Give me FIV, la prima corsa in Francia dedicata alla PMA

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Da Sabine Loeb

Pubblicato il mer 9 settembre 2026

Aggiornato il mer 9 settembre 2026

Give me FIV, la prima corsa in Francia dedicata alla PMA
© Give me FIV

L’associazione Un pas ensemble pour la vie lancia Give me FIV, una corsa inedita dedicata alla PMA, il prossimo 15 novembre al Parc de Parilly, a Bron, nei pressi di Lione. Un evento sportivo e solidale che punta a riunire fino a 2.500 partecipanti.

Il 15 novembre è una data da segnare in agenda. Una corsa come Give me FIV, in riferimento alla fecondazione in vitro, è destinata a lasciare il segno, soprattutto tra gli appassionati di running e le persone che stanno affrontando un percorso di procreazione medicalmente assistita (PMA), decise a portare alla luce questa esperienza e a cambiare il modo in cui viene percepita. Ma non serve rientrare in una di queste due categorie per partecipare: le prove sui 5 e 10 km, aperte ai runner in versione cronometrata e ai camminatori in modalità randonnée, sono accessibili a tutti. Sono stati pensati sia un formato individuale sia uno in coppia, per riflettere i percorsi di PMA attuali, spesso vissuti da soli o insieme al proprio partner, e coinvolgere così entrambi. La corsa si rivolge anche a familiari e amici di queste persone, più numerose di quanto si pensi, visto che l’infertilità riguarda una coppia su quattro, ai professionisti sanitari che lavorano quotidianamente su questo tema e alle aziende che desiderano legare il proprio nome a un’iniziativa innovativa e ricca di significato.

Una corsa nata da una constatazione

« Mi sono resa conto che su questo tema c’erano molti tabù, racconta Fanny Palard, coordinatrice generale dell’evento, con un passato nel marketing sportivo. La maggior parte dei format di comunicazione dedicati all’argomento era incentrata sulle testimonianze e sulla difficoltà dei percorsi. Ho pensato che forse mancasse un format positivo e capace di unire, per rompere il silenzio e rendere il tema più accessibile, o almeno portarlo nello spazio pubblico del confronto ». Per questa prima edizione sono attesi 2.500 partecipanti. Un numero che può sembrare ambizioso, ma poggia su un’analisi ragionata: « È un obiettivo che ci siamo davvero posti guardando con razionalità alle statistiche della regione Rhône-Alpes, alle persone potenzialmente coinvolte e alle tendenze attuali della corsa a piedi. »

Più di una corsa: uno spazio per parlare

Al di là dello spirito sportivo, questa corsa nasce soprattutto per riunire le persone attorno a un tema ancora avvolto dalla discrezione, ma vissuto da molti. I percorsi delle coppie o delle persone single che ricorrono alla PMA sono spesso pieni di ostacoli, tra attese, coraggio e improvvisi lampi di speranza.

Nella zona di partenza e arrivo, un villaggio partner sarà animato da diverse aziende, collettivi e associazioni. Ci sarà anche il Collectif BAMP!, impegnato a migliorare le condizioni delle persone che affrontano un percorso di PMA, soprattutto nel rapporto con le istituzioni. Specialisti del settore allestiranno inoltre punti informativi sulla fertilità. Le organizzatrici stanno parlando anche con una scrittrice che sta lavorando proprio su questo tema, per creare uno spazio dedicato a testimonianze e interviste, oltre che con marchi attivi nello sport, nel benessere e negli ambiti legati al mondo femminile.

La partenza, fissata al Parc de Parilly, sarà il cuore di questo evento capace di unire, che devolverà il 20% del costo dei pettorali alla Fondation des Hospices Civils de Lyon (HCL), a sostegno di progetti a breve termine del reparto di medicina e riproduzione dell’Hôpital Femme-Mère-Enfant. « E soprattutto, permette di rendere il tema un po’ più normale, aggiunge la portavoce della corsa. Il giorno della gara possiamo esserci tutti, nella stessa situazione, camminando fianco a fianco. E ciò che emerge spesso da questi percorsi è un forte senso di solitudine. Anche quando se ne parla, a volte ci si sente soli e isolati. L’idea era pensare che, come evento collettivo e solidale, potessimo attenuare un po’ questo senso di isolamento per la durata di una corsa, ritrovandoci tutti ad andare nella stessa direzione. »

E dopo?

Questa prima edizione si svolgerà nella città sul Rodano, ma gli organizzatori non escludono di portare la corsa in altre città negli anni futuri, con Annecy e Bordeaux già tra le ipotesi. Si pensa sia a format tradizionali sia a versioni connesse, per correre online tutti insieme.

Sul fronte della comunicazione, il team mantiene una certa serenità: il lancio è avvenuto senza una grande campagna, soprattutto attraverso i social network. Un’iniziativa invita già i partecipanti che hanno acquistato il pettorale a inviare le proprie foto, per mostrare che l’evento è prima di tutto umano e che ognuno può trovare il proprio posto.

L’obiettivo finale di questa corsa è quindi portare la PMA fuori dal solo ambito medico e avvicinarla a un format più accessibile. « Volevamo parlare di cose profonde, ma con leggerezza », riassume Fanny Palard. E sul traguardo ad attendere i partecipanti ci sarà un enorme « high five ». Come a dire che, non importa quanto sia grande o piccola la vittoria, qui nessuno affronta questo percorso da solo. Give me FIV, a ben vedere, porta proprio il nome giusto.

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