Hoka Rocket X 3, test e recensione

CL
Da Clément Laborieux

Pubblicato il gio 10 settembre 2026

Aggiornato il gio 10 settembre 2026

Hoka Rocket X 3, test e recensione
© Marathons.com

Hoka ha lanciato di recente la sua nuova scarpa con piastra in carbonio: la Rocket X 3. Più leggera, più dinamica e dotata di una piastra riprogettata, raccoglie l’eredità della Rocket X 2, già apprezzata per reattività e comfort. Con questa nuova versione, il marchio francese propone una scarpa veloce e sorprendentemente stabile. Dopo averla provata per oltre 100 km tra lunghi, ripetute veloci e lavori alla soglia, ecco la mia recensione completa della nuova freccia firmata Hoka.

La gamma Rocket X di Hoka

La Rocket X è la scarpa da gara con piastra in carbonio di Hoka, pensata per la velocità dai 5 km alla maratona, ma ideale anche per gli allenamenti più brillanti. Dopo una prima versione un po’ troppo conservativa e una seconda, uscita nel 2023, che ha conquistato moltissimi runner, le aspettative per questa Rocket X 3 erano alte. E questa terza versione segna una vera svolta: le sensazioni di corsa sono radicalmente diverse rispetto alla versione 2. Più reattiva, più stabile e leggermente più leggera, mi ha convinto fin dai primi chilometri. Ritroviamo una schiuma PEBA a doppia densità, una piastra in carbonio con alette laterali, una nuova tomaia in mesh più traspirante e una struttura più consistente nella zona del tallone. Il drop è salito a 7 mm (40 mm al tallone e 33 mm all’avampiede). Quanto al peso, la scarpa ferma la bilancia a 227 g: abbastanza leggera per il giorno della gara, ma non rivoluzionaria rispetto alle proposte della concorrenza.

Scheda tecnica

  • Drop: 7 mm (40 mm al tallone, 33 mm all’avampiede)

  • Peso: 227 g

  • Piastra in carbonio a tutta lunghezza

  • Schiuma PEBA a doppia densità

  • Tomaia jacquard in mesh avvolgente

  • Profilo di suola curvo MetaRocker™ fluido

  • Suola esterna in gomma aderente

  • Appoggio: neutro

  • Prezzo: 250 €

  • Utilizzo previsto: dai 5 km alla maratona

Calzata e comfort

Ho avvertito un ottimo comfort già dalla prima calzata. La tomaia in tessuto jacquard è sottile, molto traspirante e offre un buon sostegno. I lacci sono curati nei dettagli e mi ricordano quelli della Vaporfly 2. È sempre un piacere quando un marchio presta attenzione ai particolari. Ed è una buona notizia per i triatleti, per i quali allacciarsi rapidamente le scarpe è fondamentale durante la transizione. Questo modello risponderà perfettamente alle loro esigenze. Un altro cambiamento importante riguarda il tallone: la scarpa ora presenta una struttura più rigida, che garantisce maggiore sostegno e una calzata più precisa nella zona del tallone, a differenza della Rocket X 2, priva di rinforzi in quest’area. Su questo nuovo modello il risultato è eccellente: ho percepito subito una buona tenuta del piede. Nessun attrito da segnalare.

La linguetta è leggermente imbottita e segue bene la forma del piede e della caviglia senza creare sfregamenti. È cucita alla tomaia e aggiunge comfort alla calzata.

Nella zona dell’avampiede, la scarpa sarà perfetta per chi ha un piede di larghezza media o stretta. In ogni caso, la tenuta è solida senza risultare eccessivamente compressiva.

Sensazioni di corsa e prestazioni

Il vero punto di forza della Rocket X 3 è il suo equilibrio tra dinamismo e stabilità, una combinazione raramente così ben riuscita su una scarpa con piastra in carbonio. La schiuma PEBA a doppia densità gioca un ruolo decisivo: l’intersuola è più sostenuta sotto il tallone, per garantire stabilità, e più morbida sotto l’avampiede. Durante i miei allenamenti con la Rocket X 3 ho percepito una notevole efficienza muscolare.

Ho sempre apprezzato correre con le Hoka (Clifton, Mach X, Cielo X1) e questo modello non fa eccezione. Rispetta il DNA di Hoka, con un rocker perfettamente posizionato per il mio appoggio di mesopiede. La sensazione di spinta in avanti sarà percepita anche da chi appoggia di tallone o corre di avampiede. Un’altra evoluzione significativa è l’aggiunta delle alette laterali sulla piastra in carbonio, che aumentano ulteriormente la stabilità. Hoka è l’unico marchio a progettare le proprie piastre in questo modo. E la soluzione funziona. La scarpa offre una stabilità sorprendente e la corsa diventa davvero naturale e istintiva. Non si spreca energia per concentrarsi sull’appoggio e sulla fase di contatto con il terreno: è come se la scarpa guidasse e spingesse il piede in modo naturale. Tra le scarpe da gara con piastra in carbonio oggi sul mercato, sono poche quelle capaci di offrire una stabilità simile. Chi ha bisogno di un leggero supporto sul piano della stabilità troverà in questo modello una risposta convincente.

Sul piano delle prestazioni, più si spinge durante la rullata, più la scarpa restituisce. Dai ritmi maratona fino a quelli da 5 km, la Rocket X 3 offre sensazioni fluide, veloci e soprattutto piacevoli. Ho completato ottime sessioni con una facilità che non sempre ritrovo a certe andature. Un aspetto particolarmente interessante è che gli allenamenti non hanno lasciato alcun affaticamento muscolare. Nessun indolenzimento il giorno dopo, in nessuna delle sessioni svolte con la Rocket X 3. Ero perfettamente in grado di allenarmi giorno dopo giorno, un elemento importante nella preparazione della maratona, quando il volume ha un ruolo centrale. La scarpa offre quindi una vera efficienza muscolare: nonostante un’intersuola leggermente più sostenuta rispetto alla versione precedente, sono convinto che garantisca un’ammortizzazione sufficiente per affrontare con serenità la distanza regina.

Fedele al DNA di HOKA, questa Rocket X 3 riesce a combinare prestazioni e accessibilità, rivolgendosi ai runner in cerca di velocità ma anche a un pubblico più ampio, che desidera un buon equilibrio tra dinamismo, comfort e stabilità.

Durata e aderenza

Anche questo è un nuovo punto di forza della Rocket X 3. Se il modello precedente aveva riscosso grande successo, molti runner avevano lamentato la scarsa aderenza sul bagnato. Hoka ha corretto il problema sulla versione 3, rinforzando la suola esterna con una maggiore quantità di gomma per migliorare il grip. Ho testato l’aderenza sul bagnato durante una sessione di ripetute in pista e non ho riscontrato alcun problema di stabilità: un miglioramento davvero apprezzabile sotto questo aspetto.

Quanto alla durata, dopo 100 km, la parte laterale della schiuma comincia a mostrare segni di usura. Come tutte le super-shoes, anche la Rocket X 3 presenta qualche segno di fragilità sull’intersuola, dove la schiuma non è protetta dalla gomma. A mio avviso, la durata si colloca nella fascia bassa della categoria: circa 300-400 km a seconda del tipo di appoggio e del runner.

Per quali runner?

La Rocket X 3 si adatta a un’ampia varietà di runner. Che siate atleti veloci in cerca di prestazioni o principianti alla ricerca di una scarpa dinamica e stabile per il giorno della gara:

Runner alla ricerca di un modello leggero con piastra in carbonio per la prossima gara,
Maratoneti di ogni livello che cercano una scarpa performante ma anche stabile sui 42 km,
I runner che appoggiano di tallone beneficeranno di una transizione efficace e della massima protezione,
Runner in cerca della prima scarpa con piastra in carbonio accessibile e abbastanza versatile per gli allenamenti di velocità,
Infine, chi privilegia la fluidità della corsa rispetto a una risposta esplosiva e ultra-rimbalzante.

Se invece amate sensazioni molto elastiche e rimbalzanti, l’ammortizzazione della Rocket X 3 potrebbe sembrarvi troppo conservativa.

Cosa mi è piaciuto e cosa meno

Punti di forza:
Stabilità impressionante per una super-shoe,
Transizioni fluide e naturali grazie al posizionamento del rocker e della piastra in carbonio,
Equilibrio perfetto tra ritorno di energia ed efficienza muscolare grazie alla schiuma PEBA a doppia densità,
Versatilità: allenamenti e gare, dai 5 km alla maratona,
Comfort assoluto grazie alla nuova struttura del tallone e alla tomaia traspirante.

Punti deboli:
✘ Durata limitata: la schiuma mostra segni di usura dopo 100 km,
✘ Non è leggera quanto gli ultimi modelli lanciati dalla concorrenza.

Da sapere: l’ammortizzazione è più sostenuta rispetto alla versione precedente, la Rocket X 2. Chi cerca un effetto più simile a un trampolino può orientarsi sulla Hoka Cielo X1 2.0, l’altro modello con piastra in carbonio del marchio. Grazie a un rocker più pronunciato, è più aggressiva della Rocket X 3.

Con la Rocket X 3, Hoka trova un equilibrio interessante nel mondo delle super-shoes. È una scarpa performante, dinamica e confortevole, ma anche molto stabile. Ideale per il giorno della gara o per gli allenamenti veloci, conquisterà soprattutto chi cerca una scarpa in carbonio versatile, dai 5 km alla maratona. In piena preparazione per la Maratona di Berlino, è uno dei modelli che sto valutando di indossare il prossimo 21 settembre sulla linea di partenza.

La Hoka Rocket X 3 è disponibile nei negozi Hoka e sul sito ufficiale Hoka.com al prezzo di 250 €.