I pensieri di un maratoneta: cosa passa per la testa, dalla partenza al traguardo
Una maratona si corre con le gambe, certo, ma soprattutto con la testa. Dietro ogni passo ci sono un pensiero, un’emozione, una domanda, un dubbio o un grido interiore. Dal deposito della sacca al traguardo, si attraversa un’avventura mentale fatta di montagne russe emotive, euforia, dolore, qualche risata e vocine capaci di incoraggiarci… o sabotarci.
✓ Quanti pensieri attraversano la testa di un corridore durante una maratona. In questo articolo vi raccontiamo tutto quello che può passare per la mente di un maratoneta, dalla griglia di partenza fino all’arco del traguardo. Una vera avventura e una lunga riflessione.
‘1 –– “È adesso, ormai non puoi più tornare indietro”
Hai lasciato la sacca al deposito, intravedi l’arco di partenza, i corridori si agitano, l’atmosfera sale e lo speaker parla al microfono… È in quel momento che realizzi: la maratona è oggi, è adesso, e ormai non puoi più tornare indietro.
‘2 –– “Si parte, ce la farò”
La griglia è pronta, i corridori sono ammassati, lo sparo risuona e l’arco di partenza è lì davanti. In quell’istante la gara comincia davvero. I primi passi di una lunga cavalcata di 42,195 chilometri… ce la farò.
‘3 –– “Dai, mi sforzo di bere un po’ per mandare giù il gel”
Sono passati 5 chilometri. Ecco il primo ristoro: non bisogna dimenticarsi di mangiare e bere.
‘4 –– “È passato il primo mezzo, metà gara è fatta”
In effetti, sono già 21 chilometri. Ne restano altrettanti per arrivare in fondo a questa maratona. Bisogna tenere la rotta. Coraggio, andrà tutto bene.
‘5 –– “No, no, no, il muro non lo subirò”
Non dovresti pensarci, ma è più forte di te. Si sente parlare così tanto del famoso muro del trentesimo chilometro che fa paura. Quando ci si avvicina al chilometro 30, arriva un pensiero intrusivo… Deve solo passare, senza catturare l’attenzione. L’obiettivo? Restare concentrati e visualizzare il traguardo.
‘6 –– “Credo di avere un po’ male qui”
Superati i tre quarti di gara, la fatica e i dolori iniziano a farsi sentire… Ahi alla caviglia, ahi alla schiena… In fretta può diventare un “ahi” dappertutto. La fine si avvicina, coraggio.
‘7 –– “È dura”
Non è certo una rivelazione in anteprima: sì, una maratona è dura. Ma coraggio, ce la farai.
‘8 –– “Sul serio, ho pagato per questo?”
Sì, proprio così. È stata una tua idea, sei tu che volevi correre questa maratona. Quindi, anche se è dura e mancano ancora 4 chilometri, bisogna andare avanti. Pensa al traguardo, alle emozioni e alla soddisfazione di portare a termine questa prova leggendaria.
‘9 –– “È quasi finita, ci siamo”
L’arco si distingue in lontananza, l’orologio indica che restano appena un centinaio di metri e la folla esplode… Il traguardo è vicinissimo, non ci sono dubbi. È il momento di godersela.
‘10 –– “È finita, sono finisher e maratoneta”
Ebbene sì, valeva la pena arrivare fino in fondo. Congratulazioni, puoi essere fiero di te.
‘11 –– “Mi fa male tutto”
Il traguardo era pochi minuti fa e i primi dolori e indolenzimenti si fanno già sentire. Coraggio, è solo questione di ore: circa 48.
‘12 –– “Spero ci sia un ascensore o una scala mobile”
Quando, dopo la gara, bisogna pensare all’hotel, alle scale della metropolitana o a salire sull’aereo per il viaggio di ritorno… i maratoneti adorano gli impianti di risalita. :risate:
Oltre il traguardo, molto più dei chilometri percorsi.
Una maratona è molto più di una gara: è una conversazione intima con se stessi. Ogni pensiero, ogni dubbio, ogni momento di euforia o di sconforto scandisce questa avventura umana tanto quanto quella sportiva. Che si tratti di convincersi che “ce la farò”, di brontolare tra sé perché al traguardo non c’è una scala mobile o, peggio ancora, perché l’unica scala mobile della stazione della metropolitana più vicina è fuori servizio, tutti questi pensieri fanno parte integrante dell’esperienza. Ed è proprio questa ricchezza interiore, questa montagna russa mentale, a rendere la maratona così indimenticabile. Sì, ci saranno dolori, momenti di crisi e voglia di mollare… ma ci sarà anche quell’orgoglio immenso, quel brivido unico quando si taglia il traguardo, quella vocina che, in fondo, ti dirà sempre: «Ce l’hai fatta».
E solo per questo capirai perché hai pagato per soffrire… e perché lo rifarai. Congratulazioni: nonostante tutti questi pensieri, più o meno positivi, sei finisher di una nuova gara, e non di una qualunque: una maratona. Bravissimo!