10.000 sagome viola hanno «calpestato la violenza contro le donne» alla Sine Qua Non Run

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Da Sabine Loeb

Pubblicato il gio 10 settembre 2026

Aggiornato il gio 10 settembre 2026

10.000 sagome viola hanno «calpestato la violenza contro le donne» alla Sine Qua Non Run
© Monsieur Coq Productions

Sabato 28 marzo, 10.000 sagome viola hanno invaso le strade del 10° arrondissement di Parigi. L’associazione Sine Qua Non celebrava l’ottava edizione di questa corsa simbolica, nata per «calpestare la violenza di genere e sessuale». Una serata carica di emozioni, con donne e uomini riuniti per una causa comune: l’uguaglianza.

L’evento è ormai una presenza fissa nel calendario delle corse parigine e, più in generale, nell’immaginario di tutti. Eppure, al debutto nel 2018, erano appena 800 le persone sulla linea di partenza. All’epoca si partiva non nei pressi di Place de la République, come oggi, ma da Place de la Bataille de Stalingrad.

L’idea di organizzare la corsa al calare della sera era presente fin dall’inizio: un momento particolarmente significativo per le donne, spesso percepito come quello in cui possono sentirsi minacciate. Il percorso, inizialmente tracciato intorno al bassin de La Villette e poi lungo il Canal de l’Ourcq, attraversava Pantin, Bobigny e Parigi. «È il posto ideale per correre, senza automobili. Si può seguire il canale… solo che, quando cala la notte, per una donna è comunque più difficile. Non ci si spinge mai troppo lontano per via di questa barriera mentale», racconta Mathilde Castres, cofondatrice dell’associazione.

© Monsieur Coq Productions

Dal 2025, il villaggio della corsa è allestito in Place de la République, una sede più centrale e simbolo di lotta e unione. La partenza è a pochi passi. Con il successo dell’evento, non si poteva fare altrimenti: è stato necessario adattarsi, cambiare sede, ampliare la logistica e rafforzare l’organizzazione.

Anche quest’anno la serata è volata: sul palco allestito per l’occasione si sono susseguiti gli interventi e i laboratori, tra cui quelli di autodifesa. I partecipanti hanno passeggiato tra gli stand, incontrando associazioni come Règles Élémentaires ed En Avant Tout(e)s, e scoperto spazi diversi, come la Maison Bulle per rilassarsi e il gazebo della clinica degli osteopati di Cachan. Un primo riscaldamento dinamico, guidato da Lucile Woodward, ha preceduto la partenza della 6 km, seguito da altri interventi stimolanti e poi da un secondo riscaldamento per i partecipanti alla 10 km. Questi ultimi hanno tagliato il traguardo sotto la luce dei lampioni, prima del DJ set che ha chiuso la giornata.

Calpestare la violenza correndo

La corsa è nata come risposta alla violenza di genere e sessuale subita dalle donne. Mathilde Castres ricorda una partecipante che, durante la prima edizione, aveva rimesso le scarpe da running dopo dieci anni di stop a causa di un’aggressione subita mentre correva. «Quella testimonianza ha segnato una svolta, perché ci siamo dette che l’evento doveva diventare un appuntamento stabile. Dovevamo agire», insiste la presidente dell’associazione. Ancora oggi certi comportamenti persistono. Le donne continuano a vedere limitata la propria pratica dal pericolo reale rappresentato da alcuni atteggiamenti maschili.

Non tutte hanno subito violenza sessuale, per fortuna. Ma la violenza di genere resta onnipresente. Sara-Lou e Alice si considerano relativamente risparmiate. Eppure, appena arrivate sul posto, si sono sentite rivolgere un «ah, però, 430» da due uomini. «È piuttosto ironico sentirsi fare un’osservazione sul nostro sedere proprio venendo qui», sottolinea la prima. Due partecipanti, consapevoli di questi temi, non esiteranno a indossare la maglietta quando se ne presenterà l’occasione. «Voglio approfittarne per far passare il messaggio, indossandola quando gioco a pallavolo», afferma Saquib, un ragazzo. Anche altri, dipendenti di AMP Visual TV e già sensibilizzati sul tema attraverso il loro lavoro, hanno voluto partecipare alla corsa, in quanto professionisti del settore audiovisivo.

È piuttosto ironico sentirsi fare un’osservazione sul nostro sedere proprio venendo qui.

Sara-Lou, una runner della 6 km

Un percorso scandito dalle urla dei tifosi

Alle 18 sono stati prima i partecipanti alla 6 km ad aprire le danze. Che atmosfera già in questa prima prova, con il pubblico distribuito lungo tutto il percorso. Bande musicali, cartelli e incitamenti hanno accompagnato i partecipanti, dai 10 anni fino a quasi 80. Marie, una nonna di 76 anni, è stata applaudita dalla folla per tutto il tragitto: impressionante il suo ritmo, nonostante la corporatura esile. «I miei nipoti erano dietro di me e arriveranno», sorride questa appassionata di corsa, reduce da anni difficili e dalla recente perdita del marito. La sua velocità sui 6 km ha suscitato innumerevoli reazioni tra le persone intorno a lei. Alcune ragazzine l’hanno trovata «troppo carina», mentre altre esclamavano: «Ci fa neri!»

Il percorso porta i runner da rue Beaurepaire, dove viene dato il via, fino al Canal Saint-Martin e al bassin de La Villette. L’atmosfera è straordinaria: i ponti sono gremiti di decine di spettatori e quest’anno, nonostante le forti raffiche di vento che hanno abbassato sensibilmente la temperatura, il sole ha fatto capolino verso la fine della giornata. Il traguardo, sull’acqua, trasmette una vera sensazione di benessere, condivisa dalle migliaia di finisher. Ai partecipanti della 6 km basta seguire le indicazioni per tornare al deposito borse, passando accanto alla linea di partenza, da cui è appena partita la 10 km.

Per alcune, come Lala, ex cestista e oggi mamma, questa corsa ha rappresentato una vera sfida. Nei suoi occhi si legge l’orgoglio per essere arrivata al traguardo, ancora di più per una causa che le sta a cuore. Per altre, la sfida non consisteva tanto nel coprire la distanza, quanto nel migliorare il proprio tempo. «Volevamo darci dentro, così abbiamo studiato qualche strategia», raccontano due amiche, entrambe runner esperte, che non sono riuscite a ottenere un pettorale per la 10 km, andata sold out.

Imran Naajii, del run club Eightlines, si è goduto la vittoria nella 10 km. Runner esperto, con un primato di 29’47”, frequenta le gare parigine e ama partecipare a questi eventi sportivi solidali, capaci di mobilitare e sensibilizzare. «Sono partito molto tranquillo, anche se l’obiettivo era dare tutto. Fino al sesto chilometro ero con un altro corridore, poi ho concluso da solo. A un certo punto ho mancato una svolta e ho imboccato la strada sbagliata per 30 metri, finché un volontario non mi ha rimesso sulla rotta giusta. È stato un evento al quale ho partecipato con enorme piacere», racconta, trascinato dall’energia di una corsa insieme solidale e festosa.

Anche l’ottava edizione ha fatto vibrare le strade di Parigi. Il viola ha invaso la capitale per ricordare che l’uguaglianza è un valore da non dimenticare mai. E se qualcuno crede ancora che gli uomini siano i più forti, la razzo di 76 anni, superandoli, ricorda loro con gentilezza che nessuna donna va mai sottovalutata.