Maratona di La Rochelle Serge Vigot, Elvis Cheboi e Betty Chepkemoi padroni del porto
La Rochelle ha celebrato ancora una volta la maratona in tutta la sua varietà. Elvis Cheboi ha trionfato tra gli uomini nonostante una svolta sbagliata, mentre Betty Chepkemoi ha confermato il suo status di favorita tra le donne. Tra record, strategie francesi e un’atmosfera portuale ribollente, la 34ª edizione della Maratona di La Rochelle Serge Vigot ha regalato suspense ed emozioni. Ecco il racconto di una gara dai mille risvolti.
Domenica 30 novembre, la 34ª edizione della Maratona di La Rochelle Serge Vigot ha confermato ancora una volta perché sia considerata una delle grandi maratone francesi. Con quasi 16.000 partecipanti complessivi, di cui circa 9.000 nella gara regina, l’evento consolida il suo posto nella top 3 nazionale, alle spalle soltanto dei colossi di Parigi e Nizza-Cannes.
In programma c’erano atleti élite in forma, una svolta sbagliata che avrebbe potuto cambiare tutto, francesi determinati, un percorso tra mare e città vecchia e un’atmosfera portuale festosa e popolare. Che si puntasse al tempo, al piacere di correre o alla scoperta del territorio, La Rochelle ha offerto uno spettacolo completo, un concentrato di fatica, emozioni e condivisione sull’asfalto.
Betty Chepkemoi, la favorita non trema
Anche nella gara femminile, sui consueti 42,195 km pianeggianti, la favorita annunciata, Betty Chepkemoi, ha rispettato i pronostici. Regolarità, gestione dello sforzo e una mentalità d’acciaio: la vittoria è maturata senza colpi di scena, ma con la certezza che la sua gara non avrebbe lasciato spazio a errori. Il suo successo conferma che a La Rochelle, quando la favorita è davvero all’altezza, la vittoria finisce per essere sua.
La keniana, incoronata a Vienna quest’anno, si è ripetuta in Charente-Maritime con un tempo di 2h25’32, solido ma lontano dal suo record di 2h24’14. Alle sue spalle si sono piazzate l’etiope Alemtsehay Zerihun (2h26’14) e un’altra keniana, Vivian Cherotich (2h26’44), per un impressionante podio tutto africano.
Tra le francesi, non è mancata la densità. Astrid Moreau ha chiuso 7ª in 2h43’45, Émilie Lasserre 8ª in 2h45’58 e Katie Mauthoor 9ª in 2h48’39. Quest’ultima rientrava dopo un anno di infortunio ed era orgogliosa di essere tornata sotto le 2h50.
Cheboi vince nonostante la svolta fatale e un finale drammatico
La maratona maschile avrebbe potuto quasi diventare la trama di un film. Elvis Cheboi, 30 anni, stava conducendo una gara perfetta: ritmo fluido, andatura sotto controllo, vittoria nel mirino. Tempo ufficiale all’arrivo: 2h09’31. Ma negli ultimissimi secondi il percorso ha rischiato di tradire il keniano. Una svolta segnalata male lo ha portato fuori traiettoria, un errore che avrebbe potuto rovinare tutto. All’arrivo la frustrazione era evidente: «Nessuno mi ha indicato la strada giusta, raccontava il vincitore di giornata. Un signore mi ha raggiunto per dirmi che non ero sul percorso corretto. Avevo intenzione di spingere e battere il mio record… Sono un po’ deluso.»
Un finale crudele, quasi ingiusto. Colto di sorpresa, Cheboi conserverà probabilmente a lungo il sapore di un record sfumato per poche decine di metri. Ma la vittoria resta, così come la medaglia, e la lezione è chiara: in maratona ogni cartello e ogni riferimento contano. Alle sue spalle, il connazionale Kiprop Kimutai ha conquistato il secondo posto in 2h14’10. Il sollievo era evidente, la soddisfazione contenuta. «Ho dato il massimo in questa gara… mi sento bene, sono contento della mia prestazione», ha dichiarato all’arrivo. Non ha avuto difficoltà a precedere un altro keniano, Wesley Ledama, terzo a La Rochelle in 2h15’29.
Un francese nella top 5 e un gruppo all’insegna dell’unità
La sorpresa più bella per i colori francesi è arrivata da Antoine Villechenaud. A 30 anni, il corridore del Grand Angoulême Athlétisme ha tagliato il traguardo in 2h18’08, quinto assoluto e primo francese, con una prestazione solida, umile e ragionata. Sono nove minuti in meno rispetto alla sua prima maratona, corsa proprio a La Rochelle quattro anni fa in 2h27’06. Una progressione notevole.
La strategia era stata studiata nei dettagli. Bisognava restare nel gruppo e partire al momento giusto, intorno al 31°-32° chilometro, quando gambe, testa e pubblico danno una spinta in più. «Avevamo un buon gruppo di francesi e due ottimi pacer, raccontava il beniamino di casa. Volevo avere pazienza e godermi il pubblico di La Rochelle. Questo giro l’avevo iniziato qui quattro anni fa. Oggi l’ho concluso. Sono felicissimo di aver condiviso tutto questo con gli amici, la mia famiglia e i miei compagni di allenamento Benjamin, Théo e Michael. Anche oggi il pubblico è stato incredibile. Grazie, La Rochelle!»
Ma Antoine Villechenaud non vive questo tempo da solo. Parla di un gruppo, di una fratellanza nata dall’allenamento: «Corriamo insieme tutto l’anno. Più che compagni, siamo fratelli di allenamento. Condividere tutto questo è enorme». Intorno a lui, il gruppo francese conferma la propria consistenza: François Pautret (6°, 2h18’42), Théo Moussu (7°, 2h18’43) e Benjamin Grenetier (8°, 2h18’56). Quest’ultimo, a 44 anni, dimostra che passione e costanza possono essere alleate formidabili.
Un festival di gare: 10 km, Duo, carrozzina… La Rochelle è in festa
La città portuale non ha catalizzato tutti gli sguardi soltanto sulla maratona. 10 km, Duo, carrozzina: la giornata ha moltiplicato volti, sfide e ambizioni. Sui 10 km, Théo Rageot si è imposto in 30’33. L’atleta dell’Athlé Bocage Vendée ha abbassato di 30 secondi il record della gara, che apparteneva a Pierre Couzinier con 31’03 nel 2024. Alle sue spalle, Romain Faye (31’07) e Guillaume Belgy (31’08) hanno completato un podio combattuto. Tra le donne, Camille Ploteau ha dominato la distanza in 35’19, nuovo record di La Rochelle, davanti ad Anouk Sire (36’35) e Marine Echevin (37’27). «Ero venuta per battere il mio record e scendere sotto i 35 minuti, ha commentato l’atleta di Carquefou. L’atmosfera era fantastica, non si può avere tutto!»
La categoria Duo, fedele allo spirito della condivisione, ha visto trionfare la coppia «Le Mouillour» in 2h27’27, davanti al tandem Girard-Freychet (2h37’15) e Paitreault-Ridouard (2h41’02). Infine, la gara in carrozzina, valida come supporto per i Campionati francesi di mezza maratona paralimpica, è stata un bell’omaggio alla determinazione e ha incoronato Pascal Vallet (1h01’57), seguito da Willy Couderc (1h14’49) e Djilali Meriem-Benziane (1h04’54).
Al di là dei vincitori e dei tempi, questa maratona dal profumo di ostriche resta soprattutto una storia di condivisione e impegno. Vedere Antoine Villechenaud e il suo gruppo di fratelli d’allenamento tagliare il traguardo insieme, sostenuti da un pubblico sempre più caloroso, ricorda che correre qui non è soltanto una prestazione individuale, ma un momento di comunione. Gli élite, gli amatori e i partecipanti alle gare di 10 km, Duo e carrozzina di La Rochelle hanno dimostrato ancora una volta di saper unire passione, solidarietà e una sana dose di follia, facendo di questa maratona un appuntamento imperdibile di fine anno.
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