Perché nessuno vi crede quando dite «Corro solo per piacere»?
Molti reagiscono con scetticismo quando qualcuno esclama: «Corro solo per piacere». Tra runner, non è difficile capire il concetto, anche se non sempre. Per chi è estraneo a questa pratica, invece, è tutta un’altra storia. Mito o realtà?
Ma allora perché? Perché la corsa non conquista tutti? Quali sono gli aspetti che possono scoraggiare?
‘1 – I traumi della corsa a scuola
Vi ricordate le lezioni di educazione fisica alle medie e alle superiori? I cross obbligatori sotto la pioggia del mercoledì, i tre 500 metri dell’esame di maturità? E poi il rientro in classe, sudati, per passare il resto della giornata a lezione di storia. Per alcuni, correre significa tornare volontariamente in quell’inferno già vissuto.
‘2 – Gli inizi non sono mai facili
I primi passi con le scarpe da running non sono affatto semplici. Sono in pochi a divertirsi fin dalle prime falcate: le prime uscite sono ingrato, lunghe e dolorose. Alcuni trovano soddisfazione nei progressi, per altri quel muro sembra impossibile da superare.
‘3 – Le ripetute: ma chi me l’ha fatto fare?
Le sessioni di VMA o i blocchi a ritmo maratona non hanno molti estimatori. Eppure sono proprio questi allenamenti a far migliorare, anche se presentano il conto all’organismo. I runner finiscono sudati, stanchi e senza fiato… Da fuori, è difficile credere che possa essere piacevole, e invece.
‘4 – Sudare non è (sempre) sexy
Alla fine dell’uscita non si capisce più se si è fradici di sudore o se ha piovuto per tutto l’allenamento. Alcuni sostengono che «sudare è sexy», ma non è il gusto di tutti, e si può capire. Da quando essere rossi in viso e zuppi dovrebbe essere piacevole?
‘5 – Correre per ore e ore
Una mezza maratona, una maratona, un trail… In generale, tutte queste gare durano almeno un’ora e possono protrarsi molto più a lungo. I maratoneti, per esempio, impiegano dalle 2 ore dei campioni fino a 6 ore; alcune gare trail possono durare ben più di una giornata. Riusciamo davvero a rendercene conto? Correre per ore per una maglietta e/o una medaglia può sembrare surreale a chi si chiede dove sia il piacere.
‘6 – Zombie avvistati in gara
Il gruppo dei partecipanti è sempre un autentico spettacolo, dove si può assistere a ogni genere di situazione. Malori, cadute, pianti, fasciature, zoppicamenti… Sul percorso, a volte, i runner sono davvero malconci. Difficile credere che in quel momento si stiano divertendo.
‘7 – Correre senza un motivo
Per alcuni, la corsa non è un’attività vera e propria se non è accompagnata da qualcos’altro: un cane, un pallone, una partita di calcio o altro ancora. Correre può sembrare inutile.
Amici runner, ora capirete meglio perché alcuni non vi credono quando dite: «Corro per piacere».
| Calendario delle maratone in Francia, qui.