Marathon du Mont-Blanc, il circolo virtuoso

MP
Da Marie Paturel

Pubblicato il mer 9 settembre 2026

Aggiornato il mer 9 settembre 2026

Marathon du Mont-Blanc, il circolo virtuoso
© David Gonthier

Nel dicembre 2024, il Marathon du Mont-Blanc ha ricevuto il Premio per l’iniziativa ambientale alla prima edizione dei Trail Running Awards. Per il 2025, l’evento ha introdotto una misura forte: riservare una quota di pettorali a chi raggiungerà la gara in treno o in autobus. Una prima assoluta nel mondo della corsa.

Raccolta differenziata, eliminazione dei bicchieri di plastica, carta del runner ecologico: in Francia si moltiplicano le iniziative per rendere le maratone più rispettose dell’ambiente. Del resto, i pettorali vanno a ruba e gli organizzatori si trovano davanti a un dilemma tutt’altro che semplice: accogliere la valanga di iscrizioni preservando al tempo stesso i luoghi in cui correranno gli atleti. «Siamo tutti chamoniard, non siamo qui per i soldi, ma per promuovere il territorio», esordisce Magali Chevalier, responsabile dei grandi eventi dello Chamonix sports club. Già dal 2004, l’organizzazione del Marathon du Mont-Blanc ha messo in campo una lunga serie di iniziative per ridurre al minimo l’impatto dell’evento sul territorio. Con 10.000 corridori distribuiti su otto gare, era necessario intervenire. Toilette a secco, raccolta differenziata, eliminazione dei bicchieri di plastica, sorteggio per gestire il picco delle iscrizioni: per il team, tutte queste misure sono nate dal buon senso. «Siamo stati piuttosto pionieri nelle misure a favore della tutela ambientale», ammette Magali Chevalier. «Oggi si sente che i partecipanti se lo aspettano».


Pettorali riservati a treno e autobus

© Florian Legrand

Nel 2021, l’agenzia Aircop ha calcolato l’impronta carbonica complessiva dell’evento, non soltanto quella della maratona. Lo studio ha rivelato che il 96% dell’impronta carbone è legato agli spostamenti per raggiungere la manifestazione. Il dato ha avuto l’effetto di una scossa. «Sapevamo che il 17% delle persone arrivava in treno e appena il 4% in autobus. Ci siamo quindi posti l’obiettivo di raddoppiare questa quota, arrivando al 40% di partecipanti con i mezzi pubblici», spiega la responsabile degli eventi. 

Per l’edizione 2025, il Marathon du Mont-Blanc riserva quindi il 40% dei pettorali a chi arriverà in treno o in autobus. «Questa misura esenta dal sorteggio. Sapendo che nel 2024 c’era una possibilità su sette di essere estratti, è un incentivo decisamente positivo», ricorda Magali Chevalier. Quando le iscrizioni sono state aperte, lo scorso ottobre, i pettorali treno-autobus sono andati esauriti in meno di un minuto. Un esordio incoraggiante per l’organizzazione, prima a sperimentare questa iniziativa. «Vogliamo provare a cambiare la mentalità delle persone, nel nostro piccolo, invitandole a prendere il treno e a imparare a vivere l’esperienza di questo mezzo di trasporto», ricorda l’organizzazione. 


Come sono nati i 40.000 euro raccolti con la compensazione delle emissioni del documentario?

© Florian Legrand

Parallelamente, da due anni il Marathon du Mont-Blanc ha introdotto misure di compensazione per tutto ciò che non può essere ridotto o eliminato. Quest’anno il provvedimento si rafforza e diventa obbligatorio. Al momento dell’iscrizione, quindi, gli atleti vedono il costo della compensazione delle emissioni che dovranno pagare, calcolato attraverso lo strumento dell’Ademe. Più lontano arrivano, più pagano. E attenzione ai furbetti: l’organizzazione verifica tutto e chiede un certificato di residenza recente. Il denaro raccolto viene devoluto ad associazioni impegnate in progetti di compensazione. «Nel 2025, la somma raccolta con la compensazione delle emissioni ammonta già a 40.000 euro. Rappresenterà circa il 3% del budget complessivo dell’evento, mentre nel 2023 e nel 2024 la compensazione su base volontaria aveva permesso di raccogliere ogni anno circa 6.000 euro. Intervenire sui trasporti permette di cambiare le cose in profondità», conclude Magali Chevalier, per la quale il riscaldamento globale è una questione quotidiana.