Semi-Marathon Marvejols-Mende, Mélody Julien e Nixon Kiprotich brillano in Lozère
Il Semi-Marathon Marvejols-Mende ha mantenuto ancora una volta tutte le promesse domenica 20 luglio 2025. Sul tracciato mitico e durissimo tra i rilievi della Lozère, a conquistare la vittoria sono stati il keniano Nixon Kiprotich tra gli uomini e la francese Mélody Julien tra le donne, che hanno scritto il loro nome nell’albo d’oro di una gara leggendaria del podismo francese. Alle loro spalle erano schierati diversi grandi nomi del fondo transalpino: il campione di Francia dei 10 km Raphaël Montoya, il maratoneta olimpico Nicolas Navarro e la due volte campionessa del mondo dei 100 km Floriane Hot.
Una gara leggendaria per i paesaggi… e per la difficoltà
È una gara storica in Francia. Con un formato unico, Marvejols-Mende ha della mezza maratona solo il nome: con i suoi 22,4 chilometri, supera la distanza classica. Tra i due comuni di Marvejols, a 688 metri di quota, e Mende, a 740 metri, il tracciato tortuoso obbliga a superare due passi emblematici della regione: Goudard, a 1.018 metri, e Chabrits, a 960 metri. In una sequenza impegnativa di falsopiani, rampe ripide e discese che spezzano le gambe, gli atleti possono anche godersi i panorami mozzafiato della regione, lontani dai consueti scenari urbani delle gare su strada. Marvejols-Mende è la sfida definitiva: resistenza mentale, tenuta muscolare, quadricipiti in fiamme… Su questo percorso collinare è impossibile mantenere un ritmo costante. I corridori devono affrontare di continuo variazioni di ritmo e di pendenza.
Mélody Julien, la tarnaise sul tetto della gara
Il gruppo è partito alle 9 sotto un cielo sereno, acclamato da migliaia di spettatori e sostenuto da oltre 550 volontari, in un’atmosfera festosa e calorosa. Il running autentico e locale, proprio come piace a noi.
La francese Mélody Julien ha confermato la sua crescita. Al via su questo percorso già da diverse edizioni, la campionessa francese 2022 di mezza maratona, maratoneta ai Giochi olimpici di Parigi 2024 (74ª), ha tagliato il traguardo in 1h27’29, nonostante una vistosa vescica al piede destro, provocata dalle ripide discese del tracciato. Ha preceduto le marocchine Hanane Bouaggad (1h29’00) e Fatiha Asmid (1h29’31).
Una prestazione di alto livello su un percorso difficile, ben lontana dal suo record personale sulla mezza maratona, 1h10’31 a Siviglia all’inizio dell’anno, ma che dimostra la sua capacità di adattamento e la sua resilienza su ogni terreno.
Nixon Kiprotich, un esordio vincente
Tra gli uomini, alla sua prima partecipazione a Marvejols-Mende, il keniano Nixon Kiprotich ha domato alla perfezione il percorso della Lozère. Si è imposto in 1h15’04, davanti al marocchino Youssef Benhadi (1h15’26) e al francese Raphaël Montoya (1h15’55). Il record della gara, ancora detenuto da Luka Kanda (1h10’09 nel 2011), resiste, ma Kiprotich ha impressionato alla sua prima esperienza sul percorso.
Prestazioni notevoli e volti noti
Da segnalare la prestazione del loszerano Corentin Capelier, 17° assoluto in 1h20’49, al suo quarto titolo locale consecutivo, e quella di Anne Moulin, figlia del fondatore dell’evento, quarta tra le donne in 1h32’58, con il suo miglior tempo nella gara.
Tra i nomi di punta c’era anche il maratoneta olimpico Nicolas Navarro, costretto a fare i conti con forti dolori muscolari. Ha chiuso all’11° posto in 1h18’47, su un percorso poco adatto agli specialisti delle gare veloci e scorrevoli. Anche la due volte campionessa del mondo dei 100 km, Floriane Hot, era della partita e ha tagliato il traguardo al 14° posto in 1h40’54.
Una sfida sportiva nel cuore della Lozère
Il profilo del percorso è all’altezza della sua reputazione. Dopo il riscaldamento sui falsopiani di Bouldoire, gli atleti affrontano le dure pendenze del col de Goudard, con tratti fino al 15%, seguite da una discesa tecnica verso La Planchette, dove i quadricipiti vengono messi a dura prova. La salita di Chabrits oppone un’ultima resistenza prima della lunga discesa verso Mende e dell’arrivo sul boulevard Henri Bourrillon, nel cuore di una folla in delirio: uno scenario che ricorda il Tour de France.
Il percorso attraversa paesaggi splendidi, tra foreste, vallate e panorami aperti. A ogni curva, gli incitamenti del pubblico, le bande musicali, i tamburi, le danze locali e l’energia dei volontari accompagnano la falcata degli atleti in questo scenario da sogno.
Una gara ricca di storia
Creata nel 1973 da Jean-Claude Moulin e da alcuni amici appassionati, la gara Marvejols-Mende fu la prima in Francia ad accettare atleti non tesserati e donne, in un’epoca in cui alle podiste era ancora vietato partecipare a queste distanze oltre i 5 km. All’epoca, questa iniziativa pionieristica costò al fondatore una sospensione da parte della FFA, prima che il ministero dello Sport istituisse una commissione per regolamentare le gare su strada… prendendo proprio Marvejols-Mende come modello.
In cinquantadue edizioni, questa prova è diventata un simbolo di libertà sportiva e partecipazione, conservando al tempo stesso uno spirito popolare, festoso e autentico. Gare come Marseille-Cassis o Paris-Versailles sono nate proprio sulla sua scia. Non è poco.
Anno dopo anno, Marvejols-Mende conserva quel profumo autentico che la rende unica. Correre questa gara significa celebrare il running e la libertà, e soprattutto partecipare a un appuntamento tanto popolare quanto d’élite. Il trait d’union perfetto tra amatori e professionisti, uniti dalla stessa passione per la corsa. Tagliando il traguardo, i 5.000 partecipanti di questa edizione 2025 possono dirlo con orgoglio: hanno osato correre la leggenda.