I 10 migliori documentari sulla corsa
Lo sappiamo: correre può dare dipendenza, o almeno trasformarsi in una passione divorante. Per chi vuole prolungare il piacere prima di lasciarsi cadere tra le braccia di Morfeo, ecco una selezione di 10 documentari imperdibili.
Finding Traction (2014)
Il documentario segue le orme di Nikki Kimball, leggenda dell’ultra-trail, nel tentativo di battere il record femminile dell’Appalachian Trail. Lungo i 435 chilometri del percorso, la regista indipendente Jaime Jacobsen racconta tanto l’impresa sportiva quanto il logoramento mentale e le tensioni con il team. Il film mostra senza filtri i momenti di dubbio, lontano da qualsiasi narrazione eroica convenzionale. Finding Traction ha ricevuto diversi riconoscimenti, tra cui un premio al Banff Mountain Film Festival. Un documentario ruvido e intimo, che parla tanto della dimensione umana quanto della prestazione.
Transcend (2014)
Transcend racconta la storia vera di Wesley Korir, maratoneta keniota passato da un’infanzia povera nella Rift Valley all’élite mondiale, prima di diventare un politico. Il documentario ne segue il percorso tra le strade del Kenya, le maratone internazionali e l’impegno per restituire qualcosa alla sua comunità. Korir è noto soprattutto per aver vinto la maratona di Boston nel 2012, in 2h12’40”, pochi mesi prima di entrare in politica. Il film mostra anche il rovescio della medaglia del sogno keniota, spesso idealizzato.
Run Free: The True Story of Caballo Blanco (2014)
Questo documentario rende omaggio a Micah True, alias Caballo Blanco, figura mitica dell’ultra e fonte d’ispirazione per il libro Born to Run di Christopher McDougall. Il film esplora la sua ricerca della libertà, il rifiuto di alcuni aspetti del running moderno e il legame profondo con i Tarahumara. La storia prende una piega inattesa con la tragica scomparsa di Micah in New Mexico nel 2012. Più che un film sulla corsa, è una riflessione preziosa sul suo significato. Un’opera molto ispirata e memorabile.
The Barkley Marathons: The Race That Eats Its Young (2014)
Probabilmente il documentario sul running più cult mai realizzato. Ci porta nell’universo assurdo e spietato della Barkley, gara segreta ideata dall’enigmatico Lazarus Lake. Partenza annunciata con il suono di una conchiglia, nessun sito ufficiale, nessun social network, finisher rarissimi… La gara ha costruito la propria leggenda su un’autenticità nuda, quasi brutale. Il tono, al tempo stesso ironico e implacabile, ha conquistato un pubblico ben più ampio di quello del running. Il film ha vinto numerosi premi nei festival e ha contribuito alla fama mondiale di una gara ancora assolutamente reale. Finché Lazarus resterà a vegliare…
Where Dreams Go to Die (2012)
Restiamo alla Barkley con questo documentario, che segue Gary Robbins nel suo tentativo di portare a termine la gara. In una sceneggiatura spietata, ma perfettamente fedele alla leggenda della Barkley, il corridore canadese taglia il traguardo fuori tempo massimo per pochi secondi… In seguito descriverà l’esperienza come «la più dolorosa della sua vita». Il documentario di Ethan Newberry è duro, proprio come la Barkley. Un gioiello cinematografico apprezzato dagli appassionati.
Free to Run (2016)
A metà tra storia e manifesto, Free to Run ripercorre l’emancipazione della corsa dagli anni Sessanta, da New York ai trail alpini. Lo svizzero Pierre Morath, runner a sua volta, firma un documentario di grande sensibilità, un vero omaggio alla corsa. Marathons.com ha avuto l’opportunità di parlare con il regista nel gennaio 2025. Il film porta alla ribalta le prime figure di questo sport, come Kathrine Switzer e Steve Prefontaine, protagonisti di una trasformazione destinata a lasciare il segno. Presentato e premiato in diversi festival internazionali, può parlare a un pubblico ben più ampio di quello dei soli runner.
Running the Sahara (2007)
Con la voce narrante di Matt Damon, questo documentario racconta l’incredibile attraversamento dell’Africa a piedi compiuto da Ray Zahab, Charlie Engle e Kevin Lin. In 111 giorni e oltre 6.000 chilometri, i tre collegano l’oceano Atlantico al Mar Rosso attraversando sei Paesi, Senegal, Mauritania, Mali, Niger, Libia ed Egitto, in condizioni estreme. In Libia, peraltro, problemi diplomatici hanno rischiato di porre fine all’avventura dei tre runner e della troupe.
Spirit of the Marathon I & II (2007 / 2013)
I due film raccontano la maratona di Chicago attraverso profili molto diversi, dall’élite agli amatori sconosciuti. Il primo capitolo fu accolto molto bene dal pubblico e dalla stampa americana all’uscita, nel 2007. Diversi partecipanti affrontano il loro primo traguardo davanti alla telecamera di Jon Dunham, autore di diversi documentari sulla corsa, tra cui Boston (2017), che avrebbe potuto entrare in questa top 10. Il secondo capitolo amplia lo sguardo ad altre maratone leggendarie. Entrambi i film sono ormai dei classici.
Breaking2 (2017)
Prodotto da Nike, Breaking2 documenta il tentativo di correre una maratona in meno di due ore. Il film segue Eliud Kipchoge, Lelisa Desisa e Zersenay Tadese alle prese con un approccio ultrascientifico alla prestazione. Probabilmente il marchio americano si aspettava qualcosa di più da questo film. Doveva raccontare la prestazione tanto inseguita, ma Kipchoge fallisce l’obiettivo per appena 25 secondi, anticipando comunque l’impresa storica, seppur non riconosciuta ufficialmente, di due anni dopo. Una sorta di documentario pubblicitario, molto esposto mediaticamente, che ha suscitato tanto ammirazione quanto dibattito.
Unbreakable: The Western States 100 (2012)
Il documentario ripercorre l’edizione mitica della Western States 100 del 2010, quando si sfidarono quattro leggende dell’ultra: Anton Krupicka, Geoff Roes, Hal Koerner e Kilian Jornet. Tre di loro saliranno sul podio di un’edizione incredibile, con una suspense raramente eguagliata. Dopo oltre 160 km di gara, appena sei minuti separano il vincitore, Geoff Roes, dal secondo classificato, l’inimitabile Anton Krupicka. Unbreakable è spesso considerato il miglior film mai realizzato sull’ultra-trail. Ha contribuito in modo decisivo alla fama internazionale della Western States.