Nella storia recente della corsa, alcune gare sono diventate ancora più dure a causa del maltempo. Un podio insolito e non esaustivo, con due maratone protagoniste.
Maratona di Boston 2018
La Maratona di Boston è la maratona annuale più antica del mondo! Nata nel 1897, un anno dopo la Maratona di Atene, la gara fa parte della prestigiosa famiglia delle World Marathon Majors, che comprende anche le maratone di Berlino, Chicago, Londra, New York e Tokyo. Ogni anno, diverse decine di migliaia di corridori si presentano sulla linea di partenza. Nel 2018 furono un po’ meno… Quell’anno, piogge torrenziali si abbatterono sulla città del Massachusetts, accompagnate da forti raffiche di vento. La gara si disputò il 16 aprile, ma la temperatura superava a malapena gli 0 °C… In quelle condizioni, molti atleti, compresi diversi professionisti, decisero di non prendere il via. Un uomo, invece, sembrava non lasciarsi impressionare: il giapponese Yuki Kawauchi, un corridore amatore. Non proprio un amatore qualunque: è noto per aver corso più di 100 maratone sotto le 2h20! Un vero professionista del dilettantismo, impiegato pubblico durante la settimana e corridore nel tempo libero…
Quel giorno, sfidando pioggia e freddo, riuscì a battere il grande favorito, il keniota Geoffrey Kirui. Quest’ultimo guidò il gruppo fino al 40° chilometro, prima di vedere il giapponese involarsi verso la vittoria in 2h15'54”! Un amatore davanti al campione del mondo in carica, vincitore della gara l’anno precedente. Incredibile… Tra le donne, fu l’americana Desiree Linden a lasciarsi alle spalle tutte le favorite, con il tempo più lento degli ultimi 40 anni a Boston: 2h39'54. Anche tra le donne molte professioniste si ritirarono già nei primi chilometri, travolte dalle condizioni proibitive…
Ultra-Trail du Mont-Blanc 2010
Nata nel 2003, l’UTMB è diventata in appena due decenni una delle gare di trail più leggendarie del pianeta. Tre Paesi attraversati, 166 chilometri di gara, 9.500 metri di dislivello positivo… È la difficoltà a dare prestigio a questa prova. Ma nel 2010 gli organizzatori dovettero dimostrare un coraggio fuori dal comune per fermare la gara dopo la partenza… Torniamo a venerdì 27 agosto 2010. Quel giorno, forti tempeste di neve si abbatterono sul Monte Bianco. La partenza fu comunque data nel tardo pomeriggio, dopo ore di dubbi e attesa per i 2.300 partecipanti iscritti. Tutte quelle donne e quegli uomini avevano preparato per mesi quell’appuntamento unico… Ma, di fronte all’intensità del maltempo, la gara fu fermata alle 21:15, poco meno di tre ore dopo il via e appena prima che i corridori affrontassero il Col de Bonhomme, un tratto tecnico della gara nel massiccio dei Vosgi. Il bollettino meteo annunciava piogge forti e intense, destinate a non diminuire prima della fine della mattinata, precisò la direttrice di gara Catherine Poletti, costernata ma consapevole delle proprie responsabilità.
Aggiunse: «su 6 km, le balise sono state divelte in una zona montana particolarmente problematica». Il rischio che i corridori si perdessero e cadessero era troppo alto. Dopo il recupero di tutti i partecipanti, sabato mattina alle 10:15 fu data una nuova partenza a Courmayeur per i 1.253 corridori ancora presenti, su un percorso modificato che evitava la zona critica. La loro maratona organizzativa fu fermata di colpo dal maltempo… Ma alla luce degli eventi recenti che hanno colpito il trail, non si può che applaudire il coraggio dimostrato dagli organizzatori quel giorno.
Maratona di New York 1994
6 novembre 1994. Anche quel giorno meteo e maratona non andarono d’accordo. Forti venti e temperature rigide imperversavano sulla città di New York, pronta a vivere il suo più grande appuntamento annuale: la 25ª edizione della Maratona di New York. Il pubblico americano sfidò pioggia e raffiche di vento pur di esserci. Meteo pessimo? Non importa: la maratona è sacra! Le strade della Grande Mela erano gremite e si prepararono a godersi un finale eccezionale. Dopo aver mancato una svolta a pochi chilometri dall’arrivo a Central Park, il messicano con il numero 10 German Silva vinse infine l’edizione 1994 in 2h11'21, con due secondi di vantaggio sul connazionale Benjamin Paredes, superato negli ultimi metri di gara (video qui sotto)! Il messicano avrebbe vinto anche l’edizione successiva, migliorando il proprio tempo di 21 secondi: da allora, la leggenda di “Wrong Way Silva” era pronta a nascere. Tra le donne fu la keniota Tegla Loroupe a tagliare per prima il traguardo, diventando la prima atleta africana a vincere la Maratona di New York! Anche lei avrebbe conquistato l’edizione successiva… Nel 2016, Tegla Loroupe fondò l’Athlete Refugee Team (ART), composto da atleti vittime di conflitti violenti e ingiusti.
La sua vittoria più bella contro il vento.
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