L’attrezzatura «ultra tecnica» ma inutile per la maratona
Nel mondo della corsa vige una regola non scritta: più un’attrezzatura è costosa e carica di promesse tecnologiche, più dovrebbe farti correre forte. Alla partenza di una maratona capita, spesso, di imbattersi nel corridore con una dotazione degna di un laboratorio: scarpe con piastra in carbonio, magliette «termoregolanti» e orologi GPS capaci di calcolare la distanza tra la Terra e la Luna. L’industria dello sport si ingegna per venderci sogni, ma in questo articolo prendiamo con leggerezza gli eccessi del marketing e quei prodotti high-tech che, alla fine, servono soprattutto a gratificare il nostro ego o a svuotare il portafoglio.
Le scarpe: il pezzo forte
Nel 2025, la scarpa con piastra in carbonio è senza dubbio la superstar del gruppo dei maratoneti. Schiuma ad altissime prestazioni, piastra in carbonio, intersuole spesse… Sono state letteralmente progettate per spingerti verso il tuo personal best. A 350 euro al paio, dovrebbero almeno permetterti di battere il tuo record, no? Quello che il marketing non dice è che le scarpe con piastra in carbonio non sostituiscono né l’allenamento né la resistenza. In altre parole, anche con un paio dal prezzo esorbitante, finirai per soffrire come ogni buon maratoneta.
La tuta compressiva «ultra-aerodinamica»
Parliamo proprio della tuta che hai visto addosso agli sprinter durante le ultime Olimpiadi. Una tuta ultra aderente, realizzata con materiali leggeri e aerodinamici per ridurre la resistenza dell’aria. Solo che, a meno di correre la maratona a 30 km/h di media, la differenza è impercettibile. Alla partenza sembrerai un supereroe che alternerà corsa e camminata dopo 30 km di gara. E diciamoci la verità: infilarsi addosso un simile costume a 25 °C, nel pieno dello sforzo, è soprattutto un invito a sudare. Paradossale, quando si cerca di evitare il surriscaldamento.
La fascia cardio iperconnessa
Una fascia da mettere intorno al torace o al petto: fin qui, niente di particolarmente innovativo. In realtà, è molto più di una semplice fascia. Grazie ai suoi sensori, ti permette di monitorare in tempo reale la frequenza cardiaca, il livello di sforzo e persino l’umore della giornata. Fantastico, no? Per un atleta di alto livello, forse. Ma quando sei in piena crisi durante la maratona, non ti serve un gadget per capire che la zona rossa è vicina.
L’orologio GPS sviluppato dalla NASA
Di solito va di pari passo con la fascia cardio iperconnessa. Alcuni modelli costano metà del tuo stipendio e fanno dell’orologio GPS un piccolo gioiello tecnologico. A sentire il venditore, i modelli più evoluti permetterebbero persino di andare sulla Luna senza bisogno dell’allenamento di Thomas Pesquet. Interessante. Con decine di sensori e algoritmi avanzati, promette un’analisi approfondita delle tue prestazioni: VO2 max, cadenza, altitudine, livello di fatica, previsioni meteo e, in alcuni casi, persino la percentuale di recupero ottimale. Quando sarai alle prese con la tua anima durante la prossima maratona, vorrai soltanto sapere quanti chilometri mancano alla liberazione. Per i più scettici: quando ti perdi durante un lungo, non è il tuo orologio a rimetterti sulla retta via, ma Google Maps.
La cintura porta-gel XXL, ovvero il minimarket mobile
Alcuni corridori sembrano confondere una gara di 42 km con Koh-Lanta. La loro cintura, con circa dieci alloggiamenti per i gel e tre tasche con cerniera, è stipata all’inverosimile. Gel energetici da circa 3 euro l’uno, barrette salate, dolci, agrodolci, puree e persino un piccolo panino… Non si sa mai. C’è chi cerca la leggerezza e chi del peso non fa una questione. Il problema? Nella maggior parte delle maratone i ristori completi sono distribuiti ogni 5 chilometri. Non c’è bisogno di portarsi dietro una scorta di cibo degna di un ultra-trail. Vorremmo chiedere all’organizzazione: dopo quanti gel questo corridore diventa ufficialmente il minimarket ambulante della gara?
Le calze a compressione che promettono gambe bioniche
Le calze a compressione sono un po’ il best seller del settore. Dovrebbero fare tutto: migliorare la circolazione sanguigna, favorire il recupero, ridurre la fatica muscolare, limitare il rischio di infortuni e correre la maratona al posto tuo… Insomma, promettono gambe leggere e instancabili. Ma, concretamente, queste calze super aderenti non ti trasformeranno in un cyborg della maratona. Se non sei allenato o sei stanco, non aspettarti miracoli da loro.
Il gel energetico rivoluzionario
Colpo di energia, resistenza prolungata, speedtonic… A leggere la confezione, un semplice gel dovrebbe trasformarti in una macchina da guerra della maratona. Un elisir miracoloso, il carburante definitivo, un boost di energia. La realtà, però, è un’altra. Un gusto discutibile, che non piace a tutti. Un effetto immediato che proprio immediato non è. Sì, non aspettarti una botta di energia degna di un funghetto di Mario Kart. E poi il prezzo esorbitante. Naturalmente, li provi per la prima volta in gara. Per carità: a tre euro l’uno, mica ne comprerai 50 durante la preparazione solo per «vedere se li assimili». E prima gara significa spesso mal di pancia. Dopo 15 chilometri, il terzo è impossibile da mandar giù e finirai la maratona con la rassicurante fettina di banana a ogni ristoro. Un affare.
Se le scarpe più recenti dovrebbero spingerti, l’orologio GPS guidarti e i gel energetici metterti le ali, non dimenticare che l’allenamento resta uno dei modi più sicuri per rendere al meglio in gara.