Le scarpe da running sul podio delle maratone di Parigi, Boston e Londra 2025
Ogni primavera, le grandi maratone del calendario regalano prestazioni incredibili. Gli atleti migliori del mondo, più affilati che mai, danno spettacolo nelle World Majors e un dettaglio attira sempre più l’attenzione: le loro scarpe. Con l’esplosione dei modelli dotati di piastra in carbonio, le scarpe degli élite vengono analizzate da vicino alla ricerca del modello definitivo, quello che permette di correre un po’ più forte. Abbiamo passato al setaccio il podio delle maratone di Parigi, Boston e Londra 2025 per capire quali scarpe dominano davvero l’asfalto quest’anno. Spoiler: il monopolio di Nike è ormai storia.
Maratona di Boston: Asics e Under Armour sotto i riflettori
A Boston, il keniano John Korir ha impressionato con il tempo di 2h04’45. Nonostante una caduta in partenza, è riuscito a rimontare e a imporsi da padrone. Ai piedi delle nuove Metaspeed Sky Tokyo, l’atleta Asics ha lasciato il segno. Con questo primo posto in una delle maratone più prestigiose al mondo, Asics conferma l’efficacia formidabile della sua gamma da gara Metaspeed. Con la sua quarta iterazione, il marchio giapponese ha trovato la formula giusta: una piastra in carbonio abbinata alla nuova schiuma FF Leap, estremamente reattiva, insieme alla FF Turbo Plus, già presente da diversi anni sui suoi modelli di punta.
Alle spalle di Korir, Alphonce Felix Simbu (2h05’04) e Cybrian Kotut (2h05’04) completano il podio dopo uno sprint spettacolare su Boylston Street, entrambi con le adidas Adizero Adios Pro Evo 2, il nuovo modello di punta del marchio tedesco. Uno dei modelli più leggeri sul mercato, appena 138 grammi, disponibile dal 28 agosto alla modica cifra di… 500 €. Non è un segreto: il marchio tedesco resta un punto di riferimento per l’innovazione nel running.
Tra le donne, nuovi marchi si affacciano sulla scena e si impongono già come riferimenti. La keniana Sharon Lokedi ha brillato, polverizzando il record del percorso con lo straordinario tempo di 2h17’22 indossando le Under Armour Velociti Elite 3, ancora in fase di lancio, con uscita prevista per l’autunno 2025. Una vittoria netta per il marchio americano, dopo diversi anni di investimenti nel running e nel rapporto con la sua atleta, seconda a Boston nel 2024. Molto popolare tra i giovani nel mondo lifestyle, Under Armour ha sviluppato una gamma running completa, puntando sul proprio know-how in materia di prestazioni. Under Armour non è ancora il marchio più diffuso nel running, molto lontano dai colossi Nike, adidas e Asics. È però un’azienda che da diversi anni propone modelli di qualità. Il 2025 rappresenta una vera svolta, con il lancio del nuovo modello in carbonio.
A stretto contatto per tutta la gara, Hellen Obiri sale sul secondo gradino del podio. La medaglia di bronzo ai Giochi di Parigi aveva vinto le ultime due edizioni della Maratona di Boston. Quest’anno la keniana ha scelto le Cloudboom Strike LS di On Running. Il marchio svizzero è ormai da diversi anni uno degli attori imprescindibili del mercato running. Fondato nel 2010, il colosso elvetico ha puntato sull’innovazione con modelli fuori dagli schemi, un’identità incentrata sulla tecnicità dei prodotti e un posizionamento premium. Per realizzare la Cloudboom Strike LS, On ha brevettato una tecnologia unica chiamata LightSpray: un robot assembla la tomaia della scarpa in appena 3 minuti. Il risultato è sorprendente: una scarpa senza lacci, ultraleggera e con un ritorno di energia ai massimi livelli. Il futuro del running è già qui.
adidas e Nike danno spettacolo a Londra
Ogni anno, la Maratona di Londra rappresenta una sfida strategica di primo piano per i marchi. È la maratona più grande del mondo, il luogo in cui cadono i record e nascono le tendenze. E per l’edizione 2025, il parterre élite era semplicemente stellare con la presenza di Eliud Kipchoge, Sabastian Sawe, Jacob Kiplimo, Tamirat Tola, Sifan Hassan e Tigist Assefa. Una start list da sogno. E gli appassionati di running non sono rimasti delusi: è arrivato anche un nuovo record del mondo. Per i produttori di scarpe, era l’occasione ideale per presentare al grande pubblico i nuovi modelli da gara su strada.
È stato il keniano Sabastian Sawe a mettersi in luce, vincendo in 2h02’27. Una prestazione stratosferica, alla sua seconda maratona appena. Ai suoi piedi, le Adizero Adios Pro Evo 2, un modello già ben rappresentato sul podio di Boston. Con questi risultati, adidas consolida ulteriormente la propria credibilità nel segmento performance.
Nike non è da meno: il marchio del baffo aveva schierato le sue più grandi stelle della maratona. Sifan Hassan, Jacob Kiplimo, Eliud Kipchoge e Abdi Nageeye correvano tutti con le Alphafly. Hassan, Kipchoge e Nageeye, soprattutto, indossavano un prototipo inedito delle Alphafly 4, una versione non ancora in commercio. Sul podio maschile, solo Nike e adidas si dividono gli allori, con le Alphafly 3 di Kiplimo e le Adios Pro Evo 2 indossate da Mutiso.
Ma è stata adidas a brillare davvero per le strade di Londra. La leggendaria atleta etiope Tigist Assefa ha offerto una vera masterclass, battendo il record del mondo della maratona femminile in 2h15’50, con ai piedi le Adizero Adios Pro Evo 1. Squadra che vince non si cambia: nel 2023 Assefa aveva già conquistato il nuovo record mondiale della specialità, abbassandolo di due minuti fino a 2h11’53 alla Maratona di Berlino proprio con questo modello, prima di vincere la medaglia d’argento ai Giochi di Parigi 2024, ancora con le stesse scarpe ai piedi.
adidas schiaccia la concorrenza sui podi
La Maratona di Parigi ha regalato un grande spettacolo e, ancora una volta, adidas ha fatto piazza pulita. Tra gli uomini, Benard Biwott (2h05’25) e Sila Kiptoo si impongono con le Adizero Adios Pro 4. Tra le donne, Bedatu Hirpa vince con le Adizero Adios Pro Evo 1, davanti ad altre due atlete… anche loro adidas, con le Adizero Adios Pro 4. Insomma, le tre strisce sono ovunque. Su tutti i podi.
Puma entra nella cerchia dei grandi con la Fast-R 3 e il suo Project 3
Tra i marchi in ascesa, Puma attira sempre più attenzione. Con il lancio della Fast-R 3, il marchio tedesco propone una scarpa da gara con piastra in carbonio ultraleggera, 170 grammi, abbinata alla sua schiuma Nitro Elite altamente reattiva. Indossata da atleti élite come il canadese Rory Linkletter (2h07’02 a Boston) e l’americana Annie Frisbie (2h23’21), la Fast-R 3 non ha brillato soltanto sulla linea di partenza: ha fatto parlare molto di sé anche tra i runner amatori. Il marchio sostiene infatti che la sua nuova arma potrebbe far guadagnare diversi minuti sulla maratona, dati scientifici alla mano. Si parla di un miglioramento del 3,15% nell’economia di corsa rispetto a un’Alphafly 3, pari a un risparmio di quasi 4 minuti su una maratona corsa in 3 ore. Una promessa decisamente ambiziosa.
Per sostenere questi numeri, Puma ha lanciato un programma inedito: il Project 3. Pensato per gli appassionati che vogliono demolire il proprio record, questo progetto ha permesso a 180 runner amatori provenienti da 13 Paesi di vivere una preparazione da professionisti in vista delle maratone di Boston e Londra, con piano personalizzato, abbigliamento da gara e una ricompensa di 3.000 dollari per ogni record personale migliorato di oltre tre minuti.
Il risultato: 69 runner hanno migliorato il proprio record personale con ai piedi le Fast-R 3, di cui 38 di oltre tre minuti. Promessa mantenuta: Puma ha distribuito 132.000 dollari di premi. Un bel jackpot per questi atleti e un’iniziativa inedita che mette in luce l’impegno dei runner amatori, capaci di conciliare allenamenti impegnativi, lavoro e vita familiare. Con questa operazione di marketing, il marchio tedesco avvicina ulteriormente il mondo degli élite a quello dei corridori amatori, dimostrando che con impegno e passione tutto è possibile. Un bel colpo firmato Puma.
Tendenze e prospettive
adidas è nettamente davanti: con le gamme Adizero Adios Pro e Adizero Pro Evo, il marchio tedesco è onnipresente sui podi delle grandi competizioni. Quando c’è di mezzo la prestazione, adidas non è mai lontana. E per dare vita alle sue innovazioni tecnologiche, il marchio delle tre strisce può contare su atleti eccezionali come Sabastian Sawe e Tigist Assefa.
Diversificazione dei marchi: il monopolio di Nike appartiene al passato. Tra il ritorno in forza di nomi storici come adidas e Asics e l’emergere di challenger ambiziosi come Puma, Under Armour e On Running, il panorama del running si è diversificato notevolmente, con grande soddisfazione dei runner.
Innovazione tecnologica: tutte le super shoes osservate nelle top 10 delle maratone integrano piastre in carbonio, schiume reattive e design aerodinamici realizzati con materiali ultraleggeri.
Accessibilità: alcuni di questi prototipi, pur essendo stati progettati per l’élite, diventano gradualmente disponibili per il grande pubblico. Ma attenzione, la qualità ha un prezzo… I nuovi modelli arrivano ormai a 300 €, e persino a 500 € per la gamma Adizero Pro Evo.
La cosa più sorprendente del 2025 è che nessun marchio domina più da solo. I podi di Boston lo dimostrano: tre scarpe diverse sui tre gradini del podio. Asics, Under Armour, Puma, On, Brooks… oggi tutti hanno un modello in grado di sfidare adidas e Nike. È un’ottima notizia per i runner. I marchi si moltiplicano, ognuno porta qualcosa di nuovo e gli amanti dell’asfalto possono finalmente scegliere in base alle proprie sensazioni e preferenze estetiche, tra una varietà di brand mai così ampia.
✔ E voi, quali scarpe indosserete per andare a caccia del vostro record personale questa stagione?