Quando la testa prende il comando: l’importanza della preparazione mentale per i runner
© UTMB

Quando la testa prende il comando: l’importanza della preparazione mentale per i runner

JB
Da Juliette Bouche

Pubblicato il mer 9 settembre 2026

Aggiornato il mer 9 settembre 2026

La preparazione mentale è un aspetto cruciale, ma spesso trascurato, dell’allenamento, soprattutto per chi corre. Che siano amatori o professionisti, lo stato mentale può incidere in modo decisivo sulla prestazione e sul benessere generale. Lungi dall’essere una dote innata, una «buona testa» si allena e si rafforza, e questo percorso è alla portata di tutti.

La testa interviene sempre nella prestazione, che si tratti di tagliare il traguardo di una semplice gara locale o di puntare all’eccellenza internazionale. Per i runner amatori, la preparazione mentale può sembrare un lusso riservato agli atleti, ma in realtà offre benefici notevoli a tutti i livelli. Una delle difficoltà principali per gli amatori è superare il rifiuto della difficoltà che possono incontrare. Si manifesta attraverso pensieri che portano a credere di non avere più la «benzina» per andare avanti, che l’abbandono sia l’unica opzione possibile. Eppure, le ricerche più recenti mostrano che allenare la mente permette di superare questi momenti di blocco, attraverso tecniche di visualizzazione, respirazione o meditazione. Lo spiega Anne Fourié, mental coach di Happyperf e preparatrice mentale di Baptiste Chassagne, secondo all’UTMB 2024: «La mente svolge un ruolo fondamentale nella gestione delle emozioni nei momenti di dubbio e di stanchezza estrema, quando il corpo potrebbe spingerci ad abbandonare. Definisco quindi la preparazione mentale come l’acquisizione di strumenti che permettono di ottimizzare le abilità cognitive e la forza mentale».

© UTMB

«I blocchi sono spesso inconsci: è qui che interviene la preparazione mentale»

Anne Fourié segue runner professionisti, ma anche amatori, alle prese con difficoltà diverse: «I runner amatori si rivolgono a me per riuscire a gestire lo stress, superare le ansie notturne nel trail o ritrovare un equilibrio tra lavoro e vita privata diventato fragile. I blocchi sono spesso inconsci: è qui che interviene la preparazione mentale. Insieme all’atleta utilizziamo alcune tecniche per capire cosa succede nella sua testa e sciogliere le paure, così che tutto funzioni in gara». Per mettere a tacere quella vocina negativa, Anne elenca con i suoi clienti tutto ciò in cui sono competenti durante gli allenamenti o le gare: «Il cervello tende a riconoscere soltanto le proprie debolezze per evitare ogni pericolo e restare nella propria zona di comfort. Siamo tutti capaci di fare un elenco dei nostri difetti, ma enumerare le nostre competenze è più difficile». La preparazione mentale agisce quindi sulla consapevolezza dell’atleta rispetto a ciò che sa fare, costruendo frasi guida che potrà ripetersi nei momenti difficili. Per esempio, durante una fase di dubbio profondo in una discesa notturna, un trail runner potrà ricordare i propri allenamenti e dirsi: «So farlo, la settimana scorsa ero andato forte», per ricondizionare il cervello mentre è sotto sforzo.

Agire sull’inconscio e contrastarlo

Per Anne, il cervello deve liberarsi dagli schemi di pensiero negativi, imparare a convivere con la fatica e vedere in ogni sfida un’opportunità di crescita: «Bisogna agire sul nostro inconscio e contrastarlo, altrimenti lo subiamo. Il compito del cervello è mantenerci in vita, per questo un atleta tende a percepire maggiormente le sensazioni negative. Quando sappiamo che il nostro cervello vuole soltanto proteggerci e farci stare comodi, possiamo contrastarlo e fornirgli pensieri positivi e utili». Questa è la preparazione mentale: saper riorientare i propri pensieri per generare nuovi stati mentali. Un tempo tabù, oggi questa pratica si è diffusa in tutte le discipline sportive. Gli atleti sembrano aver capito che rivolgersi a un preparatore mentale non è più un segno di debolezza, ma un modo per ottimizzare la prestazione. Che l’obiettivo sia tagliare il traguardo o salire sul gradino più alto del podio, una mente solida e allenata diventa una «serratura» che, una volta aperta, regala al runner una nuova dimensione di forza e di resilienza.

La preparazione mentale dei runner professionisti: il fattore che fa la differenza


Sapendo che la mente può incidere per il 20-30% sulla prestazione, la preparazione psicologica non è più un’opzione, ma quasi una necessità per gli atleti di alto livello. L’interesse per la psicologia dello sport si è intensificato negli anni ’70, grazie a pionieri come Timothy Gallwey, che hanno dimostrato come il controllo mentale e la padronanza di sé fossero importanti quanto la condizione fisica. Da allora, tecniche come la visualizzazione e le affermazioni positive sono entrate nelle routine di allenamento degli atleti d’élite per ottimizzare la gestione dello stress, la fiducia in sé e, soprattutto, per spostare i propri limiti fisici. Quasi inevitabilmente, un runner che trascura il proprio stato mentale trascura una parte della sua prestazione. La preparazione mentale è una vera e propria scienza che, integrando concetti di psicologia cognitiva e comportamentale, aiuta gli atleti a individuare i propri freni e a ribaltare le convinzioni limitanti. Questo percorso diventa una risorsa essenziale per i runner professionisti, che si preparino a una maratona, a una mezza maratona, a una 10 km o a un trail. Oltre alla prestazione, c’è un altro aspetto da allenare mentalmente: il successo. Durante la preparazione all’UTMB, Anne preparava già Baptiste alla vittoria: «Si sottovaluta l’impatto del successo, che porta con sé una pressione ulteriore. Bisogna prepararsi alla parte mediatica e all’ansia da prestazione che ne consegue. Con Baptiste abbiamo lavorato moltissimo sull’ipotesi che ce l’avrebbe fatta, perché per lui era davvero spaventoso pensare che, se fosse salito sul podio dell’UTMB, sarebbe stato travolto da un’ondata enorme. È andata proprio così, ride, ma era pronto, e questo lo ha aiutato a non temere la vittoria».

Altri articoli