Sputare durante la corsa: è consentito?
Non è l’argomento più glamour, eppure sono molti i runner che sputano durante la corsa. Perché succede e, soprattutto, è consentito farlo?
Alzi la mano chi, runner o runner donna, non ha mai sentito il bisogno impellente di liberarsi dalla saliva densa che si accumula in bocca mentre corre. A leggerla così, l’abitudine può sembrare disgustosa. Eppure, per chi corre con regolarità, è una scena tutt’altro che insolita. Quando i runner sputano, non lo fanno per inciviltà o per manifestare il proprio malcontento. No, è una reazione fisiologica del tutto naturale, che spesso si manifesta nel pieno dello sforzo.
Da dove arriva il catarro
Prima di tutto, va detto che il catarro è composto da acqua, sali minerali, proteine e cellule immunitarie. È una barriera di protezione delle vie respiratorie, che intrappola tutto ciò che non dovrebbe entrarvi. Quando si accumula, però, provoca fastidio e aumenta lo stimolo a espellerlo. Durante l’attività fisica, la mucosa che riveste i bronchi produce una quantità maggiore di muco bronchiale. Quello che i runner si ritrovano in bocca è un grumo vischioso di secrezioni provenienti dai bronchi o dalla trachea. I medici raccomandano di non ingoiare il catarro, per evitare di introdurre nell’apparato digerente agenti patogeni, potenzialmente responsabili di disturbi intestinali. Istintivamente, chi corre tende quindi a espellerlo, con più o meno eleganza, per respirare meglio. A volte senza rendersene nemmeno conto, soprattutto quando gli occhi sono incollati al cronometro.
Un divieto che risale al… 1942
Eppure, se questo comportamento è ampiamente accettato dalla comunità dei runner, resta comunque vietato. La legge è datata 22 marzo 1942, sotto il governo di Vichy, quando la tubercolosi era particolarmente diffusa. Un secondo decreto, modificato nel 1992, stabilisce che è «vietato a chiunque sputare in luoghi diversi dagli appositi sputacchiere». La violazione può costare una multa da 68 a 135 €. Un semplice allenamento può diventare piuttosto costoso.
Qualche anno più tardi, durante la crisi sanitaria, anche gli sputi dei jogger erano finiti nel mirino. Ricorderete che saliva e goccioline erano considerati potenziali vettori di trasmissione del coronavirus. Alcuni comuni, come Le Raincy, nella Seine-Saint-Denis, o Marcq-en-Barœul, nel Nord, avevano emanato ordinanze per sanzionare chi sputava negli spazi pubblici, compresi gli appassionati di corsa.
Nessun riferimento nei regolamenti di gara
Durante le gare ufficiali che si svolgono su strade e spazi pubblici, sputare è vietato. Nella pratica, però, è raro vedere la polizia fermare un runner per questo motivo. Nei regolamenti delle gare si legge spesso l’obbligo di raccogliere i propri rifiuti lungo il percorso, ma sullo sputare non c’è praticamente mai una disposizione specifica. Vale la regola del buon senso: se evitate di lanciare il catarro in faccia a un altro concorrente, difficilmente avrete problemi.
Anche se sputare mentre si corre è una reazione naturale e quasi istintiva per molti runner, resta un comportamento disciplinato da una legge dimenticata ma ancora in vigore. Nella pratica, il divieto viene applicato di rado, soprattutto durante una gara. Il buon senso e il rispetto per gli altri partecipanti devono però venire prima di tutto. Se durante lo sforzo avete bisogno di liberarvi del catarro, fatelo con discrezione… e soprattutto senza prendere di mira il runner che vi segue.