Shake out run: il rituale di riscaldamento prima di una gara si fa in compagnia
I «tradizionalisti» e gli «anziani» non lo chiamavano così, ma il concetto oggi anglicizzato esiste da sempre: correre prima di una gara per prepararsi all’appuntamento, muscolarmente e mentalmente. Oggi si chiama «shake out run» e sempre più spesso si fa in gruppo. Con buoni motivi!
Pre-riscaldamento, corsetta di scarico, corsa pre-gara: la si può chiamare come si vuole, compreso l’anglicismo «shake out run» che, alla lettera, significa «la corsa che scuote» (un programma niente male!). Qualunque sia il nome scelto, si tratta di una corsetta pre-gara da inserire, a seconda delle preferenze, 48 o 24 ore prima della competizione, oppure addirittura appena prima della partenza. Questa sessione, generalmente breve (da 20 a 40 minuti), ha come obiettivo principale l’attivazione muscolare e mentale. Se la si programma il giorno prima o due giorni prima della gara, svolge anche una funzione di «scarico» (soprattutto dopo aver viaggiato per diverse ore per raggiungere il luogo della competizione, per esempio) e di richiamo di intensità se si inseriscono alcune frazioni più veloci. Il risultato? Una circolazione sanguigna più attiva, muscoli rilassati, una scarica di endorfine (utile per smaltire lo stress) e una mente più serena.
Una tendenza: lo shake out run collettivo
Oggi molte gare propongono sessioni collettive il giorno prima dell’evento, a volte guidate da un campione. Certo, queste iniziative hanno una componente «marketing», perché spingono i partecipanti a condividere sui social la corsa accanto a una personalità conosciuta, ma offrono anche vantaggi concreti.
➜ Creare spirito di comunità e solidarietà: Riunendosi attorno a un leader, i runner si sentono uniti dallo stesso obiettivo e dalla stessa passione. Il risultato? Più motivazione e una voglia di correre ancora maggiore.
➜ Raccogliere qualche buon consiglio: Confrontandosi con gli altri concorrenti e con campioni che spesso conoscono bene la gara che rappresentano, si possono raccogliere informazioni preziose e idee a cui da soli non si sarebbe necessariamente pensato.
➜ Sentirsi più sicuri: Correre in gruppo aiuta a rafforzare la fiducia in se stessi, perché ci si rende conto di essere perfettamente in grado di tenere il passo degli altri. Parlare della gara, della preparazione svolta e anche delle proprie ansie può aiutare ad allentare la tensione.
➜ Individuare il percorso: Quando lo shake out run si svolge su una parte del tracciato di gara, permette di prendere confidenza con il percorso e con l’atmosfera dell’evento. In gruppo si osserva il luogo, se ne parla e si ridimensionano le preoccupazioni. Anche così si allenta lo stress e si conservano energie per ciò che conta: correre al meglio il giorno della gara.
Evita di farti scuotere troppo dallo shake out run collettivo
Se il riscaldamento condiviso offre vantaggi reali, va comunque affrontato con prudenza e senso della misura. Non devi arrivare stanco alla gara né farti contagiare dallo stress degli altri!
➜ Lo shake out run deve essere leggero per te: In genere si consiglia di correre per 30 minuti in totale, a bassa intensità, con una corsetta molto facile che non produca alcuna fatica. Al termine della sessione si possono inserire alcune accelerazioni, dai 20-30 secondi fino a 2 minuti a ritmo più sostenuto, per un breve richiamo di intensità, senza ovviamente intaccare le riserve. Questo richiamo va adattato alla propria esperienza nella corsa.
➜ Lo shake out run deve essere adatto al livello del runner e alle sue abitudini: Se non hai mai fatto questo tipo di riscaldamento alla vigilia di una gara e temi di stancarti, esci semplicemente per una camminata di 30 minuti a passo sostenuto. Inserirai la corsetta la volta successiva, quando avrai capito che correre lentamente non provoca una fatica dannosa. È importante arrivare sereni sulla linea di partenza.
➜ Se sei particolarmente sensibile alle emozioni altrui: Forse è meglio evitare di correre in gruppo prima di una competizione. Sarebbe un peccato lasciarsi «contagiare» dallo stress degli altri…
Il punto è questo: lo shake out run è utile, se non addirittura necessario, per entrare nel clima della gara, fisicamente e mentalmente. Se praticato in gruppo, porta con sé vantaggi concreti soprattutto sul piano psicologico e sociale. Ognuno deve capire se la dimensione comunitaria offre conforto e spunti importanti per la propria strategia di gara, oppure se la solitudine è più efficace.