Maratona del Cognac, dove si brinda alla prestazione

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Da Sabine Loeb

Pubblicato il gio 10 settembre 2026

Aggiornato il gio 10 settembre 2026

Maratona del Cognac, dove si brinda alla prestazione
© Marathon du Cognac

Per la 24ª edizione della Maratona del Cognac, 4.700 runner si sono ritrovati sabato 8 novembre a Jarnac per affrontare le diverse gare. Hugo Le Poulard ha vinto al debutto sulla maratona in 2h27’21 a soli 19 anni, mentre la beniamina di casa Cécile Devierre ha conquistato il suo primo titolo.

Come dimostra il record di iscrizioni stabilito quest’anno nelle quattro gare dell’evento della Charente, anche le tre prove dedicate ai bambini hanno registrato il tutto esaurito, con quasi 300 piccoli runner impegnati nel pomeriggio sulle diverse distanze. E i record non hanno smesso di cadere: tra maratona, mezza maratona, 10,5 km e 5 km, diversi primati personali sono stati riscritti. È il caso del giovane Hugo Le Poulard, autore di un’impresa locale: al debutto sulla maratona ha vinto in 2h27’21, dopo essersi posto l’obiettivo delle 2h30. A soli 19 anni, firma il terzo miglior tempo nella storia della gara. Non male.

Ma oltre alle prestazioni, la Maratona del Cognac è anche un’immersione nella cultura locale, spesso accompagnata, per fortuna, da un clima mite. Il percorso è impegnativo, soprattutto nella seconda metà, ma porta i runner tra i vigneti, nelle cantine di Cognac Royer e davanti a castelli, deliziando il palato con ristori fuori dal comune: pâté, sanguinaccio, ostriche e, naturalmente, una piccola dose di cognac per il viaggio. Ben 700 volontari sono stati mobilitati per consentire a questa festa della corsa di svolgersi nel migliore dei modi. A chiudere i festeggiamenti, domenica mattina, è stata la «Balade de Jacques», organizzata in memoria della guida turistica Jacques Rullier, con il tradizionale aperitivo offerto ai camminatori.

Un podio inevitabilmente locale nella maratona

Il vincitore dell’edizione 2025 della maratona, Hugo Le Poulard non si è certo risparmiato. Il ragazzo della Charente-Maritime ha sbaragliato la concorrenza, conquistando al debutto una vittoria netta in 2h27’21. «Mi sono allenato molto e il trail mi ha aiutato parecchio, perché ero già abituato a correre lunghe distanze in ogni condizione», racconta al microfono di Charente Libre il giovane atleta, trailer e futuro triatleta. Dopo aver accusato un calo al 30° chilometro, ha sfruttato il ristoro per rimettersi in moto: «Ho mandato giù tutto quello che potevo, mi ha ridato un po’ di zuccheri e grazie a quello sono riuscito a finire.» Consapevole di poter correre in 2h30, si è concesso un attimo di dubbio prima di rilanciare e chiudere in spinta. Sull’atmosfera speciale della gara, non lesina elogi: «Gli incitamenti mi hanno trascinato, soprattutto nel finale, perché non ne avevo più». A meno di 20 anni, firma così una prima vittoria maiuscola, lasciando il secondo classificato a oltre 11 minuti.

Alle sue spalle, il beniamino di Cognac Raphaël Lassalle chiude secondo in 2h38’12. «Ero perfettamente in linea con i miei obiettivi, quindi sono soddisfatto. Volevo fare una buona preparazione in vista dei cross e questa era l’occasione per correre una maratona vicino casa», racconta al media locale il runner, spesso al via di questa manifestazione. Pur avendo corso praticamente da solo, ha apprezzato il pubblico che urlava il suo nome a pieni polmoni. «Fa davvero bene», aggiunge. Del suo rivale dice sorridendo: «Non lo conoscevo. O sapeva quello che faceva, e allora era imprendibile, oppure era un po’ troppo ottimista e sarebbe saltato... Alla fine, sapeva il fatto suo». Lucido, il portacolori del club locale analizza la sua gara: «Ho mantenuto il ritmo previsto fin dall’inizio, perché la maratona può diventare terribile nel finale. La seconda metà del percorso è molto più complicata, ma se non si parte troppo forte si gestisce bene». Il master 4 Stephan Duffau della Team DUF completa il podio in 2h45’06.

Tra le donne, Cécile Devierre, indicata tra le favorite, ha rispettato i pronostici chiudendo la maratona in 3h07’08. Puntava soltanto alla vittoria: «Sono molto orgogliosa, vincere era davvero il mio obiettivo. Sono felicissima di rappresentare Cognac e il Cognac AC, il mio club!». Rimasta a lungo sui ritmi previsti, la runner di Cognac è stata costretta a spingersi oltre i propri limiti dopo la mezza maratona, complice la complessità del tracciato. È la prima vittoria della beniamina di casa. «Fa bene», esulta, già proiettata al futuro: «Spero che un giorno riuscirò a scendere sotto le 3 ore...». Radiosa, con i brillantini sulle guance e un sorriso da un orecchio all’altro, la campionessa riassume così il suo stato d’animo: «Parto sempre con l’idea di divertirmi prima di tutto. Quando si fanno le cose con piacere, la prestazione arriva di conseguenza.» Alle sue spalle, Tiphanie Bardet è seconda in 3h23’07, seguita da Leslie Marin in 3h25’52.

Didier Violino detta legge, Laurianne Allègre sorprende nella classifica assoluta della mezza

Didier Violino (Clain Athletic Pictave) ha firmato una splendida tripletta sabato. Già vincitore delle due edizioni precedenti, ha completato il tris al termine di un bel duello con il compagno di squadra Benjamin Guionnet, che ha ceduto soltanto a due secondi dal traguardo. I due atleti hanno chiuso sotto l’ora e 13 minuti, in una gara più veloce rispetto all’anno scorso. Per il runner di Cognac, questa vittoria ha un significato particolare: «Qui c’è una storia, è una gara a cui tengo molto». L’atleta del CAP si gode ancora di più il successo, che chiude una stagione intensa: «È il punto d’arrivo di un anno molto pieno. Ho inanellato mezze maratone in cui mi sono divertito da morire. È chiaramente la mia distanza», racconta. Il compagno di club Benjamin Guionnet, impegnato nella preparazione per la maratona di Valencia, condivide la soddisfazione: «». Sul terzo gradino del podio, Clément Dutrey (1h16’02) non poteva chiedere di meglio. «Sono partito con quei due colossi, ma ho capito subito che non potevo restare con loro!»

Tra le donne, Laurianne Allègre si impone in 1h33’05. La runner della Charente ha condotto la gara dall’inizio alla fine, conquistando la sua prima grande vittoria in una mezza tutt’altro che banale. «Non me l’aspettavo proprio! L’anno scorso ero quinta o sesta, ma è vero che il tempo è molto migliore», esclama ancora sorpresa. Partita con prudenza, ha rimontato il gruppo senza lasciarsi condizionare dalla seconda parte del percorso, più ondulata: «Al 10° chilometro vedo che sono terza. Supero la seconda al 12° e poi la prima al 15°... dopo ho tirato dritto!». Gli applausi del pubblico l’hanno spinta negli ultimi chilometri: «Mettono le ali!». Partita con l’idea di correre in 1h35, ha fatto molto meglio del previsto e si è regalata una bella iniezione di fiducia in vista della maratona di La Rochelle, tra due settimane. Alle sue spalle, Mélanie Adamczak è seconda in 1h35’59, davanti a Marie Dussaud del Braud AC, terza in 1h36’47.

10,5 km, il Cognac AC fa il pieno

Il Cognac AC ha dominato i 10,5 km, occupando le prime quattro posizioni. La vittoria è andata a Kévin Bourg, impeccabile dall’inizio alla fine. Autore di una gara accorta, conferma l’ottima forma del momento, in vista di un prossimo tentativo sul suo primato personale nei 10 km. «Ho provato a partire al ritmo del mio record per mettermi alla prova, perché tra un mese vorrei migliorarlo», spiega il vincitore, lucido nella gestione della gara. Di fronte a un percorso impegnativo, ha preferito non forzare: «Negli ultimi anni ho avuto problemi sulla salita, mi veniva una fitta al fianco. Questa volta ho voluto gestirmi per tenere Thierry a distanza e controllare il finale, soprattutto con quei dislivelli.»

Alle sue spalle, il compagno di squadra Thierry Guibault, master 3 appena rientrato dalla maratona di New York, ha gestito alla perfezione lo sforzo chiudendo secondo in 34’25. «L’obiettivo era finire tra i primi tre, ed è stato raggiunto. La maratona non è una scusa», sorride. Nonostante i 42 km americani nelle gambe, il campione francese master di cross del 2015 e 2016 ha ancora ottime risorse. «Da domenica ho recuperato bene. È la magia delle scarpe con piastra in carbonio! Non c’è l’atmosfera di New York, ma ci andiamo vicino», scherza, prima di raccontare la festa organizzata a casa. «Ho 20 persone per tutto il weekend, festeggeremo alla grande». Il podio è completato da Maxime Thorin, terzo in 35’23, regalando al club locale una splendida tripletta.

Tra le donne, il Cognac AC continua il suo recital con Laurine Avinio, quarta assoluta e netta vincitrice in 37’58. La runner di Cognac, undicesima agli ultimi campionati francesi dei 10 km, attraversa un momento di forma strepitoso. Specialista dei 3.000 m siepi, detentrice del record della Charente in 10’35’’56, continua a inanellare prestazioni di rilievo. «Se dovessi consigliare una 10 km, sceglierei questa. È la festa della corsa e dello sport, ci sono tutti gli appassionati. Che si corra tra i vigneti o in campagna, c’è sempre tanta gente», esulta la duatleta, salita anche sul podio di una tappa della D2 a Saint-Grégoire, in Bretagna, lo scorso maggio. Alle sue spalle, Delphine Roux dell’A3 Alençon è seconda in 41’39, davanti alla junior Lylou Lhotellier dell’Air-sur-l’Adour, terza in 42’43.

Il Cognac AC ha dato tutto quest’anno e ha raccolto una vera pioggia di medaglie, con risultati che meritano di essere celebrati con un brindisi. Durante la gara, però, per i portacolori del club non c’era tempo di alzare il bicchiere: la festa è iniziata al traguardo, tra gente, buonumore e un po’ di Cognac per celebrare il tutto.

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