enorme onda di amatori, ciascuno con la propria storia da raccontare e la propria sfida personale da portare a casa. Ognuno al proprio ritmo. E anche se per il resto del gruppo la mattinata è stata molto più lunga di quella dei vincitori, Kiprop Kimutai (58'36") e Alessia Zarbo (1h09'04"), le emozioni restano le stesse, dal primo all'ultimo.
Ed è proprio a quegli ultimi che si rivolgeva l'operazione «Tous Finishers». Quattro membri del team Finishers si sono posizionati in coda al gruppo e hanno corso i 20 chilometri al loro fianco. La missione: incoraggiare i runner, sostenerli nei momenti difficili, dalla salita del col de la Gineste alla discesa verso Cassis, e soprattutto non lasciare nessuno solo prima del traguardo.
All'arrivo, in mezzo ai vigneti di Cassis, l'operazione si è chiusa tra sorrisi, gioia, orgoglio e soprattutto la voglia di ricominciare. Capita a pennello: le ultime cinque finisher hanno vinto ciascuna un pettorale per l'edizione 2027. Un modo per ricordare che il running è prima di tutto condivisione ed esperienza umana. Con questa operazione, Hyundai e Finishers dimostrano che chiudere la Marseille-Cassis merita di essere celebrato, a prescindere dal tempo. Dall'élite che fa tremare i cronometri alla runner che rende omaggio a una persona cara scomparsa da poco, ogni partecipante ha la sua storia da raccontare. Zed, ultima finisher della gara e fondatrice del run club She Runs 13, si è confidata dopo l'arrivo: «Martedì scorso ho perso la mia zia. Alla fine mi sono detta che dovevo farlo per lei. Grazie al team Hyundai. »
«Tous Finishers» x «Run To Progress»: iniziative positive per spingere a correre
L'idea di «Tous Finishers» acquista pieno significato in una gara come la Marseille-Cassis. Quest'anno il 56% dei partecipanti era al via per la prima volta. Il gruppo andava dai 17 agli 87 anni e contava il 38% di donne. Per una parte di loro l'obiettivo non era necessariamente il tempo, ma semplicemente raggiungere il traguardo a Cassis. In fondo la prestazione è una nozione molto personale, diversa per ciascuno.
Lanciato nel 2024, il programma «Run To Progress» riunisce le iniziative e le gare sostenute da Hyundai in Europa. Il 2026 è stato un anno ricco di progetti per il brand, con Laure Manaudou come ambassador, dalla prima maratona a Parigi fino alla Marseille-Cassis.
Campioni olimpici in mezzo al gruppo
Sulla linea di partenza di questa Marseille-Cassis, tra migliaia di runner, diversi ambassador Hyundai avevano a loro volta appuntato un pettorale, tra cui tre nomi molto noti al pubblico francese. Oggi nessuna ambizione da podio, ma i tre nuotatori erano decisi a conquistare una medaglia, quella da finisher stavolta: Alain Bernard ha chiuso i 20 chilometri in 1h50'28" e Laure Manaudou in 2h20'43".
Per Laure Manaudou, che in primavera aveva corso la sua prima maratona a Parigi in 4h30, la gara non è andata come previsto. Dopo settimane di preparazione intensa, un infortunio si è riacceso a pochi giorni dal via. In un messaggio pubblicato dopo l'arrivo ammette un pizzico di frustrazione per un tempo lontano dall'obiettivo, ma si tiene stretto l'essenziale: «Lo sport ci ricorda una cosa fondamentale: niente è mai scontato. Settimane di sforzi non garantiscono sempre il risultato sperato. Eppure, nonostante la fatica, il piacere di tagliare quel traguardo resta intatto. Con l'orgoglio di essere arrivata fino in fondo, anche quando non va tutto come previsto. »
Ringrazia anche Hyundai, che la accompagna nelle sue sfide sportive: «Più sfide passano, più sento di far parte di questa bella famiglia. » Il messaggio che si porta a casa dalla sua gara è lo stesso di «Tous Finishers»: a Cassis il traguardo conta più del tempo sul display dell'orologio. La prima nuotatrice francese diventata campionessa olimpica chiude annunciando che la storia è tutt'altro che finita: «Marseille, non ho ancora detto l'ultima parola. »
Alla fine, questa Marseille-Cassis 2026 racconta bene che cosa sia il running oggi. Possiamo farci ispirare da cronometri sempre più veloci, ma ciò che ci fa vibrare sono soprattutto le storie personali e le sfide vinte da tutti quei runner che appuntano un pettorale. Questa operazione «Tous Finishers» ha mostrato alla perfezione il meglio che lo sport sa dare: un'esperienza umana ricca di emozioni e di condivisione. Mettere in primo piano gli ultimi finisher significa accendere la luce su chi la merita quanto i primi. E poi, come dice la celebre formula, gli ultimi saranno i primi... Per le cinque ultime finisher l'edizione 2027 è già iniziata, pettorale in tasca.*
Trovi tutte le informazioni sul programma Run To Progress sul sito Hyundai.com